Dopamina: il controllo che esercita sulla voglia di musica


Gli esseri umani di solito prendono parte a esperienze piacevoli come ascoltare musica, cantare o suonare. Capire come il cervello traduce una sequenza di suoni, come la musica, in una piacevole esperienza gratificante è quindi una sfida. Un nuovo studio pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences (PNAS), rivela un nesso causale tra la dopamina e le risposte della ricompensa nell’uomo durante l’ascolto della musica. Lo studio è stato condotto da ricercatori del Cognition and Brain Plasticity Group dell’Università di Barcellona e del Bellvitge Biomedical Research Institute del Bellvitge Biomedical Research Institute (UB-IDIBELL), del gruppo Human Neuropsychopharmacology, dell’Universitat Autònoma de Barcelona e del Montreal Neurological Institute. della McGill University. I ricercatori hanno manipolato farmacologicamente la trasmissione dopaminergica di un gruppo di partecipanti mentre ascoltavano la musica e hanno mostrato per la prima volta un nesso causale tra dopamina e piacere e motivazione musicale.

Mentre la Levodopa, il precursore della dopamina, ha aumentato l’esperienza edonistica e le risposte motivazionali, come la volontà di acquistare una canzone, l’antagonista della dopamina risperidone ha portato ad una riduzione di entrambi. Questi risultati gettano una nuova luce sulla neurobiologia e sulla neurochimica alla base delle risposte alla ricompensa, contribuendo a un dibattito aperto sui piaceri umani. E’ da tempo noto alla neurobiologia che la dopamina controlla la maggior parte dei fenomeni di abuso di droghe, sia quelle definite tali (cocaina, morfina, cannabis), sia quelle intese in senso lato (es. caffè, cioccolata per andare fino al gioco d’azzardo). I circuiti neuronali dipendenti dalla dopamina hanno altresì un ruolo provato nella dipendenza dai farmaci (benzodiazepine) e da certi generi alimentari. Si sa, inoltre, che la dopamina è il neurotrasmettitore che governa questi fenomeni di dipendenza; l’altro maggiore neurotrasmettitore che sta dietro le sue azioni è la serotonina, che regola invece la ricerca più o meno spasmodica dello stimolo (craving).

In questo studio, non è stato esplorato il ruolo della serotonina, bensì della dopamina, un neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante nella regolazione di esperienze piacevoli e la motivazione a comportarsi in determinati modi. I ricercatori hanno testato se la dopamina avesse una funzione diretta nell’esperienza positiva indotta dalla musica. Per rispondere a questa domanda, gli autori hanno manipolato la disponibilità sinaptica della dopamina per i recettori neuronali dei partecipanti. Sono state reclutate 27 persone consenzienti alla prova sperimentale. Nelle tre diverse sessioni, separate da almeno una settimana, gli esperti hanno somministrato per via orale a ciascun partecipante un precursore della dopamina (levodopa, che aumenta la disponibilità di dopamina), un antagonista della dopamina (risperidone, per ridurre la segnalazione dopaminergica) e una sostanza neutra o placebo (lattosio).

I ricercatori hanno predetto che se la dopamina gioca un ruolo causale nella ricompensa evocata dalla musica, la levodopa e il risperidone dovrebbero portare a effetti opposti riguardo al piacere e alla motivazione musicale. Gli autori misurano indirettamente i cambiamenti nel piacere e nella ricompensa usando l’attività elettrodermica, una tecnica molto sensibile per valutare i cambiamenti emotivi. In ogni sessione, i partecipanti hanno ascoltato le loro canzoni preferite oltre ad altri dieci singoli (i cantanti e i gruppi scelti erano Alejandro Sanz, Katy Perry, Maldita Nerea, Amaia Montero, Antonio Orozco, One Direction, Birdy, Auryn, Melendi e Taylor Swift). L’obiettivo era per loro di valutare soggettivamente in tempo reale il piacere per ogni canzone). Inoltre, le risposte motivazionali sono state misurate chiedendo ai partecipanti quanta parte del loro denaro avrebbero pagato per ogni canzone. Per controllare l’implicazione dei processi gratificanti in una condizione non musicale, i ricercatori hanno svolto un compito in cui è stato valutato l’impatto della ricompensa monetaria, ovvero in cui si poteva vincere o perdere denaro.

Nel complesso, i risultati hanno chiaramente rivelato che gli interventi farmacologici modulavano le risposte alla ricompensa suscitate dalla musica. Il risperidone, in contrasto con la levodopa, compromette la capacità dei partecipanti di provare brividi, che è considerata una manifestazione fisica del picco dell’esperienza di piacere all’ascolto della musica. Come osservato nei cambiamenti nell’attività elettrodermica, le valutazioni dei partecipanti sulla risposta emotiva erano più alte sotto la levodopa e più basse sotto risperidone, valutazioni che erano anche confrontate con la somministrazione di placebo. Questi risultati sono paralleli a quelli osservati quando si usa il denaro come ricompensa, essendo l’aumento dell’eccitazione emotiva più grande sotto la levodopa e inferiore sotto risperidone. Infine, i partecipanti erano disposti a spendere più denaro sotto la levodopa rispetto a risperidone, indicando che erano più motivati ​​ad ascoltare di nuovo la musica quando la trasmissione dopaminergica era migliorata rispetto a quando era bloccata.

Antoni Rodríguez Fornells, ricercatrice ICREA e responsabile del gruppo UB-IDIBELL, ha dichiarato: “Questo studio mostra per la prima volta un ruolo causale della dopamina nel piacere e nella motivazione musicale: godersi un brano musicale, trarne piacere, ascoltare ad esso di nuovo ed essere disposti a spendere soldi per questo… dipende tutto dalla dopamina rilasciata. Laura Ferreri, ricercatrice UB-IDIBELL e primo autore dello studio, ha commentato: “Abbiamo gettato nuova luce sul ruolo del sistema dopaminergico umano per quanto riguarda i premi astratti. Inoltre, questi risultati sfidano le prove precedenti condotte su modelli animali, in cui le manipolazioni dopaminergiche hanno mostrato un chiaro ruolo della dopamina nella motivazione e nell’apprendimento, ma una funzione controversa nella regolazione delle risposte edoniche in ricompense primarie come il cibo. Questi risultati mostrano che la trasmissione dopaminergica nell’uomo può svolgere ruoli diversi da quelli proposti nell’elaborazione affettiva, in particolare nelle attività cognitive astratte come l’ascolto della musica”.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Ferreri L et al. Proc Natl Acad Sci U S A. 2019 Jan 22.

Woolley SC. Curr Opin Neurobiol. 2018 Oct; 54:127-133.

Moraes MM et al. Neurosci Lett. 2018 Apr 23; 673:73-78.

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it