La Medicina Anti-aging: il benessere diventa personalizzato

La Medicina Anti-aging: il benessere diventa personalizzato

La Medicina Anti-aging è nata negli Stati Uniti intorno al 2000 e la si può considerare figlia della geriatria, da cui però si discosta nettamente dato che, in realtà, non si rivolge ad una popolazione già anziana bensì ai giovani maturi (20 anni in poi). E’ propria questa l’età nel quale cominciano le prime modificazioni delle cellule cerebrali responsabili del controllo dei maggiori equilibri metabolici, neuronali, ormonali ed immunologici. Parimenti, sono gli anni in cui è più facile accumulare un danno biologico invisibile. Nel corso degli anni, i decadimenti di questi sistemi si manifestano in maniera più evidente, a cominciare dai 45-50 anni; si prenda come esempio, il naturale andare incontro alla menopausa o la comparsa della presbiopia. Questo concetto è centrale per la Medicina Anti-aging, e deve essere sempre tenuto in conto per tutti i danni biologici legati alle patologie degenerative.

Questa disciplina si rifà direttamente alle quattro scienze di base, cioè fisica, chimica, biologia e matematica, ed integra discipline come fisiologia, biochimica, scienza dell’alimentazione, endocrinologia, biologia molecolare, genetica, psico-neuro-immunologia e medicina dello sport. Il suo obiettivo è promuovere l’allungamento della vita in salute ed efficienza, prevenendo le malattie degenerative e ritardando il naturale processo di invecchiamento. Mentre la Medicina convenzionale è incentrata sulla medicina d’urgenza, la difesa dagli agenti infettivi e la chirurgia intervenendo sul sintomo, la Medicina Anti-aging, al contrario, focalizza l’interesse sulla consapevolezza che gli insulti esterni (traumi, dismetabolismi, tossine, stress, ecc.) causano danni cumulativi. Con questo non si vuole togliere alcun merito alla medicina tradizionale, che si è impegnata molto per il prolungamento della vita che, infatti, nella maggior parte dei paesi industrializzati è intorno agli 80 anni.

Bisogna rammentare però che questo aumento della longevità non sempre è legato alla qualità della vita. Per qualità della vita si intende la percezione che i soggetti hanno della loro capacità di usare al meglio le loro possibilità fisiche, mentali, culturali ed economiche all’interno della loro quotidianità. Oggi si assiste sempre più spesso alla crescita di una popolazione che invecchia, e continua ad invecchiare in modo peggiore. Più dell’80% delle persone ultrasessantacinquenni soffre di disturbi come ipertensione, diabete mellito, obesità, ipercolesterolemia, artrosi, per citare quelli solitamente riferiti. E tutto questo senza considerare tutti gli ultrasettantenni ed ultraottantenni con disabilità di vario grado, trattamento dialitico, allettamenti per qualsivoglia causa, patologie tumorali cronicizzate, ecc. Spesso ci si dimentica che tutti questi problemi hanno un costo sanitario, sociale e occupazionale elevatissimo e apparentemente senza mezzi adeguati atti ad arginarlo o invertirne la tendenza. Il diabete è la patologia che sta detenendo il primato al riguardo: nel 2015, la Sanità americana ha dovuto sostenere una spesa di 109 miliardi di dollari unicamente devoluta ad esso. La diabetologia e l’endocrinologia tradizionali, affrontano il problema con i trattamenti farmacologici ed interventi sulle complicanze, ma non dedicano sufficienti sforzi alla prevenzione. Nel caso della Medicina Anti-aging, i criteri di base imporrebbero ad identificare il soggetto ancora prima che diventi diabetico, facendogli cambiare radicalmente abitudini alimentari, comportamentali e voluttuarie.

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La Medicina Anti-aging, invero, è incentrata unicamente alla prevenzione, alla tipizzazione e personalizzazione dell’individuo sin dalla giovane età, per indirizzarlo verso uno stile di vita alimentare, comportamentale e sportivo, se necessario, che gli permetta di mantenere il più a lungo possibile le facoltà fisiche ed intellettive. Per ottenere questo la Medicina Anti-aging si serve di una vera e propria nutrizione e non alimentazione regolare. Nutrizione che si traduce con l’assunzione di alimenti contenenti principi attivi, di cui l’individuo tipizzato in partenza dovrà servirsi nel corso della sua vita, per mantenersi in perfetta salute. In aggiunta, il ricorso ad integratori alimentari, esercizio fisico mirato, gestione ormonale e dello stress quotidiano completano la batteria di strumenti interventistici. Non c’è alcunché di rivoluzionario nel rimarcare il vecchio concetto “mens sana in corpore sano”, con nozioni e pratiche derivate dalla maggiori conoscenze mediche, biologiche e sportive dell’era odierna.

