Intestino e stipsi: il caffè prima della sigaretta ha la sua spiegazione

Nonostante sia noto da tempo che il caffè aumenta il movimento intestinale, i ricercatori non hanno individuato la ragione o il meccanismo specifico. I bevitori di caffè sanno che il caffè aiuta a mantenere l’intestino in movimento, ma dei ricercatori stanno cercando di scoprire esattamente perché questo è vero, e non sembra riguardare la caffeina, secondo uno studio presentato alla Digestive Disease Week (DDW) 2019, evento promosso dalla Organizzazione Mondiale di Endoscopia (WEO) a San Diego, California. Alcuni studi clinici hanno riportato gli effetti positivi del caffè sul recupero della motilità intestinale in pazienti che hanno subito resezione chirurgica del colon. In uno studio del 2015, sessanta pazienti che avevano ricevuto tale trattamento chirurgico, hanno beneficiato dell’assunzione di caffè (ed anche di thè), che ha accelerato loro la ripresa della peristalsi intestinale. Uno studio di conferma è stato appena pubblicato qualche settimana fa, nel quale il consumo di caffè ha migliorato la ripresa della peristalsi ed ha prevenuto la comparsa di ileo (paralisi intestinale) dopo la chirurgia (vedere bibliografia). Sebbene la cosa possa sembrare apparente priva di risvolti pratici, non è così.

Funzioni ritardate del tratto gastrointestinale, flatulenza, scarsa peristalsi, spasmi prolungati e dolore, limitando il recupero post-operatorio di questi pazienti aumentano il costo complessivo del trattamento. Per i clinici, se esiste un metodo più semplice possibile per accelerare il recupero organico col meno sforzo, ma soprattutto col minor costo possibile, è ben accetto. I ricercatori, somministrando caffè a ratti in laboratorio e mescolandolo anche con batteri intestinali in coltura, hanno scoperto che certi batteri sono stati soppressi dal caffè, con un parallelo aumento della motilità muscolare, indipendentemente dal contenuto di caffeina. I ricercatori hanno esaminato le modifiche ai batteri quando la materia fecale è stata esposta al caffè, studiando la composizione delle feci dopo che i ratti hanno ingerito diverse concentrazioni di caffè nell’arco di tre giorni. Lo studio ha rilevato che la crescita dei batteri nelle materie fecali in coltura è stata soppressa già con una soluzione all’1,5% di caffè, e la crescita dei microbi era ancora più bassa con una soluzione al 3%.

In seguito, i ricercatori hanno anche documentato le modifiche alla muscolatura liscia dell’intestino e del colon e la risposta di quei muscoli esposti direttamente al caffè. Dopo che i ratti sono stati nutriti con il caffè per tre giorni, i conteggi dei batteri totali nelle loro feci sono diminuiti. I ricercatori hanno detto che sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se questi cambiamenti favoriscono il gruppo dei cosiddetti Firmicutes, considerati batteri “buoni” o degli Enterobatteri, che sono considerati negativi e fra i quali vi sono specie sicuramente patogene. I muscoli nell’intestino inferiore dei ratti mostravano una maggiore capacità di contrazione dopo un periodo di ingestione di caffè, e il caffè stimolava le contrazioni dell’intestino tenue e del colon quando i tessuti muscolari venivano esposti al caffè direttamente in laboratorio. Il caffè decaffeinato ha avuto un effetto simile sia sul microbiota che sull’attività muscolare, indicando il suo pieno effetto non correlato alla caffeina. Questo vuol dire che altre sostanze solubili del caffè pronto sono responsabili dell’effetto biologico in esame.

Non è infondato, dunque, che molte persone affermano che il caffè del mattino prima della sigaretta li aiuti a liberare l’intestino dalle scorie. A questo punto che sia espresso normale o decaffeinato non ha importanza. Il Dr. Xuan-Zheng Shi, PhD, autore principale dello studio e professore associato di Medicina Interna presso l’Università del Texas Medical Branch, a Galveston ha commentato: “Quando i ratti venivano trattati con caffè per tre giorni, la capacità dei muscoli dell’intestino tenue di contrarsi sembrava aumentare. È interessante notare che questi effetti sono indipendenti dalla caffeina, perché il caffè senza caffeina ha effetti simili al caffè normale. I nostri risultati supportano la necessità di ulteriori ricerche cliniche per determinare se il consumo di caffè potrebbe essere un trattamento efficace per la stipsi post-operatoria, in cui l’intestino smette di funzionare dopo la chirurgia addominale. Sappiano che ci sono già studi al riguardo; a noi interessa sapere quali meccanismi stanno sotto”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Vitaglione P et al. J Nutrition Sci. 2019 Apr 22; 8:e15. 

Hasler-Gehrer S et al. Dis Colon Rectum. 2019 Apr 15. 

Eamudomkarn N et al. Sci Rep. 2018 Nov; 8(1):17349. 

Piric M et al., Konjic F. Med Arch. 2015; 69(6):357-61.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1569 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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