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Semola: ha un allergene che spiegherebbe i casi ignoti o non classificati di reazione

Il grano è il cereale più consumato in tutto il mondo. Si possono identificare decine di varietà, ma il grano tenero e il grano duro sono i cereali più utilizzati. A causa della loro rilevanza, è una fonte di allergeni naturali ed è in grado di indurre due tipi di risposta diversa. In primo luogo, il grano è coinvolto nello sviluppo dell’asma del fornaio, una patologia allergica che colpisce principalmente i lavoratori che sono continuamente in contatto con le farine a causa della loro inalazione. In secondo luogo, potrebbe anche apparire a causa della sua ingestione, essendo responsabile della celiachia e di altri disturbi clinici indipendenti da questa condizione. Tuttavia, nonostante la gravità dei sintomi associati a queste patologie, molti pazienti con allergia alimentare al grano non sono adeguatamente diagnosticati. Finora, la diagnosi si basa principalmente sulla rilevazione della presenza di anticorpi che riconoscono gli allergeni ottenuti dalla varietà di grano comune, che è il principale responsabile dell’asma del fornaio. Di conseguenza, i pazienti allergici al grano non sono adeguatamente diagnosticati.

La scoperta di nuovi allergeni che possono aiutare come marcatori di patologie allergiche è direttamente correlata al miglioramento della diagnosi del paziente. L’inclusione di questi nuovi marcatori aiuterà a diagnosticare i pazienti che mancano di una diagnosi affidabile finora, migliorando la loro qualità di vita. Il frumento o grano duro nel mondo è coltivato in un’area totale molto inferiore del frumento tenero, con impiego prevalente per la preparazione di paste alimentari, previa speciale macinazione che porta alla produzione della semola. Le statistiche ufficiali FAO hanno solo la voce “frumento” senza distinzione fra tenero e duro; tuttavia, si stima che il grano duro si estenda per il 9% della superficie totale del frumento. Il maggiore produttore europeo di grano duro è proprio l’Italia, che già nel 2000 gli aveva destinato 1.5 milioni di ettari su un totale di 2,3 totali di frumento. La produzione totale quell’anno è stata di 4,5 milioni di tonnellate, devoluta principalmente all produzione di pasta ed alcuni prodotti da forno. Il grano duro è molto usato per fare pasta, pizza, bulgur e cous cous.

Diversamente dalla parte settentrionale dell’Italia, nella parte meridionale il grano duro viene impiegato anche per fare un ampio repertorio di pane tradizionale. Per scoprire gli allergeni del grano duro, un team di ricercatori internazionali dell’Università Politecnica di Madrid ha avviato uno studio di ricerca e ha individuato una delle principali cause di allergia alimentare nell’area mediterranea. In collaborazione con altri gruppi di ricerca internazionali, i ricercatori hanno identificato Tri tu 14, un nuovo allergene del grano duro. Il dott. Araceli Díaz è un ricercatore del CBGP, un centro comune dell’Università Politecnica di Madrid (UPM) e l’Istituto nazionale per la ricerca e la sperimentazione agricola (INIA). Dopo mesi di lavoro, i ricercatori hanno finalmente identificato un Tri tu 14 appartenente a una famiglia di proteine ​​di trasporto lipidico (LTP). Queste proteine ​​appartengono alla famiglia delle proteine ​​albuminoidi; sono altamente resistenti alla digestione gastrica e al trattamento termico perché molto ricche di aminoacidi solforati (cisteina) .

Pertanto, queste proteine ​​non solo sono responsabili della principale allergia alimentare nell’area mediterranea, ma sono anche responsabili di reazioni più gravi come l’anafilassi. L’allergene ha mostrato circa il 50% di analogia con il Tri a 14, la sua controparte presente nel grano tenero. In questo studio è stata anche valutata la rilevanza di tale allergene per una popolazione di pazienti allergici al grano. Su 32 pazienti allergici a farine o prodotti da forno, ben l’85% è risultato positivo per una reazione al Tri tu 14, con comparsa di IgE plasmatiche. Le prove condotte dai ricercatori hanno dimostrato come il nuovo allergene sia in grado di spiegare i casi di pazienti allergici al grano attraverso l’ingestione che attualmente non dispone di una diagnosi adeguata. La Dr. ssa Díaz Perales dice che la scoperta di questo allergene e dei risultati ottenuti ci consentirà di utilizzare questa proteina come marker per determinare la presenza di allergia alimentare mediata dal grano, e aiuterà i medici a prendere decisioni per prescrivere trattamenti efficaci e consigliare i pazienti.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Safi H et al. Clin Exp Allergy. 2019 Jan; 49(1):120-129.

Altenbach SB et al. BMC Plant Biol. 2018 Nov; 18(1):291. 

Castan LMol Nutr Food Res. 2018 Sep; 62(17):e1800159. 

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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