Diabete autoimmune: come si cerca di fermarlo con molecole naturali

Diabete autoimmune: come si cerca di fermarlo con molecole naturali

Diversi studi scientifici hanno suggerito che l’uso di alte dosi di omega-3 e vitamina D, entrambe con proprietà antinfiammatorie e immunomodulatorie, può offrire un potenziale effetto benefico sulle condizioni autoimmuni, come il diabete di tipo 1. Gli scienziati del Diabetes Research Institute (DRI) dell’Università di Miami Miller School of Medicine hanno annunciato oggi il lancio di una nuova sperimentazione clinica che valuterà l’impatto degli acidi grassi omega-3 ad alte dosi e dell’integrazione di vitamina D sull’arresto della progressione di diabete di tipo 1 (T1D). Il DRI ha ricevuto l’autorizzazione dalla FDA IND per procedere con lo studio di fase I / IIa, denominato studio POSEIDON (studio pilota di alte dosi di Omega 3 e vitamina D nel T1D). Esso servirà a confrontare gli effetti dell’intervento proposto nei bambini e negli adulti di diabete recente diagnosticato e in quelli con T1D di lunga durata, per valutare qualsiasi beneficio degli interventi precoci e tardivi. I ricercatori del DRI ipotizzano che il trattamento possa ritardare o prevenire la malattia. Il DRI prevede di reclutare 56 adulti e bambini nello studio a due bracci, in aperto. Gli sperimentatori confronteranno bambini e adulti con il diabete di tipo 1, entrambi di nuova diagnosi e quelli con più di sei mesi dopo la diagnosi, che assumono sia la vitamina D da sola che in combinazione con omega-3.

I partecipanti saranno trattati per un anno, seguiti da un periodo di osservazione di un anno per misurare qualsiasi effetto a lungo termine sul controllo della glicemia, aumento della produzione di insulina endogena e altri risultati. I partecipanti saranno randomizzati a 25-idrossivitamina D (colecalciferolo) da soli o in combinazione con  omega-3 ultra-raffinato (EPA / DHA) derivati da olio di pesce. Sebbene il dosaggio iniziale sia basato su fattori quali l’età e il peso corporeo, gli investigatori monitoreranno e regoleranno il dosaggio della vitamina D ogni quattro mesi. Regoleranno anche il dosaggio degli omega-3 sulla base del monitoraggio mensile del rapporto tra acido arachidonico e acido eicosapentaenoico (ARA/EPA). Un rapporto AA/EPA più elevato è considerato dannoso in quanto si ritiene che l’AA favorisca l’infiammazione e diminuisca le cellule regolatorie che potrebbero proteggere dall’autoimmunità, mentre l’EPA può essere protettivo. Più EPA potrebbe migliorare altre condizioni in cui l’infiammazione gioca un ruolo chiave; esso, infatti, è precursore di mediatori recentemente scoperti (neuroprotectine, resolvine, marensine, ecc) che sono dotati di effetti anfi-infiammatorio. Tutti i partecipanti riceveranno un trattamento standard per il diabete con insulina e controllo dietetico.

Camillo Ricordi, MD, studio sponsor e direttore del DRI alla Miller School of Medicine, ha spiegato la logica della sua ricerca: “Il mio impulso per l’avvio di questo studio è determinare se la modulazione dell’infiammazione e dell’immunità potrebbe fermare, o almeno ritardare, la progressione di diabete di tipo 1. L’infiammazione può essere uno dei fattori scatenanti l’autoimmunità che porta all’insorgenza della malattia, ma ha anche un effetto sull’insulino-resistenza e, quindi, sulla disfunzione delle isole. Risultati dai nostri recenti casi studio che esaminano il ruolo degli omega- 3/vitamina D nel preservare la funzione delle cellule beta in tre soggetti pediatrici con diabete di tipo 1, giustificano ulteriori indagini su questa potenziale strategia terapeutica”. Conclude così: “Invertire l’autoimmunità potrebbe essere utile ben oltre i soggetti con diabete di tipo 1. In realtà, strategie simili dovrebbero essere testate in altre gravi malattie autoimmuni come la malattia di Crohn, l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso. Se la combinazione omega-3 e vitamina D è in grado di ritardare la progressione o arrestare l’autoimmunità nel diabete di tipo 1, questo dovrebbe portare a ritenzione della secrezione di insulina, uso minimo di insulina di origine farmacologica e miglioramento del controllo metabolico. Ciò si potrebbe tradurre nella riduzione al minimo di rischi associati a livelli instabili di glucosio nel sangue”.

Il Dr. Ricordi ha appena pubblicato anche un articolo riguardante gli effetti dell’integrazione alimentare di omega-3 + vitamina D su in caso clinico di disordine autistico (ASD); ed esegue attiva ricerca scientifica sull’ingegneria delle cellule pancreatiche per la ricostruzione di pancreas distrutti dal diabete autoimmune.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Infante M et al., Ricordi C, Fabbri A. Nutr Neurosci. 2018 Dec 13:1-12.

Safley SA et al., Weber CJ. Xenotransplantation 2018; 25(6):e12450.

Navarro-Tableros V et al., Camussi G. Stem Cell Rev. 2018 Sep 6.

Odorico J et al., Adams A. Transplantation. 2018; 102(8):1223-29.

Cadario F et al. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2018; 22(2):512-515.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1337 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it