Problemi digestivi (I): le insalate alternative

Problemi digestivi (I): le insalate alternative 1

La verdura rappresenta una componente alimentare che viene abitualmente associata al periodo estivo, o quando si ha desiderio di mantenersi leggeri, se si soffre di qualche disturbo digestivo o se non si accede a certe tipologie di alimenti (es. i soggetti celiaci). Vengono anche tradizionalmente associate alle diete ipocaloriche, rappresentando anche la base dell’alimentazione quotidiana di coloro che sono vegetariani per scelta. A dispetto del maggior consumo di lattuga, nelle sue varietà disponibili, altre verdure possono essere consumate come tali e non solo per “stare leggeri” o per “dimagrire”. Invero, il contenuto di fibre vegetali può dipendere da verdura e verdura, ma contribuisce sicuramente ad aumentare il senso di sazietà e ridurre l’introito calorico vero. Il contenuto di acqua è superiore rispetto ad altre tipologie di alimento. Anche questo è di indubbio beneficio, specie per coloro che hanno la cattiva abitudine di idratarsi occasionalmente, minimizzando l’apporto giornaliero di acqua.

Alcune tipologia di insalata, però, consumate regolarmente per un certo periodo di tempo possono esercitare dei veri e propri effetti biologici sul corpo. Questo dipende essenzialmente da costituenti della verdura stessa che, costantemente introdotti nella dieta, cominciano ad esercitare degli effetti simili a quelli indotti da farmaci. Gli effetti non sono tutti uguali e dipendono dalla specificità di principi attivi contenuti nella verdura stessa. Tipici organi bersaglio sono quelli dell’apparato intestinale (fegato, intestino, milza, pancreas) ed i reni. Oggi un pò tutti soffrono di problemi digestivi legati allo stress, alla fretta con cui si mangia o alla qualità di quello che si mette sotto i denti. Ebbene, a parte la lattuga, si passeranno in rassegna quelle più comuni che possono risultare di beneficio per coloro che hanno difficoltà digestive.

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ARANCIO AMARO. Mentre è molto comune preparare insalate di arancio come tali o accoppiate ad altre verdure (es. cipolla), è molto difficile sentir dire di insalate di arancio amaro (o selvatico). L’estrema asprezza ed amarezza del succo, spesso maggiore di quella del pompelmo, ne scoraggiano in genere il consumo. Tuttavia, per i più audaci, si sottolinea che l’arancio amaro ha una frazione aromatica che combatte l’emicrania, poiché antagonizza il vasospasmo arterioso. L’aroma amaro, inoltre, permette un consistente svuotamento della colecisti, che ha effetto emulsionante sui grassi alimentari e può smovere una digestione affaticata da un pasto eccessivamente calorico. 

INDIVIA. Non è difficile da rinvenire, ma non a tutti può piacere il suo gusto amaricante. Tuttavia, è molto ricca in principi protettivi e disintossicanti del tessuto epatico (lettucenine, lactucopicrine, cicoriosidi), nonché dotati di azione antispastica sulla colecisti. Questo la renderebbe utile in caso di dispepsie su base epatica, discinesie biliari e per le classiche “sonnolenze” che colpiscono dopo pranzo alcuni soggetti. E’ anche dotata di azione diuretica, abbassando l’ipertensione su base adrenergica e contrastando l’insonnia di origine nervosa.

PORCELLANA. Chiamata anche portulaca, non è universalmente rinvenibile nel nostro territorio, ma ha un gusto curioso quanto dolciastro specie se condita con aceto. Ha una piccola componente con alcaloidi e triterpeni che sono spasmolitici, rendendola di aiuto in caso di crampi intestinali frequentiÈ molto ricca di oligoelementi, ma anche di serotonina, adenina e dopamina, il che ne giustificherebbe l’azione ipnotica e sedativa, specie nelle difficoltà ad addormentarsi per cattiva digestione. Possiede infine dei polisaccaridi (zuccheri complessi), che impediscono al virus influenzale di penetrare le cellule delle mucose respiratorie.

CICORIA. E’ un’erba amara che piace in genere agli adulti ed agli anziani. Molte delle sue azioni benefiche azioni sull’apparato gastro-epatobiliare e renale, sono svolte da sesquiterpeni e dagli acidi fenolici. I suoi flavonoidi possono avere attività diuretica e depurativa epatica e, assieme ai fitosteroidi, sono anche dei buoni anti-infiammatori. Assieme al tarassaco, è una delle poche verdure con attività diuretica volumetrica azoturica, cioè capace di far eliminare al rene le scorie azotate (urea, creatinina, acido urico). Possiede triterpeni e cumarine che inibiscono l’alfa-glucosidasi intestinale, il che ne ha giustificato da secoli l’impiego nella medicina orientale come coadiuvante del diabete tipo II.

ORTICA. Per quanto possa sembrare assurdo la possibilità di utilizzare tale erba come alimento, si ricorda che dalla Toscana in su il risotto alle ortiche è una prelibatezza culinaria. L’ortica infatti è una pianta remineralizzante ed anti-anemica, contenendo molto ferro, silicio, calcio, fosforo e magnesio. E’ ricca di ammine biogene (serotonina, istamina, acetilcolina) che sono presenti anche nel tratto digestivo, e poiché alcalinizza il sangue è stata da sempre indicata alle donne con metrorragia (mestruazioni abbondanti). Sempre rivolta al femminile, è anche galattogena, facilita cioè la produzione di latte dopo il parto. Unica controindicazione: per la sua buona concentrazione di ammine biogene, non è indicata ai soggetti con ipertensione, emicrania o asma bronchiale vero.

RUCOLA. Classico condimento di svariati piatti cotti e non, compare spesso nei secondi piatti e sulla pizza. Il suo aroma piccante-amaro è più accentuato se raccolta nel periodo estivo, perché più ricca di composti dello zolfo (tiocianati) ad azione disintossicante, purificante delle vie biliari ed antibiotica. Questa azione determina svuotamento colecistico ed acidificazione del contenuto nello stomaco, il che può risolverere una digestione lenta. Questa classe di composti ha ricevuto negli ultimi 15 anni una notevole attenzione dal mondo scientifico, poiché sono capaci di esercitare effetti cosiddetti chemio-preventivi. La reattività di queste sostanze, sarebbe in grado di modificare il terreno cellulare, impedendo la trasformazione delle cellule normali esposte a sostanze cancerogene. 

Dunque, a parte lattuga, cetrioli o finocchi, si può accedere ad altre tipologie di insalata non sempre dal gusto facile, ma.mirate ad un problema specifico. In fin dei conti, vale il motto “la salute prima di tutto”….

– articolo a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, medico specialista in Biochimica Clinica.

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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