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Ipertensione: l’ormone della fame è lo stesso che alza la pressione nell’obesità

La pressione sanguigna viene misurata in millimetri di mercurio (mm Hg) e ha due letture: sistolica e diastolica. Secondo l’American Heart Association, il rischio di morte per infarto o ictus raddoppia con un aumento di 20 mm Hg sistolica o 10 mmHg diastolica tra gli adulti più anziani. Non c’è dubbio che all’aumentare del peso corporeo, aumenta anche la pressione sanguigna. Quasi un terzo degli adulti americani ha la pressione alta, e solo circa la metà di queste persone ha la pressione sanguigna sotto controllo attraverso farmaci e cambiamenti nello stile di vita. L’ipertensione è altrettanto epidemica a livello globale almeno quanto il diabete, se non di più. Ma, per ragioni intrinseche può essere particolarmente difficile da trattare nei pazienti obesi. Ora, in uno studio sui topi, i ricercatori di Johns Hopkins hanno rivelato esattamente quali molecole sono probabilmente responsabili del legame tra obesità e pressione sanguigna. Il gruppo di ricercatori ha riportato di recente sulla rivista Circulation Research che, bloccare una di queste molecole, un canale di segnalazione che si trova in un piccolo organo sul lato del collo, abbassa efficacemente la pressione sanguigna nei topi obesi,

Il nuovo lavoro ruota attorno alla leptina, una molecola che controlla l’appetito e il metabolismo in risposta al cibo. Le persone obese spesso diventano resistenti alla leptina, quindi l’aumento dei livelli della molecola dopo un pasto non aumenta più il metabolismo o provoca una sensazione di pienezza. In risposta a questa resistenza, i livelli di leptina continuano a salire con l’obesità. È stato anche dimostrato che la leptina aumenta la pressione sanguigna e, sorprendentemente, l’obesità non cambia questo legame, anche quando le persone sono resistenti agli effetti della leptina sul metabolismo e l’appetito, la loro pressione sanguigna aumenta in risposta alla molecola. Fino ad ora, i ricercatori non erano sicuri del perché. Precedenti studi avevano rivelato che c’erano alti livelli di recettori della leptina nei corpi carotidei – piccoli gruppi di cellule lungo le arterie carotidi su entrambi i lati della gola che rispondono ai cambiamenti dei livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Polotsky si chiedeva se questo potesse essere il punto in cui la leptina influenza la pressione sanguigna, completamente separata dai suoi effetti sull’appetito e sul metabolismo nel cervello.

Nel nuovo articolo, il gruppo di Polotsky ha prima confermato che somministrare alte dosi di leptina a topi magri ha innescato un aumento della pressione sanguigna da 10,5 a 12,2 mm Hg, senza avere alcun effetto sulla frequenza cardiaca o sull’assunzione di cibo. Quindi, hanno ripetuto l’esperimento nei topi senza far funzionare i corpi carotidei. Questa volta, la pressione sanguigna degli animali non è cambiata in risposta alla leptina. Successivamente, il team ha studiato topi obesi che non avevano recettori della leptina, nonostante il loro peso avevano una pressione sanguigna normale. Ma quando i ricercatori hanno iniettato i geni per i recettori della leptina direttamente nei corpi carotidi di questi topi, le letture della pressione sanguigna degli animali sono aumentate di 9,4-12,5 mm Hg. Dopo aver stabilito che il corpo carotideo è necessario affinché la leptina causi ipertensione, i ricercatori hanno voluto sapere quali altre molecole di segnalazione nel corpo carotideo potrebbero essere coinvolte. Analizzando i dati precedentemente raccolti su quali molecole si trovano nel corpo carotideo, hanno affinato il canale di calcio del potenziale transitorio (TRPM7).

Polotsky e il suo team hanno trattato i topi con il farmaco FTY720 (fingolimod) per la sclerosi multipla, che blocca i canali tipicamente coinvolti nel sistema immunitario, incluso TRPM7. Questo farmaco ha un altro bersaglio molecolare, che è l’attuale meccanismo per trattare la sclerosi multipla, il blocco di un recettore chiamato S1PR1). In questo studio, il farmaco ha effettivamente impedito a dosi extra di leptina di aumentare la pressione sanguigna nei topi magri, sia quando somministrato per via sistemica sia quando applicato come gel topico sulla pelle direttamente sopra i corpi carotidi. Vsevolod Polotsky, MD, PhD, professore di medicina presso la Johns Hopkins University School of Medicine e autore senior, ha commentato: “Non aveva molto senso il motivo per cui le persone obese erano resistenti solo ad alcuni degli effetti della leptina. Ci ha suggerito che forse la leptina stava avendo un effetto periferico al di fuori del cervello. L’obesità porta a molti esiti cardiovascolari negativi e una parte significativa di questi sono correlati alla pressione sanguigna scarsamente controllata. Abbiamo identificato quale potrebbe essere un nuovo modo per abbassare la pressione sanguigna nei pazienti obesi e migliorare questi risultati”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Shin MK, Sham JSK et al., Polotsky VY. Circ Res. 2019 Sep 23. 

Silva RBM et al. Mol Neurobiol. 2018 Dec; 55(12):9307-9327. 

Zhong H et al. Heart Vessels 2018 Sep; 33(9):1094-1105.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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