Carenza di ferro e sordità: le prove sembrano esserci

Carenza di ferro e sordità: le prove ci sono

Circa il 15% degli adulti negli Stati Uniti è affetto da un certo grado di perdita dell’udito. Fino a due terzi degli adulti sopra i 65 anni e l’80% degli over 85 hanno un udito ridotto. Nella popolazione americana, la perdita dell’udito è legata a ipertensione, fumo, diabete e maggior rischio di ospedalizzazione. Poiché la perdita dell’udito può avere un impatto significativo sul benessere di una persona, e poiché le cause non sono completamente comprese, è in corso la ricerca di nuovi fattori di rischio. Ad esempio, la sordità neurosensoriale improvvisa (SNHL), durante la quale l’udito di un individuo si è ridotto gravemente nell’arco di 72 ore, è stato recentemente dimostrato associato all’anemia marziale o da carenza di ferro (AMA). A livello mondiale, l’AMA colpisce almeno 1.5 miliardi di persone, di cui circa 8 milioni nei soli Stati Uniti.

Un team di ricercatori guidati dalla dottoressa Kathleen Schieffer, del College of Medicine della Pennsylvania State University, hanno deciso di indagare più dettagliatamente sul rapporto dell’AMA con la perdita dell’udito. L’AMA è una condizione comune causata da una mancanza di ferro che porta a un numero ridotto di globuli rossi. Poiché i globuli rossi trasportano l’ossigeno intorno al corpo, l’anemia riduce la quantità di ossigeno disponibile per i tessuti. Poiché l’anemia marziale è generalmente facile da trattare, qualsiasi legame tra le due condizioni potrebbe essere importante. Il team di ricerca ha utilizzato i dati delle cartelle cliniche elettroniche deidentificate del centro medico Penn State Milton S. Hershey di Hershey, Pennsylvania. In totale, sono stati esaminati i dati di 305.339 adulti di età compresa tra 21 e 90 anni, con il 43% della coorte di sesso maschile e un’età media di 50 anni. Osservando i livelli di ferritina e di emoglobina, è stata diagnosticata in modo retrospettivo la presenza di AMA.

Il team ha anche raccolto informazioni riguardanti l’udito del paziente. Hanno osservato separatamente l’ipoacusia conduttiva – a causa di problemi con le ossa dell’orecchio interno, o SNHL – danno alla coclea o ai percorsi nervosi che passavano dall’orecchio interno al cervello, sordità e perdita dell’udito non specificata. Una volta analizzati i dati, il team ha trovato una relazione: SNHL e perdita dell’udito combinata (SNHL e perdita dell’udito conduttivo nello stesso individuo) erano entrambi significativamente associati all’AMA. Gli autori concludono: “Esiste un’associazione tra AMA negli adulti e perdita dell’udito. I prossimi passi sono per capire meglio questa correlazione e se diagnosticare e trattare tempestivamente l’anemia possa migliorare la sordità degli adulti con perdita uditiva”. Perché l’anemia potrebbe essere legato alla perdita dell’udito non è ancora del tutto chiaro, ma ci sono alcuni meccanismi ipotizzati.

Per esempio, il rifornimento di sangue all’orecchio interno attraverso l’arteria labirintica è altamente sensibile al danno ischemico, che potrebbe certamente svolgere un ruolo. Inoltre, gli individui con malattia vascolare sono noti per essere più suscettibili all’improvviso SNHL. L’apporto di sangue è, quindi, chiaramente un fattore importante nella perdita dell’udito. Un altro meccanismo potenziale coinvolge la mielina, che è importante per la conduzione efficiente dei segnali lungo le fibre nervose. La riduzione del ferro nel corpo interferisce con gli enzimi saturasi e desaturasi degli acidi grassi, entrambe importanti per la produzione di energia e, di conseguenza, di mielina. Se il rivestimento della mielina del nervo uditivo è danneggiato, l’udito potrebbe essere ridotto. Il prossimo passo per i ricercatori sarà capire se l’integrazione di ferro potrebbe influenzare positivamente la perdita dell’udito. Se può migliorare l’udito danneggiato o ridurre la perdita dell’udito, potrebbe essere un modo economico per minimizzare qeusta condizione medica altamente prevalente e invalidante.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, Medico specialista in Biochimica Clinica.

 

Letteratura selezionata

Lemajić-Komazec S, Abenavoli L. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2017 Sep 23.

Schieffer KM et al. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2017;143(4):350-354. 

Schieffer KM et al. Am J Audiol. 2017 Jun 13; 26(2):155-162. 

Emmett SD, West KP Jr. Am J Clin Nutr. 2015; 102(5):987-88.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 592 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.