Salute polmonare: gli antiossidanti non vanno sottovalutati

Salute polmonare: gli antiossidanti non vanno sottovalutati

La salute dei polmoni necessita di diversi fattori organici e nutrizionali. Uno di questi è l’introito di molecole antiossidanti attraverso la dieta e l’induzione di proteine ed enzimi con funzione neutralizzante sui radicali liberi (ROS). I polmoni possono essere soggetti a deterioramento dovuto a fattori ambientali (polveri inquinanti), esposizione professionale (asbestosi, silicosi) ed anche voluttuarie (tabagismo). Tutte queste condizioni sono associate a stress ossidativo a carico del tessuto polmonare, che possono portare alla sua ridotta funzionalità per indurimento dell’organo (sclerosi). Le prime testimonianze cliniche dell’utilizzo di vitamina C come aerosolterapia in pazienti don sclerosi polmonare risale agli anni Sessanta (Ashbel’ SI et al. 1965). L’esperienza è stata ripetuta molto tempo dopo con esito positivo su pazienti con silicosi professionale (Mironova GE, 1991). Una recensione del 2000 (Hu G. and Cassano PA.) ha analizzato le funzionalità polmonare in pazienti arruolati nello studio Third National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES III). Su un campione di 18.162 soggetti, gli Autori hanno studiato  l’effetto singolo o combinato di vitamina C, vitamina E, beta-carotene e selenio sui markers plasmatici dello stato antiossidante. Ciascuno dei nutrienti della dieta e del siero era significativamente associato al FEV1. Quando sono stati considerati simultaneamente, sono state osservate associazioni indipendenti per la maggior parte dei nutrienti. Il beta-carotene sierico era meno positivamente associato al FEV1 nei fumatori rispetto ai non fumatori, mentre il selenio sierico aveva un’associazione positiva più forte con FEV1 nei fumatori.

Gli studi maggiori sono stati condotti nella broncopatia cronica ostruttiva (BPCO), una condizione di insufficienza respiratoria dovuta a condizioni come l’asma cronico, forte tabagismo ed esposizione a polveri minerali. Lo stato antiossidante cellulare e polmonare è compromesso nei soggetti con BPCO, un dato che è noto da almeno un ventennio. Anche i globuli rossi dei pazienti affetti hanno alterazioni redox consistenti (livelli di glutatione) ed il loro plasma contiene prodotti di degradazione ossidativa (MDA). Queste alterazioni diventano più marcate se i pazienti fumano volontariamente, mentre si riducono dopo assunzione di vitamina C (Calikoğlu M et al, 2002), oppure con l’associazione di vitamine antiossidanti (A+C+E; Tug T et al. 2004). Uno studio di 10 anni fa (Wu TC et al. 2007) ha dimostrato che l’integrazione alimentare di 12 settimane con vitamina C+E migliora le lesioni cellulari delle cellule sanguigne in pazienti BPCO, migliorando anche i parametri spirometrici globali. Più recentemente, Rossman PJ et al. (2013) hanno provato che la somministrazione endovena di vitamina C (2 grammi) migliora la resistenza alla fatica in pazienti BPCO sottoposti ad esercizio fisico sostenuto. Le conferme dei risultati sono arrivate appena qualche anno fa in altri tre trials clinici controllati. L’ultimo di questi (Pirabbasi E et al. 2016) ha testato l’azione combinata della vitamina C con un mucolitico antiossidante molto diffuso, l’acetil-cisteina (NAC) su 79 pazienti affetti da BPCO. I pazienti, divisi in 4 gruppi (VitC, NAC, VitC+NAC e placebo) hanno ricevuto terapia per 6 mesi. C’è stato un significativo effetto di interazione sulla massa corporea e l’assunzione di carboidrati, specialmente nel gruppo NAC. Il glutatione plasmatico (GSH) è aumentato significativamente in tutti i gruppi di intervento, specialmente in quello VitC.

L’ulteriore dimostrazione che lo stato antiossidante è necessario al buon funzionamento dei polmoni, proviene dagli studi condotti nei pazienti ammalati di fibrosi cistica. In questa condizione genetica, le infezioni polmonari croniche e l’inadeguato assorbimento intestinale di certi nutrienti espone i bambini a stress ossidativo nei loro polmoni (Brown and Kelly, 1994). I bambini con fibrosi cistica hanno livelli di markers ossidativi maggiori (MDA, lipoperossidi, carbonili proteici). Le concentrazioni di antiossidanti (VitC, VitE, GSH, acido urico) era minore fra i bambini di età maggiore. La riduzione della funzione polmonare era correlata ad una elevata malondialdeide (MDA) plasmatica, ma non a concentrazioni di lipoperossidi. I pazienti con grave disfunzione polmonare presentavano concentrazioni plasmatiche di lipoperossidi più elevati, rispetto a quelli con disfunzione polmonare lieve-moderata (Brown MK et al. 1996). La carenza di vitamina C si correla positivamente con lo stato infiammatorio polmonare, come dimostrato su un trial clinico su 122 piccoli pazienti (WinklhoferRoob BM et al. 1997). I bambini con vitamina C plasmatica bassa avevano più stress ossidativo (MDA) e citochine circolanti (TNF-alfa). I dati sono stati confermati in un trial clinico successivo (Range SP et al. 1999). Lo stress ossidativo è maggiore anche durante gli attacchi acuti e una improvvisa riacutizzazione infettiva. Questo è stato provato in un trial clinico con 46 pazienti che sono stati trattati con antiossidanti per 8 settimane (Wood LG et al. 2003). I pazienti sono stati assegnati in modo casuale al gruppo A [basse dosi (10mg vitamina E e 500microgr vitamina A)] o gruppo B [alte dosi (200mg vitamina E, 300mg vitamina C, 25mg beta-carotene, 90 microgr Se e 500 microgr di vitamina A)]. Le attività glutatione perossidasi e della superossido dismutasi nei globuli rossi e la compliance polmonare, sono risultate migliorate in toto. Mentre le aumentate concentrazioni di beta-carotene e selenio sono risultate legate al miglioramento della funzionalità polmonare, l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di acidi grassi è risultato legato allo stress ossidativo. Al pari per la BPCO, anche antiossidanti solforati come acetilcisteina e glutatione sono stati testati contro lo stress ossidativo dei bambini con fibrosi cistica (Skov M et al. 2015; Calabrese C et al. 2015). Entrambi i composi, somministrati come aerosolterapia per 3, 6 o 9 mesi, hanno migliorato la qualità di vita attiva dei pazienti.

Coloro che sono forti fumatori dovrebbero seguire una dieta che conferisca loro un buon introito di antiossidanti. Alte dosi di vitamina C si trovano nei kiwi, nel ribes nero, nei broccoli, nei cavolfiori e nei peperoni (tutti consumati rigorosamente crudi). Le migliori fonti di vitamina E e selenio sono i frutti a guscio (noci, mandorle, pistacchi e arachidi), mentre buone quantità di glutatione si trovano nelle patate, negli asparagi, nella verza, nell’avocado e nei fichi d’India. Analogo consiglio si sente di dare ai genitori dei bambini nati con fibrosi cistica, nell’intento di migliorare la loro qualità di vita generale e prevenire le infezioni ricorrenti.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, Medico specialista in Biochimica Clinica.

Stress ossidativo e BPCO

Ashbel’ SI, Arziaeva Eia. Vrach Delo. 1965 May; 5:141-42.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 601 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.