Fico d’India: dalla pala al frutto, solo benefici per la salute

Fico d’India: dalla pala la frutto, solo benefici per la salute

Del fico d’India, dei suoi frutti succosi, dolci e profumati, si sa praticamente tutto specie nella cultura popolare dell’area mediterranea e dell’America Latina, aree di origine di questa pianta rinomata quanto salutare. Quello che è invece noto da poco tempo è il contenuto di antiossidanti che questa piante mette a disposizione, sia nei frutti che nelle foglie. La quantità di vitamina C oscilla intorno ai 35mg/100gr di polpa fresca. In più i pigmenti che danno quel bel colore rosso o arancio, chiamati betalaine, sono degli antiossidanti molto efficaci, come provato molto recentemente in colture cellulari ed animali da esperimento. A dosaggi elevati, le betalaine sono anche efficaci nel contrastare la crescita di alcune linee di cellule tumorali, come visto da pubblicazioni esclusive (vedere bibliografia). Il frutto pronto da mangiare, inoltre, fornisce una discreta quantità di glutatione (8mg/100gr di polpa), il principale antiossidante delle cellule viventi. Infine, il fico d’India ha anche un buon contenuto di un altro aminoacido ad azione protettiva sulle cellule del sistema nervoso, la taurina (15mg/100gr di polpa), che possiede anche azione antiossidante. 

Tuttavia, il protagonista di questo articolo è il cladode (volgarmente pala), nota nella cultura popolare per le sue attività antidolorifiche e cicatrizzanti. Questa foglia carnosa dal contenuto vischioso, è stata utilizzata da sempre per trattare distorsioni, ematomi e ferite lacero-contuse. Questo suo effetto è principalmente dovuto agli opuntia-mannani, polisaccaridi simili a quelli dell’Aloe vera e responsabili della consistenza densa del succo, che accelerano la cicatrizzazione delle ferite sia in modo diretto, che per una pronta azione anti-infiammatoria. Quest’ultima viene corroborata dalla presenza di alcuni polifenoli con le stesse proprietà, il più abbondante dei quali è la iso-ramnetina. Questa ha un effetto analogo ai FANS, cioè simile ai comuni farmaci antidolorifici presenti in commercio (vedere bibliografia). Per la prodigiosa azione cicatrizzante sulle ferite, sono perfino presenti in commercio preparazioni a base di pala che servono ad accelerare la chiusura delle ferite chirurgiche.

Una proprietà nota in Messico da tempo immemore  è l’azione ipoglicemizzante degli estratti di pala, sfruttati da secoli dalle popolazioni indigene per la cura del diabete. Solo da qualche decennio, gli studi scientifici hanno provato che gli opuntia-mannani sono efficaci nell’abbassare la glicemia post-prandiale. Sembra che il meccanismo principale risieda nella loro capacità di interferire con la digestione degli amidi nell’intestino, ed il successivo assorbimento di glucosio da parte della mucosa. Dato che gli amidi sono scissi nell’intestino dall’amilasi pancreatica, alcuni Autori hanno pensato che gli opuntia-mannani agiscano primariamente bloccando questo enzima. Ma non ci sono evidenze dirette, né in vitroin vivo. Nei pazienti diabetici che desiderino assumere estratto di pala a fini salutistici, si ricorda la possibile comparsa di ipoglicemia spinta in caso di simultaneo trattamento farmacologico, che non deve assolutamente essere abbandonato previo consulto medico.

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A causa delle sempre crescenti evidenze di correlazione fra diabete, insulino-resistenza, obesità e cardiovasculopatie, fino alla condizione che è stata denominata sindrome metabolica, una volta appurate le capacità ipoglicemizzanti ed antiossidanti della pala, alcuni ricercatori hanno speculato la possibilità di impiegare estratti o derivati dell’Opuntia per il trattamento di questa complessa situazione patologica. Non esistono ancora studi clinici controllati, ma qualche pubblicazione recente ha fatto sperare sulla possibilità di impiegare sia i frutti, che il cladode, nel trattamento della sindrome metabolica. La tesi degli studiosi sarebbe avvalorata dal parallelo effetto anti-infiammatorio posseduto dall’estratto, considerato che sia lo stress ossidativo che la produzione di citochine sono eventi ben accertati nella comparsa e/o mantenimento della sindrome metabolica (vedere bibliografia).

Gli opuntia-mannani riescono anche ad intrappolare i trigliceridi, in un complesso poco aggredibile dalle lipasi digestive. Questo effetto è sfruttato dalla medicina estetica divenendo una moda, allo scopo di promuovere un dimagrimento relativamente naturale quanto veloce. Non esistono prove cliniche sull’efficacia dell’estratto di cladode nelle varie forme di sovrappeso od obesità. Per logica, ci si aspetta che l’effetto più eclatante si eserciti sul sovrappeso su base quantitativa, ovvero da eccessivo introito alimentare. Si rammenta, inoltre, che l’assunzione dell’estratto di pala va accompagnata sempre ad una abbondante idratazione. La polvere, infatti, non è altro che succo del cladode disidratato: nel ricostituirsi, esso può arrivare ad assorbire una quantità di acqua da 7 a 10 volte il suo peso. L’assunzione in quantità controllate e per tempi non prolungati, tuttavia, non è scoraggiata.

Somministrato in polvere ai ratti con ipercolesterolemia genetica l’estratto di cladode riduce i danni vascolari, attenuando l’aterosclerosi ed alcuni markers dello stress ossidativo. Un effetto similare lo possiede anche la somministrazione di estratti provenienti dal frutto che, come detto in precedenza, contiene alcune molecole antiossidanti dirette. Persino l’estratto dei suoi fiori pare possedere azioni cicatrizzanti, protettive del tessuto renale. antiossidanti ed antibatteriche ad ampio spettro. Per concludere, si rende noto che gli opuntia-mannani sono degli ottimi protettori della mucosa gastrica, potendone promuovere la sua rigenerazione dopo insulto da parte di uno degli agenti più aggressivi, le bevande alcoliche. Sono già stati pubblicati gli effetti del succo della pala su pazienti con problemi di alcolismo cronico, dimostrandone gli effetti antiinfiammatori e lenitivi sullo stomaco. 

Cosa altro aggiungere: godiamoci le virtù di questo tocca-sana in nome della salute.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, specialista in Biochimica Clinica.

 

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1068 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it