Problemi digestivi (II): le tisane come rimedio

Problemi digestivi (II): le tisane come rimedio

Chi non soffre di cattiva digestione, chiamata tecnicamente dispepsia?

Questo disturbo è piuttosto diffuso e molto sentito, accompagnato sovente da bruciore allo stomaco, eruttazione e pesantezza addominale, spesso seguite da stitichezza e sonnolenza. Questi ultimi sintomi compaiono per interferenza con le funzioni del fegato e del pancreas. Le cause alla base dei disturbi dispeptici possono essere di varia natura. Al primo posto sta sicuramente lo stress quotidiano dovuto al lavoro, agli impegni fatti di corsa, al nervosismo, all’alimentazione scorretta o eccessiva. In seconda battuta possono esserci o sovrapporsi l’abuso di farmaci analgesici (FANS) presi per alleviare il mal di testa, che in realtà è venuto per la fretta dell’impegno precedente; e le infezioni da Helicobacter pylori. Ovviamente, anche le patologie ed i disturbi del tratto gastro-intestinale clinicamente dimostrati (es. insufficienza epatica, malattia di Chron, ecc.) possono comportare dispepsia.

E’ ovvio che, viste le cause principali, il rimedio assoluto dovrebbe essere una vita serena, senza fretta e con i tempi giusti per gli impegni ed il mettersi a tavola. Dato che nel 90% dei casi ciò non può essere ottenuto, si può ricorrere a presidi di vario genere. Ancor prima di assumere farmaci atti allo scopo, la tavola stessa ci suggerisce il da farsi attraverso piante o vegetali che si consumano come alimento o come spezia. Se il disturbo digestivo dipende da reale insufficienza organica a carico di un distretto dell’apparato digerente, si può scegliere di portare a tavola insalate a base di verdure con provata azione amaricante e stimolante le funzioni del fegato e della colecisti. Fra queste vi sono la rucola, il carciofo, il tarassaco e l’indivia. Per maggiori dettagli si consulti l’articolo precedente sulle insalate alternative.

In alternativa, si può preparare il terreno con l’aiuto di aperitivi e tisane. Si definisce aperitiva qualsiasi preparazione erboristica in grado di stimolare la secrezione gastrica, con conseguente stimolo dell’appetito. L’aperitivo, oltre ad esplicare l’azione stimolante, può avere perciò un’importante azione digestiva. Solitamente, le tisane a base di droghe amare si devono assumere 15-20 minuti prima del pasto. Vanno sorseggiate il più a lungo possibile, in modo tale da indurre la secrezione gastrica e preparare lo stomaco alla digestione. Esiste la possibilità di scegliere il tipo di tisana a secondo del problema organico di fondo. Ecco le tisane da scegliere, in base alle patologie che possono stare dietro alla dispepsia.

Stress e nervosismo. Solitamente ci si orienta verso tisane dotate di potere calmante sul sistema nervoso e sull’eccitabilità cardiaca. Melissa e camomilla sono le erbe principali per controllare gli spasmi intestinali su base nervosa, e ridurre il carico di stress a livello del cuore. Spesso, infatti, la cattiva digestione si associa di riflesso a palpitazione. Questo dipende dalla distensione gastrica che stira il nervo vago giacente sul fondo dello stomaco, che di riflesso può causare tachicardia e palpitazione. Possono essere assunte mezz’ora prima dei pasti principali, ossia pranzo e cena. Se ci si attiene strettamente alle dosi consigliate, è difficile che compaia l’effetto collaterale maggiore, ossia la sonnolenza che di giorno può influenzare le normali attività quotidiane. Queste tisane vanno bene anche per coloro che soffrono di “colon irritabile”, il più diffuso disturbo psicosomatico digestivo.

Insufficienza epatica. Le tisane elettive per depurare il fegato e favorire i processi epatici della digestione, sono quelle a base di menta, rosmarino e tarassaco. Queste piante sono ricche di alcoli, terpenici e acidi organici ad azione antispastica sui dotti biliari, decongestionano le vie epatiche e la circolazione sanguigna interna all’organo. Il tarassaco ha azione disintossicante sulle cellule del fegato poiché induce enzimi definiti di “fase 2”, coinvolti nella metabolizzazione di farmaci, sostanze estranee e composti potenzialmente cancerogeni. Usare la pianta intera di rosmarino e menta è preferibile sull’estratto secco, perchè fresche esse sono più ricche in alcoli e terpeni antispastici. Le tisane usate per il gonfiore (finocchio, anice, centaurea) possono avere un beneficio marginale se il problema di fondo è, in realtà, una difficoltà di corretto funzionamento del fegato.

Cattivo tono dello stomaco. A causa del nervosismo, stress o preoccupazione che si scaricano direttamente sullo stomaco, quest’organo può perdere il suo tono muscolare e avere scarsa peristalsi, cioè insufficiente capacità di svuotamento autonomo. Il migliore rimedio in questo caso sono le tisane di zenzero e di alloro. Lo zenzero è ricco di alcoli aromatici (gingeroli) ad azione antispastica sulla muscolatura gastro-intestinale e contro la nausea. Un abbinamento perfetto è quello tra zenzero e limone: tagliate mezzo limone a fette sottili e due fettine di zenzero e lasciarle bollire per 5 minuti. L’alloro è ricco invece di eucaliptolo ed eugenolo, due alcoli balsamici che favoriscono la digestione. Nel caso dell’alloro, l’accoppiata con il limone prevede l’uso esclusivo della buccia, ricca di terpeni balsamici (limonene, terpineolo, ecc.). Per chi non lo sapesse, mangiare anche foglie di basilico o metterle a macerare inuna tisana, può giovare al tono gastrico, grazie all’analogia dei principi attivi simili a quelli dell’alloro e del timo.


Malattie infiammatorie. Sono molte le persone che, a causa di severe patologie a carico dell’apparato digerente, hanno difficoltà digestive. Solitamente ci si riferisce ad insufficienze epatiche da cirrosi, malattia di Chron ed intolleranza al glutine, una condizione che sembra essere molto più frequente della stessa celiachia e che comporta difficoltà digestive di cui spesso non si trova spiegazione. In questo caso, le tisane dedicate devono avere effetto anti-infiammatorio. Quelle specifiche sono a base di incenso indiano (Boswellia serrata), curcuma, malva e ancora una volta zenzero. La boswellia e la curcuma sono ricche di composti aromatici e triterpeni a comprovata azione antiflogistica; non a caso, sono efficaci anche nelle affezioni infiammatorie articolari e ossee. La malva e lo zenzero, invece, esercitano effetto contro l’infiammazione per il loro contenuto di polifenoli e alcoli aromatici.

Focus sul problema di fondo, dunque, e dopo via libera con una tisana. Per prendersi nel frattempo dieci minuti di relax….

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, medico specialista in Biochimica Clinica.
Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 601 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.

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