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Effetti della curcuma nelle malattie più comuni: il resoconto scientifico-clinico

La curcumina è il componente principale della curcuma, conosciuta anche come la Curcuma longa, che appartiene alla famiglia dello zenzero, la Zingiberaceae. La curcumina è stata isolata dalla curcuma nel 1815 ed è comunemente usato nella cucina indiana e asiatica come spezia. Oltre al suo consumo dovuto al sapore, la curcumina è stata utilizzata per le sue proprietà medicinali per migliaia di anni. Più comunemente, la curcumina è stata utilizzata per la guarigione delle ferite in India. I curcuminoidi trovati nella curcuma sono la curcumina e le desmetossicurcumine, con la curcumina come principale componente attivo. La curcumina dà alla curcuma la maggior parte dei suoi effetti terapeutici della curcuma. Nel 1937, il primo articolo pubblicato sull’uso della curcumina nel trattamento delle malattie umane citava i suoi effetti benefici nelle malattie delle vie biliari. Da allora, la continua ricerca ha dimostrato che la curcumina può alleviare un certo numero di malattie umane. Gli studi condotti su animali hanno mostrato una relazione diretta tra l’aumento delle concentrazioni di curcumina cellulare e la sua capacità di modulare i mediatori dell’infiammazione.

Studi sperimentali su linee cellulari e umani hanno confermato i risultati di studi su animali, dimostrando che la curcumina svolge un ruolo nella risposta anti-infiammatoria attraverso l’inibizione del fattore nucleare NF-kB e della cicloossigenasi (COX-2). In anni più recenti, numerosi studi hanno dimostrato che la curcumina possiede potenziali proprietà anti-infiammatorie, anti-ossidanti, anti-diabetiche e anti-cancro. Questi studi indicano che la curcumina agisce su numerosi bersagli con vari meccanismi di azione, alterando l’attività del fattore enzimatico, del recettore e della trascrizione. Inoltre, la somministrazione di curcumina ha riportato quasi nessun effetto collaterale, rendendola una potenziale alternativa ai FANS e ad altri farmaci con noti effetti avversi gravi. Ecco perché la ricerca è tanto efficace quanto potente e anti-infiammatorio, per il trattamento di svariati e comuni patologie in cui l’infiammazione fa da attore principale.

Ecco il resoconto più aggiornato sugli effetti della curcuma sulle più conosciute patologie che affliggono l’odierna sanità pubblica.

Curcuma e diabete tipo 2

Ci sono stati almeno 8 studi condotti sull’efficacia degli integratori di curcumina sul diabete mellito di tipo 2. Studi inclusi erano studi clinici controllati con placebo e randomizzati. La durata media del consumo di curcumina variava da 4 a 36 settimane. La quantità di assunzione di curcumina variava da 200 a 1500 mg al giorno. Negli studi in cui la supplementazione di curcumina si è rivelata clinicamente efficace, il dosaggio medio era di 570 mg e l’intervallo interquartile era di 700 mg. Sei dei sette studi utilizzavano pazienti già diagnosticati con diabete tipo 2, mentre uno studio utilizzava una popolazione di pazienti pre-diabetici. I risultati di laboratorio misurati nella maggior parte degli studi includevano: glicemia, TNF-alfa, IL-6 e resistenza all’insulina (HOMA-IR). Due studi hanno studiato un’altra potente citochina infiammatoria, IL-1 beta; altri hanno valutato l’aumento o la diminuzione del marker infiammatorio più generale, la proteina C-reattiva (CRP). Un totale di cinque studi ha riportato risultati clinici significativamente migliorati nel gruppo trattato con la curcumina. Sei studi hanno riportato tre o più misure di laboratorio migliorate. Tre studi inclusi hanno valutato l’effetto della supplementazione di curcumina su sequele associate a diabete di tipo 2 come la microangiopatia diabetica. Nel complesso, gli studi hanno dimostrato che l’integrazione con curcumina ha effetti anti-diabetici e migliora i parametri clinici nei pazienti, non solo la glicemia ma anche le citochine plasmatiche.

