Salute a tavola: il digiuno periodico per fare prevenzione attiva

Il digiuno intermittente sta guadagnando popolarità tra le persone che cercano di buttare chili in più e mantenere un peso sano. I ricercatori sostengono che questo tipo di dieta può anche rallentare l’invecchiamento e le malattie. Il digiuno intermittente può aiutare con la gestione del peso, ma potrebbe anche portare altri benefici per la salute? Nel digiuno intermittente, ciò che essenzialmente avviene nel corpo è che una fonte di energia – che può facilitare l’accumulo di grasso corporeo – viene cambiata per un’altra. I nostri corpi funzionano a glucosio, ma quando digiuniamo per un periodo di tempo più lungo, quella fonte di energia diventa non disponibile. Il nostro sistema deve identificare un diverso tipo di “carburante”. Questo è quando il corpo inizia a scindere i trigliceridi e generare acidi grassi, che sono facilmente assorbiti dal sangue. Gli acidi grassi, a loro volta, producono molecole chiamate corpi chetonici, che il corpo utilizza come nuova fonte di energia.

Ricercatori presso l’University of Florida College of Medicine di Gainesville, chiamano questo processo “capovolgere l’interruttore metabolico”. Questo passaggio può accadere dopo un certo periodo di digiuno; è una gradazione in cui il metabolismo si sposta nel tempo per utilizzare quantità sempre maggiori di chetoni per produrre energia. I corpi chetonici derivano dalla distruzione dei grassi quando le riserve di glucosio sono praticamente esaurite. Però mancano prove a sostegno del reale beneficio complessivo del digiuno intermittente, Ecco perchè quando i ricercatori, nell’interesse di capire meglio il metabolismo e la sua influenza sul peso corporeo, hanno esaminato numerosi studi recenti incentrati sui meccanismi e i benefici del digiuno intermittente. La revisione del team, pubblicata sulla rivista Obesity, suggerisce che questa modalità di pasto potrebbe essere più salutare di altre strategie di dieta, poiché i chetoni mettono meno stress sulle cellule rispetto ai sottoprodotti di altri stili di dieta.

Questo “interruttore” inizia di solito dopo 8-12 ore di digiuno, sebbene nel caso di individui che praticano il digiuno intermittente, per il secondo tipo di digiuno intermittente, la dieta può scegliere di alternare giorni di digiuno totale, con giorni in cui nessun cibo è vietato. Oppure possono semplicemente alternare giorni di frugale consumo – quando gli individui si limitano a cibi che equivalgono solo a circa 500 calorie in tutto – con giorni di pasti senza restrizioni. La revisione da parte del team di studi esistenti ha rivelato che, in generale, qualsiasi tipo di dieta a digiuno intermittente è associata a una significativa perdita di peso. In tutti e 10 gli studi clinici che hanno valutato gli effetti del digiuno a giorni alterni, i risultati hanno indicato in modo conclusivo l’efficacia di questa strategia quando si è trattato di eliminare i chili di troppo. E 3 dei 4 studi incentrati sul tipo di timing limitato del digiuno intermittente hanno avuto risultati simili. Quindi, non è una questione se funzioni per produrre la perdita di grasso.

Ciò che è più interessante e più importante è quale tipo di tessuto viene perso attraverso il digiuno intermittente. I ricercatori si sono concentrati sui due tipi più comuni di diete a digiuno intermittenti, il primo dei quali si basa sulle restrizioni temporali per mangiare. In esso, l’interessato può digiunare per un numero di ore al giorno – per esempio, 16 ore – mentre si lascia mangiare tutto quello che vorrebbe nelle restanti ore. La maggior parte degli studi esaminati dal team ha rivelato che, mentre i partecipanti hanno perso grasso corporeo, non è stata persa una quantità significativa di tessuto magro – che include quello dagli organi, dai muscoli e dalle ossa. Questo è importante, poiché il tessuto magro (specie degli organi interni) consente al nostro corpo di continuare a funzionare bene. Altri tipi di strategie dietetiche, invece portavano a una significativa perdita di tessuto adiposo e magro, che a lungo andare può influire sulla salute.

Gli studi sull’effetto del passaggio dall’energia derivata dal glucosio all’energia basata sui corpi chetonici nei roditori e in altri animali, suggeriscono che il digiuno intermittente potrebbe anche avere altri benefici per la salute, dicono gli scienziati. Potrebbe aiutare a prolungare la durata della vita, migliorare il funzionamento dei processi metabolici, proteggere le funzioni cognitive, migliorare le prestazioni fisiche, ridurre le infiammazioni dannose e proteggere dalle malattie cardiovascolari. Questo è stato provato nelle cellule di lievito, negli organismi inferiori (lumache, pesce zebra, ratti, topi, cavie, scimmie) e ci sono già decine di pubblicazioni che confermano nell’uomo che la restrizione dietetica ha un indubbio effetto protettivo sulla salute. Un’informazione importante è che tutti noi abbiamo la capacità di cambiare il nostro metabolismo dall’utilizzo del glucosio a quello dei chetoni. E questo “interruttore” ha il potenziale per avere profondi benefici per la salute per noi, oltre ai cambiamenti positivi nella composizione corporea.

Di riflesso, il rimodellamento del peso ha profonde influenze sulla comparsa di condizioni di cui scienziati e medici fanno fatica a fronteggiare: obesità e diabete per primi, dichiarati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità delle vere e proprie “epidemie di emergenza sanitaria pubblica”. Seguono le malattie cardiovascolari e sempre più dati hanno confermato che molte tipologie di tumori, al di fuori dei fattori ambientali, risentono di quello che mangiamo a tavola quotidianamente. Tuttavia, prima di intraprendere un digiuno intermittente, si dovrebbe sentire il parere di un medico, non necessariamente un dietologo, specie se si è affetti da condizioni severe come il diabete. Questo stile di dieta potrebbe non essere ugualmente benefico per tutti, e in alcuni casi potrebbe fare più male che bene, come è il caso di mote diete “fai da te” che vengono prese come moda e non come un serio intervento sulla salute. D’altronde, si sa: non tutte le diete funzionano per tutti allo stesso modo.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Abdeali M et al. Int J Clin Pract. 2019 Nov 26.

Anton SD et al. Obesity 2018; 26(2):254-268.

Stockman MC et al. Curr Obes Rep. 2018 Apr 26.

Santos HO et al. Clin Nutr ESPEN 2018; 24:14-21.

Antoni R et al. Br J Nutr. 2018; 119(5):507-516.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2479 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it