Ganoderma: la medicina anti-aging lo può sfruttare?

L’invecchiamento è quasi sempre accompagnato da un declino della funzione fisiologica corporea, con conseguente aumento della suscettibilità alle malattie legate all’età. È un inevitabile processo fisiologico, ma i meccanismi sottostanti rimangono da chiarire dopo molte decadi. Tra le numerose teorie associate all’invecchiamento, spiccano maggiormente lo stress ossidativo e le teorie dell’accumulo di radicali liberi. Il sistema antiossidante si deteriora in funzione dell’età, causando la rottura del delicato equilibrio tra la produzione di specie di ossigeno radicale e l’eliminazione che porta al danno cellulare ossidativo. I tessuti post-mitotici come il cervello, il cuore e il muscolo scheletrico sono più suscettibili all’invecchiamento rispetto ad altri organi. Nel cervello, l’accumulo di ROS e l’attenuazione della catena respiratoria causano danni ai mitocondri cerebrali, in cui la loro disfunzione può indurre l’insorgenza di alcune malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer, il morbo di Huntington, tra gli altri. La graduale perdita di cognizione è una delle principali caratteristiche dell’invecchiamento, con la manifestazione del pensiero logico declinante, della memoria e delle abilità spaziali. L’invecchiamento cerebrale è la causa principale dei deficit cognitivi e potrebbe essere indotto dalla neurodegenerazione. Mentre, d’altra parte, i deficit cognitivi associati all’età non significano malattie neurodegenerative, poiché l’invecchiamento del cervello applica un microambiente sensibile per indurre un danno più grave di quello causato dalle malattie.

Il Ganoderma lucidum è un fungo bianco noto comunemente come “Ling Zhi” in Cina, “Youngzhi” in Corea e “Rei Shi” in Giappone. L’effetto farmacologico del Ganoderma lucidum è stato inizialmente attestato da “Shen Nong’s Herbal Classic” già nel 100 aC, e osservato per promuovere la salute, aumentare il vigore e la vitalità e prolungare la durata della vita. L’antico taoista cinese vedeva il Ganoderma lucidum come una medicina erboristica che poteva aiutare le persone a raggiungere l’elisir della giovinezza esterna. In Cina, il Ganoderma lucidum è stato a lungo usato come medicina popolare per migliorare la salute ed è considerato la medicina tradizionale cinese più elevata. Per quanto riguarda le funzioni anti-invecchiamento e correlate del Ganoderma lucidum, le principali estrazioni di Ganoderma lucidum sono l’estratto di etanolo, l’estratto acquoso di Ganoderma lucidum e l’estratto dal micelio e le spore di Ganoderma lucidum. I componenti bioattivi di Ganoderma lucidum con funzioni correlate anti-invecchiamento includono in media polisaccaridi, triterpeni e peptidi. Nonostante sia un fungo, infatti, il Ganoderma ha una media del 7-8% di contenuto proteico. Ci sono diversi tipi di preparazione erboristica di Ganoderma che si può preparare, ma più frequentemente impiegata è l’acido-alcolico (25%).

L’effetto immunomodulatore di EGL si manifesta principalmente come l’inibizione della citochine e dei mediatori dell’infiammazione (COX-2, TNF-α, IL-1β) rilasciata dalla microglia dopo stimolazione. IL-1β agisce sulla microglia o sui neuroni attraverso il recettore IL-1 ed è direttamente correlata alla neurodegenerazione. La malattia di Alzheimer causa degenerazione sinaptica, perdita di sinapsi, diminuzione dell’immunoreattività del marcatore sinaptico – sinaptofisina e induce il suo accumulo. L’uso dell’estratto acquoso Ganederma inverte il blocco del trasporto della sinaptofisina e inibisce significativamente la morte cellulare neuronale indotta dal peptide beta-amiloide. A parte l’estratto acquoso o etanolico del corpo del fungo, un’interessante fonte di molecole anti-invecchiamento (anti-aging) sono le parti aeree (miceli). Sperimentalmente, questo estratto (MAK) è attivo sulle cellule cerebrali, rafforzando la struttura dei dendriti, le strutture ramificate dei contatti fra i neuroni e promuovendo la maturità delle cellule staminali. La presenza di peptidi e saponine steroidee (acidi ganoderici e lucidenici), conferisce all’estratto di Ganoderma azione neurotrofica simile al fattore di crescita nervoso (NGF) scoperto dalla Rita Levi Montalcini. L’acido ganoderico C1 (GAC1) è un triterpenoide isolato da G. lucidum. È stato suggerito che GAC1 è il triterpenoide più potente del fungo, che potrebbe inibire il rilascio di citochine infiammatorie alla stregua dei suoi polisaccaridi per modulare la cascata immunitaria.

I polisaccaridi sono i più importanti contributori alla bioattività e all’applicazione medica del Ganoderma lucidum. È stato riportato che questi polisaccaridi sono dotati di proprietà antiossidanti e immunomodulanti. Persino i diversi tipi di Ganoderma lucidum condividono un distinto legame glicosidico, dando ai polisaccaridi l’opportunità di legarsi con vari residui di proteine o peptidi per formare complessi polisaccaridi-proteine o -peptidi. Gli studi hanno rivelato che i polisaccaridi in Ganoderma lucidum che possiedono importanti effetti di estensione della durata della vita includono principalmente il Reishi Polysaccharide Fraction 3 (RF3). I peptidi bioattivi sono una classe di peptidi con un peso molecolare relativamente piccolo, che consente di essere facilmente assorbito dall’intestino umano. Ganoderma lucidum peptide (GLP) è il peptide bioattivo del fungo. È stato riportato che il GLP è il principale componente antiossidante del Ganoderma e questa proprietà lo rende un probabile candidato anti-aging. Poiché i singoli polisaccaridi e peptidi del Ganoderma lucidum sono candidati per la mediazione del suo effetto anti-invecchiamento, la combinazione di questi componenti può anche avere funzioni simili. Il peptide polisaccaride di Ganoderma (GLPP) ha dimostrato di possedere effetti antiossidanti e immunomodulatori, avendo così il potenziale di esercitare un effetto anti-aging.

La Medicina Anti-Aging è ormai di moda (si consulti l’articolo “Medicina Anti-Aging: il nuovo orizzonte del benessere”). Considerando il cattivo stile di vita che attanaglia ormai gli abitanti del pianeta, la ricerca di soluzioni efficaci nel combattere il deterioramento organico è ormai diventato un “must”.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it