Diabete: “in seno” al nodo si nasconde una soluzione biomedica fenomenale

La redazione, nella sua ricerca costante di notizie interessanti e scientificamente valide, ha deciso di pubblicare un articolo già pubblicato lo scorso anno, ma ritenuto degno di nota per il tema così attuale, la originale relativa soluzione biomedica al vaglio e per la curiosità dei lettori più affezionati.

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Il diabete di tipo 2 è caratterizzato dalla resistenza all’insulina e dall’aumentata produzione di glucosio epatico che culmina nell’iperglicemia. Oltre alla resistenza all’insulina, i principali difetti del diabete di tipo 2 sono il metabolismo del glucosio epatico anormale e il fallimento progressivo delle cellule beta pancreatiche. Il controllo del glucosio nel diabete di tipo 2 si deteriora progressivamente nel tempo e, dopo il fallimento della dieta e dell’esercizio fisico, necessita in media di un nuovo intervento con agenti ipoglicemizzanti ogni 3-4 anni al fine di ottenere / mantenere un buon controllo. Sebbene siano stati compiuti molti sforzi fino alla data in cui nessuno terapeutico induce il controllo della glicemia a lungo termine, nei prossimi decenni si prevede un enorme aumento della prevalenza della malattia. Pertanto, questo lavoro dà speranza ai pazienti con malattie metaboliche, in quanto introduce un nuovo approccio per la gestione del diabete di tipo 2. Un gruppo di scienziati guidato da Sílvia Vilares Conde, della CEDOC-NOVA Medical School, in collaborazione con la società farmaceutica Galvani Bioelectronics, ha dimostrato attraverso i ratti che è possibile ripristinare la sensibilità all’insulina e l’omeostasi del glucosio, modulando elettricamente il nervo sinusale carotideo, il nervo sensibile che collega il corpo carotideo con il cervello.

In effetti, sta emergendo un nuovo approccio terapeutico di tipo che consente una precisa rilevazione e modulazione dei pattern di segnalazione elettrica nel sistema nervoso periferico, noto come medicina bioelettronica. Riconoscendo che gli approcci terapeutici attualmente disponibili per le malattie metaboliche non forniscono un controllo a lungo termine della malattia, un approccio biomedico potrebbe portare un miglioramento significativo nello standard di cura per il diabete di tipo 2, prendendo di mira le vie metaboliche nodali ed evitando gli effetti sistemici. Inoltre, i farmaci bioelettronici potrebbero avere un alto grado di accettazione tra i pazienti, dato che richiedono solo procedure minimamente invasive, fornendo al tempo stesso un’elevata aderenza e una trascurabile interferenza con le attività quotidiane. Nel 2013, Silvia Vilares Conde e il suo gruppo di ricerca hanno descritto che il corpo carotideo, un organo appaiato che si trova nella biforcazione dell’arteria carotide comune e noto come un sensore di ossigeno, regola la sensibilità dell’insulina periferica e che la sua disfunzione è coinvolta nello sviluppo di malattie metaboliche. Questo primo studio e altri successivamente eseguiti dal suo gruppo in ratti diabetici hanno dimostrato che la resezione bilaterale del nervo sinusale carotideo, e quindi l’abolizione della connessione tra il corpo carotideo e il cervello, ripristina la sensibilità all’insulina e la tolleranza al glucosio.

Sebbene questo approccio chirurgico irreversibile abbia degli svantaggi, poiché il corpo carotideo possiede altre funzioni fisiologiche come la risposta alla mancanza di ossigeno (ipossia) o l’adattamento all’esercizio fisico. Il team ha anche descritto che il corpo carotideo è sovra-attivato in modelli animali di diabete di tipo 2, suggerendo che la riduzione dell’attività dell’organo potrebbe essere una buona strategia terapeutica. Dalla partnership con Galvani Bioelectronics (ex Glaxo Smith Kline Bioelectronics), si presenta l’opportunità di modulare elettricamente il nervo sinusale carotideo. In effetti, questo lavoro ha dimostrato che è possibile mantenere l’omeostasi del glucosio negli animali in cui gli elettrodi sono stati impiantati nel nervo sinusale carotideo e sottoposti a modulazione elettrica, senza significativi effetti avversi. La Dr.ssa Conde ha concluso positivamente: “Abbiamo anche dimostrato che la modulazione elettrica è reversibile. Senza dubbio questo lavoro apre le porte allo sviluppo di una nuova terapia per il diabete di tipo 2 che fornirà una gestione a lungo termine della malattia con effetti collaterali trascurabili e interferenze con le attività quotidiane. In definitiva, questo significa una migliore qualità della vita per quei milioni di persone che vivono con questa condizione”.

Alzi la mano il diabetico che invece di questa soluzione preferirebbe fare due o tre volte iniezioni giornaliere di insulina e/o prendere tre o quattro pillole…..

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Sacramento JF et al. Diabetologia 2018 Mar; 61(3):700-710. 

Conde SV et al. Physiol Genomics 2018 Mar; 50(3):208-214. 

Dos Santos E et al. Adv Exp Med Biol. 2018; 1071:103-108.

Sacramento JF et al. Diabetologia. 2017 Jan; 60(1):158-168.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1516 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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