Parkinson: lo psichedelico “green” è neuroprotettivo e controlla bene l’on-off

Il morbo di Parkinson, un disturbo del sistema motorio, è caratterizzato da tremore, rigidità degli arti, compromissione dell’equilibrio e lentezza del movimento, oltre a una ridotta coordinazione del movimento. Al momento non esiste una cura conosciuta per questo disturbo, quindi i trattamenti si concentrano principalmente sulla gestione dei sintomi. Uno dei principali farmaci usati per il trattamento del morbo di Parkinson è la Levodopa, che può aiutare con la rigidità degli arti e la lentezza del movimento. Ma c’è un avvertimento: i pazienti per i quali la Levodopa agisce cominciano a sperimentare effetti collaterali potenzialmente debilitanti dopo alcuni anni sul farmaco. Questo aiuta le persone a mantenere l’autonomia e la qualità della vita, il più possibile. Il problema è che Levodopa funziona alla grande per alcuni anni – chiamato il periodo della “luna di miele” – ma poi iniziano questi effetti collaterali. Quindi cosa succede a molti pazienti che assumono Levodopa? Sviluppano discinesia, o movimenti involontari e incontrollabili che possono influenzare gli arti, la testa o anche l’intero corpo, a vari gradi di gravità.

Una volta che una persona sviluppa discinesia correlata alla Levodopa, non se ne va a meno che il trattamento con questo farmaco non venga interrotto del tutto, sebbene ciò possa significare che i loro sintomi non saranno più gestiti. Ma c’è qualcosa che potrebbe contrastare gli effetti collaterali della Levodopa? Il dottor Sherman e il collega Torsten Falk, neurologi dell’università dell’Arizona College of Medicine di Tucson, ritengono che la risposta possa essere dovuta a un farmaco. La ketamina è stata conosciuta per aumentare la pressione sanguigna e causare una sensazione di dissociazione negli esseri umani. Quando le persone lo descrivono, hanno detto che si sentono come se fossero in una boccia da pesce. In passato, la ketamina è stata abusata nelle feste per questo effetto psichedelico (nome da strada “green”), ma il Dr. Sherman spera che questi effetti collaterali non influenzino la sperimentazione clinica. Il Dr. Sherman e Falk hanno trovato i primi indizi sul potenziale della ketamina nel compensare la discinesia, quando lo hanno testato come farmaco antidolorifico per i pazienti con Parkinson.

Il loro processo li ha portati a osservare un effetto non intenzionale ma gradito: la discinesia è stata migliorata, o addirittura scomparsa completamente per alcune settimane nel caso di individui trattati con levodopa + ketamina. Quando i ricercatori hanno cercato di duplicare questi risultati in un modello di ratto, hanno scoperto che gli effetti di discinesia-compensazione della ketamina erano forti. Oltre all’effetto della dissociazione, un altro rischio comune di assumere ketamina è l’aumento della pressione sanguigna. Tuttavia, gli scienziati stanno studiando strategie per tenere sotto controllo questi possibili effetti calcolando attentamente il dosaggio. Già a dosi di 5-20 mg/kg nei ratti, il farmaco ha indotto un notevole miglioramento del controllo dei movimenti involontari quando somministrato in infusione continua, ma non dopo singola somministrazione. L’analisi farmacocinetica dei livelli plasmatici ha mostrato che la chetamina e i suoi principali metaboliti non erano più rilevabili nei momenti in cui si osservava un effetto anti-discinesia duraturo, il che indicava un cambiamento plastico nel cervello.

Ciò ha portato i ricercatori a pianificare uno studio clinico controllato nella speranza di trattare la malattia di Parkinson. I primi studi sulla ketamina nella gestione del Parkinson in varie situazioni sono cominciati nel 2007, quando ci si accorse che la ketamina mostrava un effetto neuroprotettivo su due modelli di ratto con morbo di Parkinson: Nei pazienti parkinsoniani che devono sottoporsi ad intervento chirurgico, la ketamina è l’anestetico di elezione per il controllo delle reazioni motorie secondarie all’anestesia. Considerato che la ketamina può resettare la neurochimica della depressione non responsiva i farmaci, e che la depressione può essere una condizione clinica parallela nei pazienti con malattia. Ma sono necessarie maggiori comprensioni del meccanismo con cui la ketamina protegge le cellule cerebrali. Uno studio del 2017 ha visto che la ketamina induce, già a dosi sub-anestetiche, il processo di autofagìa, o auto-distruzione parziale delle cellule con rimozione di proteine cellulari danneggiate, negli animali trattati con neurotossine per indurre il Parkinson.

E’ dello scorso Agosto, infine, la pubblicazione scientifica secondo cui la somministrazione spray nasale di ketamina, attenua la tossicità sulle cellule cerebrali indotta dalla tossina MPTP nei ratti in laboratorio. Sembra che possa giocare un ruolo nel processo il fattore di crescita nervoso della Levi Montalcini. Che siano dati pieni di speranza?

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Fan JC et al. Asian Pac J Trop Med. 2017; 10(10):1007-10. 

Sherman SJ et al. Case Rep Neurol. 2016 Feb; 8(1):53-58.

Bartlett MJ et al. Neurosci Lett. 2016 Jan 26; 612:121-125.

Nicolás MJ et al., Artieda J. PLoS One. 2011; 6(7):e21814.

Ferro MM et al. Braz J Med Biol Res. 2007; 40(1):89-96.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2479 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it