Già la PNEI o psico-neuro-endocrino-immunologia, nata circa 30 anni fa, ha rimarcato le estese quanto sottili connessioni esistenti fra cervello, sistema immunitario e gestione comportamentale ed ormonale del corpo umano. Persino Ippocrate, il padre della Medicina, ha sempre affermato che la perfetta salute consisteva nella sana alimentazione associata all’esercizio fisico regolare o controllato. Uno stile che ripreso nella medicina Ayurveda ed in altre discipline orientali, dove viene rimarcato la maggiore cura del sé stessi ed una maggiore serenità. Lo stile di vita che sta alla base della Medicina Anti-aging va però a sposare l’avanzamento tecnologico, della biologia molecolare ma soprattutto della genomica, la branca che studia i geni e la conseguente predisposizione alle malattie. Mentre la medicina ortodossa si basa sulla cura del sintomo, la Medicina Anti-aging è predittiva e preventiva, cioè è orientata a prevedere un eventuale aumento di rischio e predisposizione a determinate patologie. Come ovviamente la possibilità di attuare tutte le metodiche finalizzate ad evitare il verificarsi di questo rischio.

Riguardo alla sezione sportiva della disciplina, il culturismo o body building è parte integrante. Questo perché uno dei fenomeni che compare con l’invecchiamento è la ridotta funzionalità muscolare con perdita di massa (sarcopenia). Molto spesso questa dipende da una sbilanciata assunzione di proteine con la regolare alimentazione, spesso viziata da scelte personali ed abitudinarie errate, ad esempio una dieta troppo ricca di pane, o di pasta o di sola frutta. Ecco perché l’assunzione supplementare di proteine può essere raccomandata da questa disciplina se si incontrano difficoltà di ordine alimentare. Con questo non si devono demonizzare questo o quel costituente dei cibi, siano essi i carboidrati o i grassi o le proteine. Si ricordi che ogni componente alimentare deve essere introdotto in razioni bilanciate. Ma se per composizione fisica, metabolica ed ormonale, un individuo necessita di maggiore introito di proteine per mantenersi in salute, non c’è nulla di errato nel sostenere il trofismo personale attraverso un introito mirato.

Si rettifica che la Medicina Anti-aging non si serve di tutte le sostanze impiegate in ambito culturistico, specialmente sostanze più o meno proibite, e con dosaggi da campionato internazionale. Il controllo ormonale è importante per mantenere le funzioni metaboliche, cerebrali ed immunitarie del nostro organismo. Eventuali assunzioni esterne controllate con ormoni sessuali (androgeni o estrogeni, in dipendenza dal contesto) o altri ormoni regolatori del metabolismo, è una pratica che la Medicina Anti-aging espleta di base. Tutto nel rispetto della fisiologia dell’organismo, a dosaggi compresi nei normali range di attività e di necessità, ed escludendo sostanze dannose es. mega-dosi di creatina, steroidi vari, ecc. L’allungamento della vita nella terza età fatto con i criteri di questa disciplina, rientra nel programma di healthy aging (invecchiamento con salute), uno slogan che ha appassionato schiere di miriadi di individui in tutto il globo

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Riassumendo, quindi, la Medicina Anti-aging si compone di due regole findamentali:

  1. a) smettere di recare danno al proprio corpo e quindi alla salute. Gli abusi comportamentali (cattiva emotività), voluttuari (tabagismo, alcolici, specie di grado elevato) ed alimentari sono quanto di peggiore ci possa essere per la distruzione dell’equilibrio organico a tutti i livelli. Anche la restrizione calorica è un concetto che viene accettato da questa disciplina: la riduzione delle calorie è l’unico metodo biologico capace di estendere la durata della vita, e per cui esistono prove scientifiche assodate. Una volta consapevoli di ciò che ci risulta dannoso a tavola, basta semplicemente ridurre la frequenza di consumo di quegli alimenti che abbiamo realizzato essere nocivi per la salute, senza abbandonarli del tutto.
  2. b) adottare uno stile di vita nuovo e personalizzato. In senso intrinseco, non è difficile adottare uno stile di vita tutto proprio. Il tabagismo a qualsiasi dose è da abolire per principio, ma se non si riesce proprio a farne a meno è consigliabile ridurre di molto il numero di sigarette giornaliere (5 o meno). Lo stesso vale per gli alcolici: anche seguire la regola dettata dalla “dieta mediterranea” (un bicchiere di vino rosso al giorno) può essere di beneficio, mentre le assunzioni fuori pasto sono assolutamente da abolire. Infine, trovare il tipo di esercizio fisico più consono alla nostra salute (dalle lunghe camminate allo step), e praticarlo regolarmente, chiude il cerchio del mantenersi in salute fino a tarda età.

E’ nata dunque ufficialmente una disciplina medica che incentra solo la prevenzione alla base della salute.  Che sia la volta buona?

a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

BIBLIOGRAFIA DEDICATA

Gilimberti D.(2016) La medicina dell’aging e dell’anti-aging. Ed. EDRA S.p.a.

Giampapa VC (2012) The principles and practice of Anti-aging medicine for the Clinical Physician. Rivers Publishers.

Bertuzzi G. (2010) Medicina Anti-aging. Prevenire l’invecchiamento e migliorare la qualità della vita. Academia Universa Press.

Klatz R, Goldman R (2003). The Science of Anti-aging medicine. Ed. Klatz&Goldman.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1561 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it