Celiachia: perchè avrebbe connessioni con l’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide (AR) è una malattia cronica immuno-mediata che porta a infiammazione articolare e sinoviale. Anche con l’avvento di una farmacoterapia efficace, l’AR è ancora associato a un onere sanitario elevato dovuto al costoso trattamento medico, alla gestione delle comorbidità e all’aumento della mortalità prematura. Studi condotti su pazienti con artrite reumatoide hanno dimostrato che, prima delle manifestazioni cliniche della RA, vi è un periodo di tolleranza immunitaria anormale caratterizzato dalla presenza di auto-anticorpi specifici (anticorpi anti-fattore CCF / anti-CCP). Tuttavia, esattamente quando e come questo processo inizia è ancora sconosciuto poiché gli autoanticorpi possono essere rilevati 3-5 anni prima dei sintomi articolari iniziali. Questo periodo di malattia è stato definito RA “preclinico” o “latente” nella letteratura medica, sebbene il termine appropriato resti ancora indeciso. Identificare l’AR pre-clinica è importante in quanto può aiutarci a capire la sua storia naturale sviluppando allo stesso tempo efficaci strategie di screening e di prevenzione. Per questo scopo, è in corso una ricerca per identificare il gruppo di popolazione appropriato che sono ad alto rischio di sviluppare AR in futuro.

Il ruolo dei fattori genetici e di vari fattori ambientali come il fumo e le infezioni nell’attivazione dell’AR è ben consolidato. Inoltre, la presenza di altri disordini autoimmuni è stata studiata anche come possibile fattore di rischio: tra questi la celiachia (CD). Questa relazione RA-CD è particolarmente importante perché è stato postulato che la disfunzione immunitaria nell’AR si origina dalla mucosa intestinale e l’aumentata permeabilità intestinale nel CD porta alla citrullinazione della proteina con successiva produzione di auto-anticorpi nella RA. Infatti, è stato dimostrato che i pazienti con CD presentano un aumento dei livelli di fattore reumatoide nella mucosa intestinale. La celiachia è fenotipicamente distinta dall’AR, questo è chiaro, ma recentemente una possibile sovrapposizione sintomatica è stata descritta in entrambe queste patologie. I pazienti con celiachia possono presentare varie manifestazioni reumatologiche, mentre i pazienti con AR possono avere un certo grado di sintomi intestinali. Ora, uno studio clinico condotto dal Dipartimento di Medicina Interna al Greater Medical Center di Towson, Baltimora, sembra confermare alcune delle ipotesi e degli studi preliminari.

Sono stati raccolti dati clinici da 60 pazienti affetti da celiachia, di cui 15 sono stati esclusi per incompatibilità di requisiti di studio. I pazienti sono stati sottoposti ad esami sierologici per fattore reumatoide (RF) e anticorpi anti-CCP. La prevalenza è stata quindi misurata per le seguenti categorie di pazienti: 1) con anticorpi positivi (RF o anti-CCP); 2) Con titoli RF positivi; 3) Con anticorpi anti-CCP positivi; e 4) Con entrambi gli anticorpi anti-CCP e anti-CC positivi. Ventisette pazienti hanno sostenuto un certo grado di sintomatologia artritica. Tuttavia, solo 16 pazienti (36%) hanno riportato una storia di gonfiore articolare significativo associato a rigidità mattutina maggiore di 2 ore. Dei 45 pazienti con CD, 16 (35%) hanno riscontrato sierologia positiva per AR. Questi includevano 15 pazienti con fattore reumatoide positivo (33%) e 3 con anticorpi anti-CCP positivi (6%). Tuttavia, solo 2 pazienti avevano entrambi anticorpi anti-fattore CC e anti-CCP positivi. Un’analisi approfondita ha dimostrato che l’87% dei pazienti con sierologia positiva (n=14) e l’89% dei pazienti con sierologia negativa (n=26) erano femmine. I pazienti con celiachia attiva hanno mostrato un tasso di prevalenza più alto di sierologia positiva (61%), rispetto ai pazienti con CD controllato (18,5%). Il rapporto di prevalenza era statisticamente significativo (p=0.004), indicando che la probabilità di sierologia positiva di AR nella celiachia attiva è quasi 3 volte superiore.

Una tendenza simile (p=0.01) è stata osservata per i pazienti celiaci in terapia steroidea in aggiunta alla dieta gluten-free (GFD), che sono stati successivamente trovati con sierologia positiva (83%). Ciò indicherebbe che sebbene la GFD sia centrale per gestire la celiachia, potrebbe non essere sufficiente nei pazienti che sono ad alto rischio per altre malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide. Mentre gli auto-anticorpi correlati alla RA possono essere generati nelle articolazioni in individui con malattia stabilita, i dati medici suggeriscono che proprio la mucosa potrebbe essere il sito iniziale di produzione. La dieta gluten-free è creduta conferire un certo grado di protezione dallo sviluppo di vari auto-anticorpi. Vari studi hanno mostrato gli effetti deleteri del glutine sul sistema immunitario. Il presente studio ha mostrato che solo il 28% dei pazienti trattati con GFD era positivo per RF / anti-CCP. Tuttavia, l’83,3% dei pazienti sieropositivi ha richiesto ulteriori steroidi per ottenere il controllo della celiachia rispetto al 16,6% nei pazienti sieronegativi, indicando che sebbene la dieta gluten-free sia importante nella gestione della CD, potrebbe non essere sufficiente nei pazienti celiaci che sono ad alto rischio per altre autoimmunità.

Sebbene lo studio sia limitativo per certi aspetti conferiti dalla dimensione del campione relativamente piccolo, dalla variabile specificità e sensibilità degli esami sierologici e dalla possibile imprecisione dei dati forniti dai pazienti stessi, l’associazione fra malattia celiaca e rischio di sviluppare una postuma artrite reumatoide è dimostrabile. Tra l’altro, una positività per comparsa di altre autoimmunità postume in pazienti celiaci non è sconosciuta ai clinici, che hanno documentato principalmente lo sviluppo di diabete su base auto-anticorpale, ma anche disturbi tiroidei come la tiroidite di Hashimoto.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1569 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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