Non posso o non voglio? Quando l’infiammazione detta l’umore

Perché ci sentiamo svogliati quando ci stiamo riprendendo da una malattia? La risposta è, apparentemente, che l’infiammazione cronica di basso grado interferisce con il sistema di segnalazione dopaminergico nel cervello che ci motiva a fare cose. Questo è stato riportato in un nuovo documento pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences. La ricerca condotta presso l’Emory University spiega i legami tra il ridotto rilascio di dopamina nel cervello, la motivazione a fare le cose e la presenza di una reazione infiammatoria nel corpo. Presenta anche la possibilità che questo sia parte dello sforzo del corpo per ottimizzare il suo dispendio energetico durante tali episodi infiammatori, citando le prove raccolte durante il loro studio. Gli autori hanno anche pubblicato un framework sperimentale basato su strumenti computazionali, ideato per testare la teoria. L’ipotesi sottostante è che il corpo ha bisogno di più energia per guarire una ferita o per superare un’infezione, ad esempio, entrambi associati a infiammazione di basso grado. Per garantire che l’energia sia disponibile, il cervello utilizza una tecnica adattiva per ridurre il naturale impulso a svolgere altri compiti che potrebbero potenzialmente eliminare l’energia necessaria per la guarigione. Questa è essenzialmente una ricalibratura dei neuroni di ricompensa specializzati nel centro di motivazione del cervello, in modo che le attività ordinarie non sembrino più degne di essere vissute.

Secondo il nuovo studio, il meccanismo di questa ricalibrazione è mediato dal sistema immunitario. La tecnica computazionale pubblicata dagli scienziati è progettata per consentire misurazioni sperimentali della misura in cui l’infiammazione di basso grado influisce sulla quantità di energia disponibile e la decisione di fare qualcosa in base allo sforzo necessario. Questo potrebbe permetterci di capire meglio perché e come gli stati infiammatori cronici causino una mancanza di motivazione anche in altre condizioni patologiche, tra cui la schizofrenia e la depressione. È già noto che le cellule immunitarie rilasciano citochine, che influenzano il funzionamento dei neuroni che rilasciano dopamina nell’area del cervello chiamata sistema mesolimbico. Questa area migliora la nostra volontà di lavorare duramente per ottenere un premio. Recentemente, è stato scoperto che le cellule immunitarie godono anche di una capacità unica di spostarsi tra vari stati metabolici, a differenza di altre cellule. Questo potrebbe influenzare i modelli di rilascio delle citochine in modo tale da segnalare al cervello di conservare energia disponibile per l’uso del sistema immunitario. Questi fatti furono il fondamento della nuova ipotesi, che la spiega in termini di adattamento evolutivo. Nell’ipotetico ambiente iniziale, il sistema immunitario, di fronte a abbondanti sfide microbiche e predatorie, aveva bisogno di enormi quantità di energia.

Aveva quindi il suo meccanismo per segnalare altri sistemi del corpo, attraverso il sistema mesolimbico della dopamina, per controllare l’uso delle risorse energetiche durante i periodi in cui l’organismo stava subendo uno stress grave o improvviso. La vita moderna è relativamente morbida e meno impegnativa. Con una minore attività fisica, l’infiammazione di basso grado è principalmente dovuta a fattori come obesità, stress cronico, sindrome metabolica, invecchiamento e altre malattie legate allo stile di vita. Ciò potrebbe erroneamente indurre i neuroni della dopamina mesolimbica a produrre meno dopamina. Bassi livelli di dopamina a loro volta diminuiscono la motivazione al lavoro, riducendo la percezione della ricompensa e aumentando la percezione dello sforzo coinvolto. Questo alla fine conserva energia per l’uso da parte del sistema immunitario. Precedenti studi hanno dimostrato che un alto livello di funzionamento immunitario associato a bassi livelli di dopamina e una ridotta motivazione caratterizza alcuni casi di schizofrenia, depressione e altre condizioni di salute mentale. Gli scienziati non ritengono che questi disturbi siano causati dall’infiammazione di basso grado, ma che alcune persone che hanno queste malattie siano ipersensibili alle citochine immunitarie. Ciò potrebbe a sua volta causare loro di perdere la motivazione per la vita quotidiana. Gli scienziati stanno attualmente conducendo una sperimentazione clinica su persone affette da depressione, per testare la teoria.

Il Dr. Andrew Miller, co-autore dello studio, ha dichiarato: “Non stiamo proponendo che l’infiammazione causi questi disturbi della salute mentale. L’idea è che un sottogruppo di persone con questi disturbi possa avere una particolare sensibilità agli effetti del sistema immunitario e questa sensibilità potrebbe contribuire alle menomazioni motivazionali che stanno vivendo. Se la nostra teoria è corretta, allora potrebbe avere un enorme impatto sul trattamento di casi di depressione e altri disturbi comportamentali che possono essere guidati dall’infiammazione. Aprirà opportunità per lo sviluppo di terapie che mirano all’utilizzo dell’energia da parte delle cellule immunitarie, che sarebbe qualcosa di completamente nuovo nel nostro campo”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Treadway MT et al. Trends Cogn Sci. 2019 May; 23(5):435-448. 

Felger JC et al. Neuropsychopharmacology 2017; 42(1):216-241. 

Hosking JG et al. Neuropsychopharmacology 2015; 40(4):1005-15. 

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1716 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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