Zenzero: la spezia da tavola ma tuttofare

Zenzero:

La spezia più popolare, lo zenzero, proviene dai gambi o dai rizomi sotterranei della pianta Zingiber officinale. È stato ampiamente riportato in letteratura che lo zenzero viene consumato in tutto il mondo come spezia e agente aromatizzante e viene attribuito ad avere molte proprietà medicinali. L’olio essenziale (EO) dal rizoma di Zingiber è di colore da giallo pallido ad ambra chiaro, contiene composti sia aromatici che pungenti e può essere estratto con rese comprese tra 1,5-3,0%, a seconda della qualità del raccolto. Indagine fitochimica dei rizomi di diversi Zingiber spp. ha rivelato la presenza di composti bioattivi come gingeroli, shogaoli, diaril-eptanoidi, fenil-butenoidi, flavonoidi e terpenoidi. I gingeroli sono identificati come i principali componenti attivi nel rizoma fresco della pianta. Inoltre, gli shogaoli sono i costituenti pungenti maggiori nello zenzero essiccato. Le piante di Zingiber possiedono vari effetti farmacologici e fisiologici e sono ingredienti comuni nelle medicine tradizionali orientali.

I rizomi si sono dimostrati efficaci nel trattamento di diverse condizioni mediche tra cui problemi di gastrite acuta e cronica, emicrania, epilessia, ipercolesterolemia, nausea, vomito, mal di gola, raffreddore, reumatismi, dolori muscolari, ematomi, ferite, disturbi al fegato. Inoltre, i gingeroli, hanno dimostrato di avere effetti chemiopreventivi che sono stati associati alle loro attività antiossidanti e anti-infiammatorie. Gli EO dei rizomi di Zingiber sono utilizzati per preservare vari alimenti dall’auto-ossidazione e dal deterioramento a causa delle loro proprietà antiossidanti e antimicrobiche. Molti studi in vitro hanno dimostrato il potenziale antimicrobico degli estratti di zenzero contro i batteri Gram-positivi (Staphylococcus aureus), Gram-negativi (Escherichia coli, Salmonella typhi, Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella polmonite) e certi funghi (Candida glabrata, C. albicans e Aspergillus niger). Questi risultati suggeriscono che l’olio di zenzero potrebbe essere utilizzato nel trattamento di molte infezioni e come conservanti naturali degli alimenti.

Prove scientifiche

Lo zenzero (Z. officinale) è una pianta importante con diversi valori medicinali, etno-medicinali e nutrizionali. Tra le diverse attività biologiche, lo zenzero ha dimostrato attività antiemetiche, antibatteriche, antifungine, antinfiammatorie, antiossidanti ed analgesiche. Complessivamente, questi effetti possono essere principalmente ascritti a 6-gingerolo e 6-shogaolo, che rappresentano i principali composti dei rizomi di zenzero, tra centinaia di molecole isolate. Secondo la letteratura recente, le proprietà antinfiammatorie dello zenzero sono mediate dall’inibizione degli enzimi 5-lipossigenasi e prostaglandina sintetasi, che riducono la biosintesi di prostaglandine, leucotrieni e citochine infiammatorie come l’interleuchina (IL)-1, IL-8 e il fattore di necrosi tumorale (TNF)-alfa. Uno studio clinico, infatti, ha riportato i suoi effetti benefici nel ridurre le citochine pro-infiammatorie dei pazienti affetti da osteoartrite. Inoltre, l’attività antiossidante dell’estratto di Z. officinale è stata dimostrata in vitro e poi con ulteriori studi su modelli animali, che hanno rivelato come agisce aumentando le difese enzimatiche antiossidanti e il glutatione sierico. Effetti simili sono stati attribuiti a singoli costituenti dello zenzero, cioè 6-gingerolo, 8-gingerolo, 10-gingerolo e 6-shogaolo nonché geraniolo e nerale, zingiberene e zingerone. Il 6-shogaolo, in particolare, mostra le più potenti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie nell’uomo, mentre lo zingerone conferisce protezione contro la tossicità indotta dalle radiazioni nei topi.

