Magnesio: perchè la vitamina D agisca e affinchè il metabolismo non appassisca

Magnesio: sottovalutato a torto, essenziale a priori

Ci sono molte informazioni che vengono discusse sulla relazione tra vitamina D e rischio di tumore del colon-retto che si basa su studi osservazionali rispetto a studi clinici. L’informazione è ancora confusa fino ad oggi. L’insufficienza di vitamina D è qualcosa che è stato riconosciuto come un potenziale problema di salute su larga scala in molti paesi. Un sacco di persone hanno ricevuto raccomandazioni dai loro fornitori di assistenza sanitaria per assumere supplementi di vitamina D, per aumentare i loro livelli in base ai loro esami del sangue. Oltre alla vitamina D, tuttavia, la carenza di magnesio è un problema sottovalutato. Fino all’80% delle persone non consuma abbastanza magnesio in un giorno per soddisfare la dose raccomandata (RDA) sulla base delle stime nazionali. La carenza di magnesio interrompe la sintesi della vitamina D e il suo metabolismo. Forse non tutti sanno che il magnesio, a parte essere un regolatore della trasmissione nervosa e muscolare, è anche un cofattore enzimatico molto usato. Più di 200 enzimi cellulari lo usano regolarmente per accelerare le loro reazioni. La stessa molecola di ATP (adenosina-trifosfato), che dà energia alle cellule muscolari e a tutte le cellule in generale, prima di essere scissa è presentata come sale di magnesio alle fibre muscolari.

Uno studio randomizzato condotto da ricercatori del Cancer Center di Vanderbilt-Ingram indica che il magnesio ottimizza lo stato di vitamina D, aumentandolo in persone con livelli insufficienti e abbassandolo in persone con livelli elevati. Lo studio riportato nel numero di Dicembre dell’American Journal of Clinical Nutrition è importante a causa dei controversi risultati della ricerca in corso sull’associazione dei livelli di vitamina D con cancro del colon-retto e altre malattie, tra cui un recente rapporto del trial VITAL. Ha dato conferma ad un precedente studio osservazionale nel 2013 da parte dei ricercatori che collegava bassi livelli di magnesio con bassi livelli di vitamina D. Il processo ha rivelato anche qualcosa di nuovo – che il magnesio ha avuto un effetto regolatore nelle persone con alti livelli di vitamina D. La ricerca fornisce la prima prova che il magnesio può svolgere un ruolo importante nell’ottimizzare i livelli di vitamina D e prevenire le condizioni legate ai livelli di vitamina D. Il Dr. Qi Dai, Professore di Ricerca sul Cancro, autore principale dello studio, ha descritto il livello ideale come nella gamma media di una forma ad U perché la vitamina D a questo livello è stata collegata al più basso rischio di malattia cardiovascolare in studi osservazionali precedenti.

Tuttavia, la vitamina D non era correlata alla malattia cardiovascolare nel recente studio VITAL. Lui e Martha Shrubsole, PhD, professoressa di ricerca di Medicina, Divisione di Epidemiologia, stanno studiando il ruolo che il magnesio può giocare con il cancro come parte della prevenzione personalizzata del cancro del colon-retto. Sono diventati interessati a un ruolo per il magnesio perché le persone sintetizzano la vitamina D in modo diverso con i livelli di vitamina in alcuni individui che non crescono anche dopo aver assunto integratori ad alto dosaggio. Lo studio randomizzato ha coinvolto 250 persone considerate a rischio di sviluppare il cancro del colon-retto a causa di entrambi i fattori di rischio o di avere un polipo precanceroso rimosso. Le dosi di magnesio e placebo sono state personalizzate in base all’assunzione dietetica di base. Una teoria degli anni ’80 ipotizzava che la supplementazione alimentare con calcio potesse prevenire la trasformazione del cancro del colon-retto, per l’azione “collante” degli ioni calcio su alcune proteine di adesione cellulare. Con lo stesso meccanismo, il calcio avrebbe potuto prevenire la comparsa di metastasi tumorali. Una reale dimostrazione di questa ipotesi non è stata mai pubblicata. Ma dentro le cellule, il calcio è un attivatore di molte funzioni cellulari; nelle cellule tumorali queste possono trasformarsi in segnali che attivano la replicazione cellulare. Un effetto del genere, invece, non è posseduto dal magnesio.

Molti ignorano il fatto che le ossa contengano magnesio. In caso di osteoporosi, i medici raccomandano integratori a base di calcio. Ma dovrebbero ricordarsi che esso non è l’unico elemento base delle ossa; a parte calcio e fosforo, ben il 60% del nostro magnesio corporeo sta proprio legato allo scheletro. L’altro 39% è distribuito dentro le cellule e solo l’1% e quello circolante nei fluidi corporei. La quantità di questo importante elemento si equilibra regolarmente nell’organismo, grazie all’interazione con altri minerali. Se il magnesio comincia a mancare nelle cellule, il corpo lo preleva dalle riserve maggiori, ovvero d ossa e fegato per evitare la comparsa dei primi sintomi di carenza. Gli scienziati hanno raccomandato i cambiamenti alimentari come il metodo migliore per aumentare l’assunzione. D’altra parte non è difficile approvvigionasi di magnesio nella dieta quotidiana. Gli alimenti con alti livelli di magnesio comprendono verdure a foglie scure (spinaci, verza, cavolfiori), fagioli, cereali integrali, cioccolato fondente, frutta a guscio (ovvero mandorle, nocciole noci), banane, datteri, avocado e pesce grasso come il salmone. Magari il salmone e l’avocado non piacciono ai più tradizionali della culinaria, e il mercato è pieno di integratori a base di magnesio per i più difficili di gusto….

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Dai Q et al. Am J Clin Nutr. 2018 Dec 1; 108(6):1249-1258.

Liu S, Liu Q. Am J Clin Nutr. 2018 Dec 1; 108(6):1159-1161.

Mazokopakis EE et al. J Am Osteopath Assoc. 2018; 118:772.

Rosanoff A et al. Advances in Nutr.2016 Jan 15; 7(1):25-43.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1188 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it