Sedano a tavola: le nascoste proprietà salutari di questo umile, insipido ortaggio

Il sedano fa parte della famiglia delle Apiaceae, che comprende carote, pastinache, prezzemolo e sedano rapa. I suoi gambi croccanti rendono la verdura uno spuntino popolare a basso contenuto calorico e possono fornire una serie di benefici per la salute. Il sedano è composto principalmente da acqua, ma fornisce anche fibre alimentari. Un gambo di sedano da 10 cm, del peso di circa 5 grammi, fornisce circa 0,2 g di fibra. Le fibre di sedano possono favorire i sistemi digestivo e cardiovascolare. Un gambo di sedano fornisce anche piccole quantità di vitamine A e K, acido folico, potassio e vitamina C, dell’ordine di appena un 20% del normale fabbisogno giornaliero. Il sedano contiene anche antiossidanti che possono svolgere un ruolo nella prevenzione delle malattie; la maggior parte di essi sono polifenoli, come l’apigenina e la luteolina. Oltre a questi, il sedano contiene altri composti vegetali con potenti azioni antiossidanti. Questi includono selinene, limonene, kaempferolo e acido p-cumarico. In quantità minori ci sono acidi ferulici e caffeici. Antiossidanti di vario genere aiutano a prevenire i danni cellulari causati da molecole instabili note come radicali liberi. Gli antiossidanti aiutano a neutralizzare i radicali liberi e impediscono loro di causare danni che potrebbero altrimenti portare allo sviluppo della malattia.

Benefici per la salute

I nutrienti della pianta di sedano e dei suoi semi possono fornire una serie di benefici per la salute. Vale la pena ricordare, tuttavia, che questi nutrienti si presentano in quantità relativamente piccole nel sedano. Mangiare sedano da solo non è in grado di prevenire o curare alcuna malattia. Il sedano contiene un flavonoide chiamato apigenina, che svolge un ruolo nella medicina tradizionale cinese come agente antinfiammatorio, antibatterico, antivirale e antiossidante. Può anche avere proprietà che aiutano a combattere il cancro. Secondo gli autori di una revisione del 2016, test di laboratorio hanno dimostrato che l’apigenina può contribuire all’apoptosi, una sorta di morte cellulare che potrebbe renderla utile come trattamento per il cancro. Nel 2015, i ricercatori dietro uno studio sui topi hanno concluso che le diete ricche di apigenina e di apigenina hanno ridotto l’espressione di alcune proteine ​​infiammatorie. In questo modo, queste sostanze possono ridurre l’infiammazione e ripristinare l’equilibrio del sistema immunitario. Il sedano contiene un altro flavonoide chiamato luteolina. Gli autori di un articolo pubblicato nel 2009 hanno suggerito che la luteolina potrebbe avere proprietà antitumorali. Hanno proposto che essa potrebbe rendere le cellule tumorali più suscettibili agli attacchi della chemioterapia.

Effetti sulla pressione sanguigna

Alcuni professionisti della medicina cinese usano estratti di sedano e sedano per ridurre la pressione sanguigna. Uno studio ha esaminato l’effetto degli estratti di semi di sedano sulla pressione sanguigna nei ratti che presentavano una pressione sanguigna normale o ipertensione indotta artificialmente. Gli autori hanno concluso che gli estratti hanno ridotto la pressione sanguigna e aumentato la frequenza cardiaca nei ratti con ipertensione, ma non in quelli con pressione sanguigna normale. Non ci sono prove evidenti, tuttavia, che i semi di sedano aiutino a ridurre la pressione sanguigna nell’uomo. Come già detto, il sedano è anche una buona fonte di fibre e i risultati di una revisione Cochrane del 2016 hanno suggerito che le persone con un elevato apporto di fibre possono avere una pressione sanguigna inferiore rispetto a quelle che seguono una dieta a basso contenuto di fibre. L’apigenina e gli acidi ferulici, associati a piccole quantità di saponine nel sedano, svolgono anche attività diuretiche. Ciò potrebbe aggiungere spiegazioni sull’antagonismo della pressione sanguigna esercitato dal consumo di sedano. Infine, la luteolina e l’acido caffeico stimolano l’endotelio del vaso a produrre ossido nitrico, un secondo messaggero cellulare che media il rilassamento e quindi la vasodilatazione.

Effetti su glicemia e lipidemia

Il sedano sembra avere un effetto sulla glicemia. Uno studio del 2018 ha testato gli effetti dell’estratto su soggetti anziani pre-diabetici. I volontari hanno assunto capsule da 250mg di estratto, una ad ogni pasto principale per due settimane. Si è verificata una riduzione significativa dei livelli di glucosio nel plasma pre-prandiale (p=0,01) e dei livelli di glucosio nel plasma post-prandiale (p=0,001), ma nessun aumento significativo dei livelli di insulina nel plasma (p = 0,15) dopo il trattamento tale estratto di foglie. L’iperlipidemia si riferisce ad un aumento delle molecole grasse nel sangue, come colesterolo e trigliceridi. Spesso non ci sono sintomi, ma aumenta il rischio a lungo termine di malattie cardiache e ictus. Uno studio del 2014 sui roditori ha scoperto che l’estratto di sedano ha ridotto i livelli di lipoproteine ​​a bassa densità (LDL) o colesterolo “cattivo” nei ratti che hanno consumato una dieta ricca di grassi. La componente polifenolica potrebbe concorrere al controllo dei livelli di grassi sanguigni. Una revisione Cochrane del 2016 ha rilevato che le persone che seguono una dieta ricca di fibre sembrano avere un colesterolo totale e LDL inferiore rispetto a coloro che consumano meno fibre.

Neurogenesi

L’apigenina può anche stimolare la neurogenesi, la crescita e lo sviluppo delle cellule nervose. In uno studio del 2009, i ricercatori hanno somministrato apigenina ai ratti e scoperto che stimolava la generazione di cellule nervose e migliorava la capacità di apprendere e ricordare nei ratti. Da allora sono stati indagati altri costituenti del sedano, quali la luteolina e l’acido caffeico. Anch’essi, sono risultati positivi e da allora i flavonoidi sono diventati un “topic” da esplorare per la terapia di malattie in cui la produzione di cellule nervose e fibre nervose è compromessa, come la sclerosi multipla e la demenza tipo Alzheimer. Le cellule staminali sembrano il bersaglio di queste molecole, poiché solo da esse possono essere generati neuroni maturi ed adulti. Assieme all’effetto antinfiammatorio provato di apigenina, luteolina, kaempferolo ed acido caffeico, perciò, l’estratto di sedano potrebbe essere indicato nella terapia delle sclerosi multipla: da un lato eliminerebbe la componente infiammatoria; dall’altro stimolerebbe la rigenerazione delle fibre nervose danneggiate. La conferma di questi effetti nell’uomo, tuttavia, richiederà ulteriori ricerche.

A tavola

Le persone possono mangiare sedano crudo o cotto. Le verdure crude di solito contengono più sostanze nutritive di quelle cotte. La cottura a vapore di sedano per 10 minuti potrebbe non influire in modo significativo sul contenuto di antiossidanti, ma la bollitura può farlo, secondo uno studio. Il sedano si abbina bene con formaggio e carote. Il popolo americano lo abbina a carote, burro di arachidi o alla maionese. La combinazione di sedano con cetriolo, mela, spinaci e limone può produrre un frullato gustoso e salutare.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1864 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it