Riscoperto un vecchio rimedio del colesterolo, ora per il diabete

Riscoperto un vecchio rimedio del colesterolo, ora per il diabete

Nelle persone obese a rischio di diabete, l’acido nicotinico a rilascio ritardato potenzierebbe i batteri a livello intestinale, migliorando così la sensibilità all’insulina e riducendo l’infiammazione. È quanto ha evidenziato una ricerca condotta da ricercatori dell’Università dell’Iowa Carver College of Medicine. Non che l’utilizzo dell’acido nicotinico sia una novità nel campo delle malattie metaboliche. Il suo utilizzo risale agli Anni Settanta, quando lo si prescriveva per abbassare i trigliceridi plasmatici. L’assunzione di elevate dosi di acido nicotinico (1,5-3 g/die), infatti, è in grado inibire il rilascio di grassi nel fegato, di ridurre i livelli di colesterolo LDL e trigliceridi, aumentando simultaneamente la quota di colesterolo definito “buono” o HDL. L’acido nicotinico lo possiamo produrre anche noi, utilizzando un amminoacido essenziale, il triptofano. Anche i batteri intestinali possono contribuire a questo processo, sempre utilizzando il triptofano. Ciò può in parte compensare eventuali bassi livelli di assunzione di vitamina PP, anche se ciò non sembra poter essere sufficiente per eliminare completamente questo composto dalla dieta.

I ricercatori americani, per testare una dipendenza degli effetti dell’acido nicotinico dai batteri intestinali; hanno così analizzato campioni di siero e feci da 511 adulti di diverso fenotipo metabolico, e che avevano partecipato allo studio Food Chain Plus. Usando questi campioni, il gruppo ha evidenziato che l’assunzione di acido nicotinico era associata a variazioni del microbiota intestinale. Partendo da questa evidenza, hanno sviluppato una procedura di micro-incapsulazione che potesse fornire quantità maggiori di acido nicotinico nella regione dell’ileo e del colon, dove è localizzata la gran parte dei batteri intestinali. I ricercatori hanno quindi condotto uno studio sulla biodisponibilità del composto in 20 volontari sani con un indice di massa corporea media di 23. In parallelo hanno studiato la sicurezza del farmaco in 10 volontari sani che non avevano malattie metaboliche, con profili di glucosio e trigliceridi normali e con indice di massa corporea medio di 27. Gli effetti dei diversi dosaggi di acido nicotinico incapsulato sono stati esaminati e quindi confrontati con gli effetti indotti dall’ingestione di 30 mg di niacina e di 900 mg di acido nicotinico in altra formulazione.

I livelli sierici di niacina hanno mostrato un ritardo di quattro ore dopo l’assunzione, suggerendo l’ipotesi che le capsule si sarebbero aperte proprio nella regione dell’ileo e del colon. Inoltre, dato il rapido metabolismo della sostanza, anche alla dose più alta delle versioni micro-incapsulate non ci sarebbe stato un aumento statisticamente significativo delle dosi di niacina nel sangue. Infine, per quel che riguarda i dati preliminari degli effetti sui batteri (soprattutto il genere Bacteroides), il team avrebbe evidenziato un aumento di questi microorganismi solo nel gruppo a cui era stato somministrato acido nicotinico micro-incapsulato, ma non in quello che assumeva niacina. E non sarebbero stati segnalati particolari problemi di sicurezza. Indipendentemente, la niacina ha solo ridotto i livelli di osteopontina circolante, un marker dell’infiammazione metabolica. Considerata l’importanza complessiva dei dati, lo studio è stato pubblicato sulla rivista Diabetes Care.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, medico specialista in Biochimica Clinica.

Letteratura scientifica

Fangmann D et al. Diabetes Care. 2017 Dec 6.

Xiao C et al. Diabetes. 2016 Jul; 65(7):1767-78. 

Kushner PA, Cobble ME. Postgrad Med. 2016; 128(8):848-58.

Pang J et al.  World J Diabetes. 2014 Apr 15; 5(2):165-75.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 967 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.