Curcuma ed artrosi

Più di 30 articoli sono stati pubblicati sulle possibilità terapeutiche della curcuma sull’osteoartrosi: ben 16 sono stati giudicati dalla comunità scientifica come i più validi poiché hanno incluso dei criteri scientifici piuttosto pregnanti. I trials clinici hanno spaziato dalle 6 alle 40 settimane e la dose media di assunzione per soggetto trattato è stata di 835mg/die. Tredici degli studi hanno mostrato una variazioni positiva di almeno due parametri clinici appropriati. Un totale di otto studi ha riportato risultati di laboratorio dopo la supplementazione di curcumina. Cinque degli otto studi hanno riportato marcatori infiammatori significativamente diminuiti o marcatori di stress ossidativo. Tre studi hanno riportato diminuiti marcatori di stress ossidativo in pazienti con OA trattati con curcumina, quantificati come diminuzione del glutatione ossidato (GSSG), radicali liberi (ROS) e sottoprodotti della perossidazione lipidica (MDA). In tre studi, i pazienti hanno continuato ad usare i FANS in concomitanza con la somministrazione di curcumina.In tutti gli studi clinici in cui c’era la somministrazione di FANS classici come paragone, sono stati riportati più effetti gastrointestinali in chi li assumeva rispetto a chi assumeva la curcuma. Nel complesso, l’effetto terapeutico della curcuma nell’artrosi (specie del ginocchio) è stato giudicato positivo e significativo.

Curcuma e colite ulcerosa

Sono stati condotti almeno tre studi clinici validi che hanno testato gli effetti della curcuma nella rettocolite ulcerosa. Tutti loro erano randomizzati, a doppio cieco e con un controllo placebo, con una durata che ha spaziato da 4 a 24 settimane e dosi comprese fa i 150mg e 3gr di curcuma al giorno. Il dosaggio effettivo riconosciuto è stato di 2,5gr al giorno. Una limitazione è che assieme alla curcuma, i pazienti hanno continuato ad assumere i regolari farmaci anti-infiammatori specifici (mesalazina e sulfasalazina). Su tre dei due degli studi, l’integrazione alimentare con curcuma ha prodotto una miglioramento di almeno tre parametri clinici. Negli studi clinici con basso dosaggio di curcuma, gli effetti positivi invero sono venuti a mancare mentre con i dosaggi alti ci sono stati effetti promettenti.

Curcuma ed autoimmunità

Un totale di tre studi, due studi sull’artrite reumatoide (RA) e uno sulla nefrite lupica (LN) sono stati ritenuti clinicamente validi. Dei due studi sulla RA, uno studio della durata di 8 settimane ha mostrato una diminuzione degli esiti clinici nel gruppo della curcumina, con diminuiti punteggi ACR, DAS e VAS. C’è stata una diminuzione significativa della CRP, ma nessun miglioramento significativo della VES o di altri parametri del sangue. Lo studio LN ha mostrato un miglioramento significativo nei risultati di laboratorio, in cui i pazienti sono stati somministrati 70 mg di curcumina al giorno per 12 settimane. I risultati riportati includono diminuzione della proteinuria ed ematuria nel gruppo trattato con la curcumina. A causa del numero limitato di studi condotti su RA e LN, ciascuno con un numero limitato di soggetti, i risultati sono considerati inconcludenti.

Due studi clinici sulla sclerosi multipla hanno valutato i risultati di laboratorio della supplementazione di curcumina. In entrambi gli studi è stata somministrata la nitrocurcum orale a 80 mg al giorno per 26 settimane. I risultati del primo studio hanno dimostrato che l’integrazione era in grado di ripristinare il pattern di espressione dell’mRNA disregolato. Nell’altro studio, c’è stata una significativa diminuzione dei parametri delle cellule Th17 e dell’espressione di citochine IL-17, che può migliorare la progressione della malattia nei pazienti con sclerosi multipla. Dunque i presupposti terapeutici per l’utilizzo di questa preziosa spezia ci sono; servono ancora pazienza e prove cliniche più ampie e dedicate.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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