Alfa-fetoproteina: molto più di un marker da dosare

Alfa-fetoproteina: molto più di un marker da dosare

L’alfa-fetoproteina (AFP) è un marker tumorale ben noto e la sua produzione è stata dimostrata correlare con lo sviluppo di carcinoma del fegato, carcinoma embrionale, tumori del sacco vitellino, teratocarcinoma, alcuni tumori del testicolo e dell’ovaio ed epatoblastoma. Una delle funzioni più importanti dell’AFP è la sua attività immunosoppressiva (Cardoso et al, 1991; Chakraborty and Mandal, 1993; Semeniuk et al, 1999), e tale attività può essere importante nell’inibizione dell’immunità del cancro durante lo sviluppo del tumore. L’AFP induce la produzione di fattori inibitori anti-proliferativi e natural killer (NK) in vivo, dove una singola iniezione di AFP in animali da esperimento porta a una riduzione del 20% dell’attività delle cellule NK e al verificarsi di aumentata attività spontanea di linfociti soppressori (NSL). L’accelerazione della crescita del tumore, la diminuzione dell’attività dei NK e l’aumento simultaneo dell’attività di linfociti soppressori dopo l’iniezione di AFP, suggeriscono che l’AFP sopprime l’immunità e facilita la crescita del tumore. Questi effetti soppressivi sull’immunità antitumorale sono stati studiati già più di 30 anni fa da Cohen et al. (1986). L’AFP inibiva l’attivazione dei linfociti NK stimolati con IL-2, interferone o poli-ribotidi sintetici. Questo effetto inibitorio non dipendeva da un aumento della morte delle cellule effettrici né, nel caso dell’interferone e dei poliribotidi, del legame non specifico di AFP agli immunostimolanti. Sta di fatto, che gli studiosi sono concordi nel riconoscere che l’AFP è prodotta dalle cellule tumorali, allo scopo di togliersi di mezzo le difese immunitarie dell’individuo.

L’alfa-fetoproteina è coinvolta anche in alcuni aspetti clinici di un tipo di anemia su base genetica, chiamata anemia di Fanconi (Lakhi NA et al. 2017). L’anemia di Fanconi (FA) appartiene a una famiglia di disordini di instabilità genetica che non hanno la capacità di riparare le rotture del DNA. La lesione si verifica in una fase decisiva della mitosi (divisione vera), consentendo alle cellule FA di ignorare l’arresto del ciclo cellulare. I percorsi di riparazione del DNA nella FA dipendono da proteine chiamate ​​FANC (A-L). Le proteine FANC formano grossi complessi proteici con proteine ​​BRCA e sono coinvolte nel riparo del DNA. Una cascata compromessa in questi eventi conferisce una maggiore suscettibilità al cancro al seno nei pazienti femmina. La diagnosi di anemia di Fanconi si basa sull’associazione di malformazioni congenite, sindrome da insufficienza midollare e ipersensibilità alle rotture cromosomiche indotte da agenti chimici. Aumenti di AFP sierica sono stati riportati negli stati di anemia fetale e infantile, ed è probabile che le cellule staminali multipotenti nel midollo osseo sono la fonte della produzione di AFP nei pazienti con FA. Uno studio nel 2000 ha dimostrato che i livelli sierici di AFP erano significativamente più elevati (P ​​<0,0001) in pazienti FA rispetto ai pazienti aplastici non FA (Cassinat B et al.). Sono stati analizzati i livelli sierici di AFP da 61 pazienti con FA e 27 controlli con anemia aplastica acquisita o altre sindromi ereditarie del midollo osseo. I livelli di AFP sierica sono rimasti invariati durante almeno 4 anni di follow-up e il trapianto allogenico di midollo osseo non ha modificato i suoi livelli. Per contro, i genitori eterozigoti di pazienti affetti da FA avevano livelli normali di AFP.

Altri gruppi, indipendentemente, hanno ipotizzato che l’AFP potrebbe avere un’azione diretta sulla formazione del sangue. Alla fine del ventesimo secolo, Bartha et al. (1999) hanno valutato le relazioni tra livelli di AFP sierici materni e diversi parametri che si analizzano durante delle regolari analisi al sangue. Fra questi emoglobina fetale (HbF), ematocrito (Hct), conta dei globuli rossi (RBC), volume corpuscolare medio (MCV), valore di emoglobina media (MHC) e concentrazione media di emoglobina corpuscolare (MCHC) in 63 feti, 19 dei quali con cordocentesi prenatale e 44 a taglio cesareo elettivo prima del travaglio. Hanno anche valutato le relazioni tra AFP fetale e questi stessi parametri, più conta di eritroblasti, eritropoietina, ferro sierico, transferrina, ferritina, bilirubina, proteine ​​totali e albumina in 51 corde ombelicali subito dopo il parto, in donne sane e in gravidanza a termine. Dopo aggiustamento in base all’età gestazionale, sono state trovate correlazioni significative tra AFP materna ed emoglobina fetale ed ematocrito. C’era anche una significativa correlazione negativa tra AFP sierica fetale e globuli rossi fetali, emoglobina, ematocrito, eritropoietina e transferrina. I loro dati hanno fatto concludere che l’alfa-fetoproteina potrebbe svolgere un ruolo nell’eritropoiesi fetale. Questo può essere vero non solo per la formazione del sangue del feto in gravidanza, ma per lo stato anemico che quasi sempre accompagna i pazienti affetti da cancro. E’ noto oggi che altri fattori circolanti possono essere responsabili dell’anemia che compare nei pazienti tumorali. Ma nel caso di pazienti con tumori che producono AFP (ricerca del marker sanguigno), è probabile che questa abbia un effetto negativo sulla loro immunità e sulla formazione del sangue.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, Medico specialista in Biochimica Clinica.

 

Letteratura dedicata

Bartha JL et al. J Reprod Med. 1999 Aug; 44(8):689-97.

Belyaev NN et al. Korean J Physiol Pharmacol. 2008; 12:193-97.

Cassinat B et al. Blood. 2000 Aug 1;96(3):859-63.

Cohen BL et al. Scand J Immunol. 1986 Feb;23(2):211-23.

Gorskaya YF et al. Bull Exp Biol Med. 2007;143(1):140-2.

Lakhi NA, Mizejewski GJ. Fetal Pediatr Pathol. 2017 Feb;36(1):49-61.

Mizejewski GJ. Obstet Gynecol Surv. 2003 Dec;58(12):804-26.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 687 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.