HomeATTUALITA' & SALUTETubercolosi: ancora reale, ancora letale; e un vecchio farmaco torna in scena

Tubercolosi: ancora reale, ancora letale; e un vecchio farmaco torna in scena

La tubercolosi è una malattia infettiva batterica subdola, causata dai micobatteri, una classe di microorganismi particolarmente resistente agli agenti esterni. Dalla microbiologia, i micobatteri sono stati etichettati acido-alcol-resistenti; invero non risentono del potere battericida dell’alcol e non vengono intaccati neppure da soluzioni concentrate di acido solforico. Questo perché il loro rivestimento (capsula) è simile alla cera, essendo composti di grassi particolari che sono idrofobi e compattati. Non di meno, questi tipi di lipidi sono anche tossici per le cellule immunitarie con cui vengono a contatto, motivo per cui la malattia spesso avanza senza che le difese immunitarie possano fare gran cosa per contrastarla. Solo nel 2018, quasi 1,5 milioni di persone sono morte di tubercolosi in tutto il mondo. Gli attuali regimi di trattamento per Mycobacterium tuberculosis (Mtb), l’agente causale della tubercolosi, sono lunghi, complessi e difficili da sostenere per le persone. Inoltre, i batteri spesso sviluppano resistenza ai farmaci e molte persone ospitano ceppi multi-farmaco-resistenti.

Ora, uno studio su iScience suggerisce un nuovo approccio che potrebbe aiutare: migliorare le cellule delle persone nell’uccidere Mtb sfruttando i sensori di RNA nelle nostre cellule, che rilevano l’RNA degli agenti patogeni invasori. Il rilevamento dell’RNA fa parte della nostra difesa immunitaria di prima linea. Per la prima volta, i ricercatori guidati da Anne Goldfeld, MD, del Programma di medicina cellulare e molecolare del Boston Children’s Hospital, hanno dimostrato che il rilevamento dell’RNA è importante per inibire la crescita di Mtb quando entra nelle cellule. Studiando le cellule infette, il team ha dimostrato che Mtb attiva diversi importanti sensori di RNA (RIG-I, MDA5, PKR e MAVS) che a loro volta inibiscono la crescita batterica. Quando hanno distrutto uno di questi sensori usando metodi di modifica genica come CRISPR, Mtb è cresciuto a livelli significativamente più alti nelle cellule umane. Questa è stata una svolta fondamentale, perché in precedenza si pensava che le molecole del sensore di RNA fossero coinvolte nella lotta contro i virus e non i batteri. Ha suggerito che il potenziamento dell’attività di questi sensori di RNA attraverso la terapia farmacologica potrebbe frenare la crescita di MTb.

Di recente, il laboratorio di Goldfeld, insieme al laboratorio del suo collega Sun Hur, PhD, ha dimostrato che un farmaco antiparassitario approvato dalla FDA chiamato nitazoxanide (NTZ) inibisce il virus Ebola e che funziona amplificando le attività dei sensori di RNA. Questa scoperta, unita alla nuova scoperta che i sensori di RNA inibiscono la crescita del Mtb all’interno delle cellule, ha portato il team di Goldfield a provare NTZ nella tubercolosi. I ricercatori hanno dimostrato che NTZ amplifica le attività dei sensori di RNA una volta che sono stati innescati dall’RNA di Mtb; e inaspettatamente, hanno scoperto che NTZ amplifica anche la stimolazione dell’attività del sensore RNA contro il micobatterio. Il risultato netto è stato che NTZ ha aumentato la produzione di interferone e IFITM3, elementi importanti della risposta immunitaria contro la tubercolosi e ha inibito significativamente la crescita del Mtb all’interno delle cellule. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio come NTZ fa tutto ciò, il team spera che questi studi apriranno un nuovo approccio per alleviare l’onere globale della tubercolosi.

Il punto di forza è che la NTZ è a basso costo e disponibile come farmaco orale, compresa una formulazione di sciroppo per bambini, che lo rende un trattamento facilmente accessibile. Gli scienziati pensano che NTZ o un farmaco derivato potrebbero integrare i tradizionali regimi di tubercolosi aumentando le difese dell’ospite per uccidere Mtb. Il potere di questo approccio è che il targeting dei fattori dell’ospite non precipiterà né aumenterà la resistenza agli antibiotici anche nei batteri.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Swale C et al. Sci Transl Med. 2019 Nov 6; 11(517). 

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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