Insieme, le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie dello zenzero hanno confermato il suo ruolo preventivo contro una malattie cronico-degenerative, come le cardiopatie, i tumori e il diabete. Sebbene ancora sotto sperimentazione, l’attività antitumorale dello zenzero è principalmente correlata all’elevato contenuto di 6-gingerolo e 6-shogaolo. Lo zenzero e le molecole bioattive correlate, infatti, sono efficaci nel controllare, in vitro, la vitalità e l’invasività delle cellule tumorali di colon-retto, stomaco, ovaio, fegato, mammella e prostata. Recenti evidenze supportano, in particolare, il ruolo dell’integrazione di zingerone come agente chemiopreventivo, riducendo l’incidenza del cancro nei ratti trattati con cancerogeni da laboratorio. Fra i meccanismi individuati c’è l’induzione della morte cellulare, l’inibizione delle funzioni di NF-kB ed eme ossigenasi-1 e la crescita di vasi sanguigni intorno al tumore (angiogenesi). L’attività anti-angiogenetica del 6-gingerolo avviene per inibizione del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF), mentre la sua attività anti-metastasi potrebbe essere ascritta al blocco delle metalloproteinasi-2 e -9. Un altro composto attivo contenuto nello zenzero è lo zerumbone, che uccide le cellule di carcinoma del pancreas, attraverso la proteina p53. Nell’uomo, l’effetto chemiopreventivo dello zenzero è stato studiato principalmente contro il cancro del colon-retto, in virtù dei suoi effetti anti-infiammatori, in modo simile a quelli dell’aspirina.

Il ruolo dello zenzero nella riduzione delle malattie cardiovascolari e del diabete è strettamente correlato alla sua capacità di controllare il peso corporeo e di ridurre i livelli sierici di glucosio e lipidi. Infatti, uno studio ha dimostrato che lo zenzero riduceva significativamente glucosio, colesterolo totale, trigliceridi, acidi grassi liberi, lipoproteine ​​a bassa densità (LDL) e lipoproteine ​​a densità molto bassa (VLDL), mentre aumentava le lipoproteine ​​ad alta densità (HDL) nel siero di ratti con diabetici o nutrito con una dieta ricca di grassi Questi effetti sono principalmente legati allo zingerone e meno agli shogaoli. Recentemente, in animali nutriti con una dieta ricca di grassi, lo zingerone e il 6-gingerolo hanno stimolato un’attività lipolitica elevata. Il primo aumentando l’attività delle lipasi (OSL) negli adipociti, mentre il secondo riducendo i livelli di acido grasso sintasi (FAS) e proteina legante gli acidi grassi (FABP3). Inoltre, il 6-gingerolo potrebbe prevenire il diabete attraverso il miglioramento della disfunzione degli adipociti, poiché ha normalizzato l’espressione dell’adiponectina e l’aggregazione piastrinica. Uno studio clinico ha dimostrato che il consumo di zenzero ha migliorato la termogenesi e ridotto la sensazione di fame, suggerendo un potenziale ruolo nel controllo del peso. Nei pazienti con diabete di tipo 2, lo zenzero ha migliorato la glicemia, la capacità antiossidante totale, la sensibilità all’insulina e il profilo lipidico, riducendo la proteina C-reattiva e la prostaglandina E2. Nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale, per i quali uno dei principali fattori di rischio per la malattia cardiovascolare è l’eccesso di trigliceridi, quest’ultima risulta ridotta dalla somministrazione giornaliera di 1 grammo di zenzero.

Come agente antimicrobico, l’estratto di zenzero esibisce effetti antifungini più che antibatterici, mostrando attività anti-Candida contro ceppi isolati da pazienti. Lo zenzero è anche efficace contro altri ceppi fungini resistenti all’amfotericina B e al ketoconazolo. Tra i batteri, ha mostrato efficacia contro Pseudomona aeruginosa, Staphylococcus aureus, Acinetobacter baumannii, Escherichia coli, Bacillus subtilis e Salmonella typhi. Inoltre, tisane di zenzero hanno mostrato attività antibatterica contro i batteri parodontali, in modo simile al collutorio alla clorexidina. Le attività analgesiche e antipiretiche dello zenzero possono essere ascritte al 6-gingerolo, come mostrato nei ratti. L’iniezione di 10 mg di 6-gingerolo nel midollo spinale del ratto è risultata essere efficace nel migliorare il dolore neuropatico, attraverso la via mediata dal recettore vanilloide. Negli esseri umani, l’assunzione di zenzero produce sollievo dal dolore nella dismenorrea primaria in modo analogo ai farmaci analgesici convenzionali, pur rimanendo controverso nel caso dell’osteoartrite. Inoltre, ha mostrato un effetto abolente contro l’emicrania, in particolare quando somministrato precocemente e in presenza di emicrania lieve.

Lo zenzero, dunque, è una panacea da non lasciare in disparte.

A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, Medico specialista in Biochimica Clinica.

 

Reviews della lettaratura

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it