Home BENESSERE & SALUTE Diabete: il suo rischio aumenta col forte inquinamento urbano

Diabete: il suo rischio aumenta col forte inquinamento urbano

Il diabete è una delle principali cause di morte nelle economie del medio-basso, medio-alto e alto reddito. La prevalenza globale del diabete è quasi raddoppiata, dal 4,7% nel 1980 all’8,5% nel 2014, con la maggior parte dei casi di tipo 2. Esistono prove sperimentali che suggeriscono che l’esposizione al biossido di azoto e al particolato associato è correlata all’infiammazione e all‘insulino-resistenza. Un team interdisciplinare di scienziati dell’Università di Leicester e di altre istituzioni ha svolto un ruolo fondamentale nella ricerca per indagare su un possibile legame tra inquinamento atmosferico e aumento del diabete di tipo 2. Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Environment International, ha esaminato i dati di 10.443 partecipanti dagli studi di screening del diabete a Leicestershire, nel Regno Unito. Sono stati considerati l’esposizione all’inquinamento atmosferico, il numero di casi di diabete di tipo 2 e l’impatto di fattori demografici e di stile di vita. Gli autori hanno concluso che i fattori demografici hanno in gran parte spiegato l’associazione tra inquinamento atmosferico e diabete di tipo 2. Il gruppo di ricerca, supportato dal NIHR, è composto da esperti dell’Università di Leicester provenienti da una vasta gamma di settori, tra cui Earth Observation Science, il Diabetes Research Center dell’Università e il Dipartimento di Scienze della salute e si basa su ricerche all’avanguardia in questi settori.

L’esposizione agli inquinanti atmosferici legati al traffico è nota per causare resistenza all’insulina, un segno distintivo della malattia, e sono state applicate prove osservative per capire meglio un potenziale legame. Non c’è stata associazione statisticamente significativa tra la concentrazione di biossido di azoto e il diabete di tipo 2 dopo aggiustamento per fattori demografici. Le probabilità di diabete di tipo 2 erano 1,10 dopo ulteriori aggiustamenti per fattori di stile di vita e 0,91 dopo ulteriori aggiustamenti per lo spazio verde di quartiere. Anche le associazioni tra le concentrazioni di particolato e il diabete di tipo 2 sono state spiegate da fattori demografici. Il dott. Gary O’Donovan, che ha diretto la ricerca ed è originario dell’Università di Leicester e ora all’Università di Loughborough, ha dichiarato: “L’alto inquinamento atmosferico e la bassa attività fisica sono due delle principali cause di malattia e morte prematura nei paesi a medio e alto reddito. Come la maggior parte delle città del Regno Unito, Leicester ha solo una manciata di monitor per la qualità dell’aria: l’ONU ha stimato che i due terzi della popolazione mondiale vivranno nelle città entro il 2050 e le nostre città devono diventare luoghi migliori e più salubri. Città come Copenhagen in Danimarca e Medellín in Colombia, stanno facendo un lavoro molto migliore per misurare l’inquinamento atmosferico e facilitare il trasporto attivo rispetto alla maggior parte delle città del Regno Unito”.

I dati della sua ricerca possono essere integrati con un altro grosso studio danese, che comparirà a Settembre sulla rivista Environment International. In questa ricerca, sono stati valutati inquinanti multipli (ossidi di azoto, particolato PM 2.5, particolato PM10, OP-ESR, ecc.) e gli effetti su un campione di 289.703 adulti. Dopo aggiustamento per potenziali fattori confondenti, tutti gli inquinanti (eccetto PM2.5) erano associati alla prevalenza del diabete. L’esposizione all’inquinamento atmosferico residenziale a lungo termine è stata associata alla prevalenza del diabete nei Paesi Bassi, rafforzando l’evidenza dell’inquinamento atmosferico come un importante fattore di rischio per il diabete. Il professor Roland Leigh, direttore tecnico di EarthSense e direttore dell’Istituto per l’osservazione dello spazio e della terra di Leicester e coautore dello studio, ha dichiarato: “Sappiamo che l’inquinamento atmosferico è il più grande rischio per la salute ambientale del mondo, che colpisce il 92% della popolazione e con più di tre milioni di morti all’anno e le prove suggeriscono da un po’ di tempo che potrebbe contribuire all’aumento del diabete di tipo 2. In qualità di innovatori nel monitoraggio della qualità dell’aria, l’Università di Leicester ed EarthSense hanno un contributo fondamentale per comprendere le complesse questioni di inquinamento e salute”.

A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

O’Donovan G et al. Environ Int. 2017 Jul; 104:41-47.

Strak M et al. Environ Int. 2017; 108:228-236.

Eze IC et al. Environ Health Perspect. 2015; 123(5):381.

Eze IC et al. Environ Int. 2014 Sep; 70:95-105.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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