Problemi di coagulazione: con i tumori del sangue ci vuole cautela con i farmaci

Una nuova ricerca danese può aiutare a focalizzare l’attenzione sulle gravi complicazioni che soffre in media uno su 5 pazienti affetti da tumore ematologico. Questo è secondo Kasper Adelborg, MD, PhD, della Aarhus University e della Aarhus University Hospital, che ha studiato i casi di 32.000 pazienti con cancro ematologico tra gli anni 2000-2013. Il cancro ematologico comprendeva leucemie, tumori del midollo osseo e linfomi. Ha spiegato: “Si tratta di un ampio gruppo di pazienti con esperienze di malattia molto diverse a seconda del tipo di cancro ematologico: alcuni pazienti hanno un particolare rischio di coaguli di sangue, mentre altri hanno invece un rischio più elevato di sanguinamento come il sanguinamento gastrointestinale. una persona ha un alto rischio di soffrire di coaguli di sangue, il trattamento con farmaci anticoagulanti può essere di beneficio per alcuni pazienti, ma la terapia anticoagulante non è auspicabile se il rischio di emorragia è più elevato. Questo è un problema clinico difficile, ma il nostro studio può fissare obiettivi per ciò che porta più peso per ogni singolo tipo di cancro: ciò significa che i medici che aiutano questi pazienti devono essere consapevoli del loro alto rischio di sanguinamento e quindi non dovrebbero prescrivere troppi farmaci anticoagulanti”.

Un esempio è la sindrome mielodisplastica, che è una sindrome tumorale al midollo osseo. Qui lo studio ha mostrato che il rischio di emorragia entro dieci anni era di circa il 15%, mentre il rischio di soffrire di un puntello di sangue era più basso. Con ogni singolo paziente c’è ancora la necessità di valutare il rischio complessivo di un’emorragia e sanguinamento, che include la presa in considerazione dell’età del paziente, l’anamnesi, lo stile di vita, altre malattie, ecc. prima di scegliere un trattamento. Il nuovo studio corrobora precedenti studi, anche se i ricercatori non hanno mai esaminato l’intero gruppo di pazienti con tumore ematologico insieme e non ci sono stati studi per così tanti anni. Inoltre, studi precedenti si sono concentrati esclusivamente su coaguli di sangue o sanguinamento. Fra oltre tremila casi di trombopenia immune essenziale, i rischi a 1 anno sono stati dell’1,9% per gli eventi cardiovascolari arteriosi, 1,2% per il tromboembolismo venoso e del 7,5% per il sanguinamento. In relazione alla popolazione nel suo insieme, lo studio mostra l’aumento del rischio per i pazienti con cancro ematologico: coaguli di sangue nel cervello, 20% più alto; coaguli di sangue nel cuore: 40% in più; coaguli di sangue nelle gambe e nei polmoni: 300% in più; e sanguinamento generale, 200% più alto.

Infatti, molti ritengono che in caso di leucemie, linfomi ed altri tumori ematologici, la causa del decesso dipenda direttamente dalla malattia. Il che molto spesso non è così. A causa dei difetti coagulativi inerenti al decorso clinico (anomala produzione di piastrine, fattori solubili rilasciati dalle cellule tumorali, maggiore produzione di fibrinogeno nel fegato, ecc.), i pazienti ematologici sviluppano più frequentemente emorragie da lievi e moderate. La comparsa di ematomi cutanei spontanei, molto spesso testimonia direttamente il fenomeno. Ma ci sono grandi differenze nelle prognosi per i diversi gruppi di pazienti. Ad esempio, solo pochi bambini sviluppano un fenomeno di emorragia negli anni successivi alla leucemia, mentre molti più pazienti con tumori midollari, sviluppano petecchie e/o sanguinamento. Il potenziale per gli interventi preventive è maggiore per questi ultimi tipi di paziente. E questo è comprensibile, poiché mentre le leucemie causano difetti coagulativi per semplice aumento dei globuli bianchi e diluizione della conta piastrinica, nei disordini del midollo osseo una mutazione di una cellula staminale compromette la produzione di piastrine funzionali o in numero adeguato.

Di questo, conclude il Dr. Adelborg, gli ematologi devono tenerne conto nella loro pratica clinica.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Adelborg K et al. J Thromb Haemost. 2019 Jun; 17(6):912-924.

Adelborg K et al., Sørensen HT. J Thromb Haemost. 2019 May 4. 

Søgaard KK et al. Lancet Haematol. 2018 Oct; 5(10):e441-449. 

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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