Magnesio: il fratello “osseo” del calcio, ma poco considerato

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Le fratture ossee sono una delle cause più prevenibili di disabilità tra gli anziani. Si stima che ogni anno negli Stati Uniti, circa 6 milioni di persone si rompono un osso, e quasi il 75% di tutte le fratture di anca o femore, colonna vertebrale e avambraccio si verificano in persone di età pari o superiore a 65 anni. Il calcio e la vitamina D hanno entrambi dimostrato di svolgere un ruolo chiave nel mantenimento delle ossa sane. Inoltre, alcuni studi precedenti hanno suggerito che il magnesio può anche migliorare la salute delle ossa, poiché la carenza di magnesio è stata associata ad un aumentato rischio di osteoporosi. Il magnesio è un minerale essenziale e livelli di magnesio anormalmente bassi possono inibire la vitamina D e l’omeostasi del calcio nelle ossa. Una ricerca del 2017 condotta da scienziati dell’Università di Bristol nel Regno Unito e dell’Università della Finlandia orientale a Kuopio – suggerì che bassi livelli di magnesio possono aumentare il rischio di fratture ossee e che, al contrario, livelli elevati possono scongiurare questa causa di disabilità. I risultati sono stati pubblicati sull’European Journal of Epidemiology e il team è stato guidato dal Dr. Setor Kunutsor, ricercatore all’Unità di Ricerca Muscoloscheletrica dell’Università di Bristol.

La loro ricerca ha indagato l’effetto del magnesio sulle fratture ossee, in particolare. Lo studio si è basato su un ampio campione di popolazione di 2245 uomini di mezza età, che sono stati seguiti clinicamente per 20 anni. Durante questo periodo, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti con bassi livelli di magnesio sierico presentavano un rischio significativamente maggiore di fratture ossee. L’associazione era più forte per le fratture dell’anca. Gli uomini con livelli più elevati di magnesio avevano il 44% in meno di probabilità di avere fratture ossee. Inoltre, durante il periodo di follow-up di 20 anni, nessuno dei 22 uomini che avevano livelli molto alti di magnesio aveva una frattura ossea. I livelli di magnesio nel sangue alto sono stati definiti come più di 2,3mg/100ml. Lo stesso studio ha studiato il legame tra il magnesio dietetico e le fratture ossee e non ha trovato alcuna associazione. Secondo i ricercatori, questo è coerente con studi precedenti. Il Dr. Kunutsor aveva commentato: “I risultati suggeriscono che evitare basse concentrazioni sieriche di magnesio, potrebbe essere una strategia promettente sebbene non dimostrata per la prevenzione del rischio di fratture. Aumentare l’assunzione di magnesio da cibo e acqua potrebbe non aumentare automaticamente i livelli di magnesio nel sangue, in particolare negli anziani che stanno assumendo determinati farmaci o che hanno disturbi gastrointestinali.

I loro risultati entrano in accordo con la ricerca di un altro gruppo della East Anglia University in Norvegia, che ha investigato l’effetto protettivo dell’integrazione con magnesio sulle strutture muscolari ed ossee nelle persone di mezza età ed anziani. Lo studio è stato fatto con i dati della enorme coorte della UK Biobank (156.575 uomini e donne di età compresa tra 39 e 72 anni). I ricercatori, indagando le associazioni tra magnesio dietetico e massa muscolare scheletrica (come massa senza grasso-FFM), forza di presa e densità ossea, hanno trovato correlazioni positive tra mantenimento della struttura ossea e comparsa più tardiva di osteoporosi. Analogo beneficio sono visti per i parametri di forza muscolare e massa magra dei muscoli scheletrici. Le indagini suggeriscono che prima di tutto le condizioni minatorie e l’assunzione di integratori possono essere un modo efficace per aumentare i livelli ematici di magnesio. Questo perché l’associazione è rimasta coerente con ulteriori aggiustamenti per la funzionalità renale, lo stato socioeconomico, l’apporto energetico totale e diversi minerali. I ricercatori hanno sottolineato l’impatto delle loro scoperte sulla salute pubblica e osservano che la maggior parte degli anziani e delle persone di mezza età che presentano un rischio più elevato di fratture ossee presentano anche bassi livelli di magnesio nel sangue. Inoltre, questa mancanza di magnesio è difficile da identificare in quanto non causa alcun sintomo e i medici di base non effettuavano fino a poco tempo fa effettuano test periodici per carenza di magnesio.

Si spera, in conclusione che queste conoscenze promuovano iniziative di salute pubblica, per far diventare il magnesio un elemento da dosare di routine nelle analisi del sangue, in particolare negli anziani.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Sakaguchi Y et al. J Am Soc Nephrol. 2018; 29(3):991-99.

Welch AA, Skinner J, Hickson M. Nutrients. 2017; 9(11). 

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Veronese N et al. Br J Nutr. 2017 Jun; 117(11):1570-1576.

Kunutsor SK et al. Eur J Epidemiol. 2016 Oct; 31(10):1035.

Hayhoe RP et al. Am J Clin Nutr. 2015 Aug; 102(2):376-84.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1624 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it