Protocolli dietetici per le malattie autoimmuni: la salute comincia a tavola

Nuovi protocolli dietetici per le malattie autoimmuni

La dieta del protocollo autoimmune (AIP) è un nuovo tipo di regime dietetico, progettato per aiutare a ridurre l’infiammazione nel corpo per alleviare i sintomi delle malattie autoimmuni. Una malattia autoimmune è una condizione in cui il sistema immunitario di una persona attacca e danneggia involontariamente i propri tessuti corporei. L’infiammazione è una caratteristica comune di ogni malattia autoimmune, includendo psoriasi, artrite reumatoide e sclerosi multipla. Conosciuto anche come protocollo autoimmune paleo, la dieta AIP è una versione molto più rigorosa della dieta Paleo (che si basa su carne, pesce, verdure, noci e semi), e consiglia di eliminare alimenti che possono causare infiammazione nell’intestino, mangiandone tipologie ricche di nutrienti. La dieta AIP si basa sulla convinzione che le condizioni autoimmuni siano causate dal fenomeno della “permeabilità intestinale”, che ora viene definita “permeabilità intestinale alterata”. La teoria è che, a causa di flogosi cronica della parete intestinale, in concorso con disbiosi del microbiota locale, vi sia il passaggio di molecole digestive nel flusso sanguigno. Questo si pensa causare reazioni eccessive del sistema immunitario, che inizia ad attaccare i tessuti del corpo per errore.

Ma cosa si può mangiare con questa dieta e quali prove ci sono dei benefici? Le persone che seguono la dieta AIP dovrebbero seguirla rigorosamente per alcune settimane e quindi reintrodurre lentamente gli alimenti che hanno evitato. L’idea è di vedere se c’è una reazione quando il cibo viene reintrodotto. Se c’è una reazione, il suggerimento è che una persona dovrebbe escludere questo alimento dalla sua dieta a lungo termine. Mangiando cibi ricchi di nutrienti ed evitando quelli infiammatori, la dieta AIP ha lo scopo di guarire eventuali permeabilità nell’intestino. Fra i meccanismi suggeriti vi sono:

– resettare il sistema immunitario
– prevenire la risposta autoimmune
– ridurre i sintomi delle malattie autoimmuni
– prevenire il verificarsi di reazioni autoimmuni secondarie.

Gli alimenti da mangiare nella dieta AIP includono:
– carne e pesce, preferibilmente non da allevamenti intensivi
– tutte le verdure (esclusi pomodori, melanzane, peperoni e patate)
– frutta (ma in piccole quantità)
– latte di cocco ed anche il suo olio
– alimenti fermentati, come kombucha, crauti e kimchi
– miele (ma solo per uso occasionale, in piccole quantità)
– condimenti come basilico, menta e origano
– tè verde e tè alle erbe senza semi
– aceto balsamico e sidro di mele.

Gli alimenti da evitare nella dieta AIP comprendono invece:
– tutti i cereali, come avena, riso e grano
– qualsiasi prosotto caseario
– uova di qualsiasi origine
– legumi, come fagioli e arachidi
– tutti gli zuccheri, compresi sostitutivi (tranne che per l’uso occasionale del miele)
– burro e burro chiarificato
– tutti gli olii (tranne di avocado, cocco e oliva)
– alcolici di ogni origine e gradazione.

Uno dei motti della dieta Paleo, infatti, è: “Lo ha fatto l’uomo? Non lo mangiare”. La logica alla base della dieta AIP è che evitare cibi elaborati per l’intestino e mangiare cibi ricchi di nutrienti, ridurrà l’infiammazione e guarirà eventuali permeabilità intestinali, impedendo al sistema immunitario di attaccare i tessuti corporei. In questo modo, la dieta AIP mira a ridurre i sintomi delle malattie autoimmuni. La salute dell’intestino può influire sulle malattie infiammatorie. L’estesa letteratura a carico del microbiota e le possibili origini di tutti gli odierni disordini degenerativi si ingrandisce sempre più. Per approfondimenti, si può consultare l’archivio del mese di Novembre su Salute Sicilia, con lo speciale su microbiota e salute.

Ma quali prove ci sono che la dieta AIP funzioni?

Esistono alcune prove scientifiche a sostegno del legame tra la salute dell’intestino e le malattie infiammatorie. Diversi studi degli ultimi cinque anni suggeriscono che la crescita batterica nell’intestino potrebbe essere collegata a malattie infiammatorie e autoimmuni. Uno studio nel 2014 ha rilevato che la parete intestinale è gestita da networks di proteine. Spiega che l’infiammazione influisce sul funzionamento della parete intestinale, e che le allergie alimentari possono rendere più permeabile la parete dell’intestino. Lo studio conclude che i problemi con la parete intestinale sono associati a malattie autoimmuni. Questo va in qualche modo a sostenere l’idea dell“intestino permeabile” proposto dai sostenitori della dieta AIP. Tuttavia, lo studio aggiunge che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare che la disfunzione della parete intestinale è un fattore di rischio primario nello sviluppo di malattie infiammatorie. Uno studio del 2017 ha rilevato che l’eliminazione di alcuni alimenti come parte della dieta AIP, può migliorare i sintomi della malattia infiammatoria intestinale (IBD), che trova nel morbo di Chron il suo esempio principale. Questo è uno dei primi studi clinici sull’efficacia della dieta AIP.

Sono necessari ulteriori ricerche per sostenere affermazioni che il protocollo dietetico AIP possa ridurre i sintomi di altre malattie autoimmuni.

– a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, specialista in Biochimica Clinica.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 601 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.

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