Immigrazione e declino cognitivo: due drammatiche realtà con bisogno di conciliarsi

Il Rapporto dell’OMS fornisce stime di crescita allarmanti per la demenza: 35,6 milioni di casi nel 2010 che raddoppieranno nel 2030 e triplicheranno nel 2050 con 7,7 milioni di nuovi casi all’anno (uno ogni quattro secondi) e il cui impatto economico sui sistemi sanitari sarà di circa $ 604 miliardi per anno e in progressivo aumento. In Italia, il numero totale di pazienti con demenza è stimato a oltre un milione (di cui circa 600 mila con demenza di Alzheimer) e circa tre milioni di persone sono coinvolte direttamente o indirettamente nella cura dei propri cari. In uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease, i ricercatori della ISS hanno stimato circa 680.000 casi di lieve deficit cognitivo (MCI), per un totale di 12.730.960 migranti, di età compresa tra i 60 e gli 89 anni, che vivono nell’Unione Europea (UE) nel 2018. La percentuale di casi tra i migranti (rispetto al totale nella popolazione residente) variava dall’1,1% in Romania al 54,1% nel Liechtenstein, con un aumento complessivo su quattro anni del 34%, passando da 511.624 casi nel 2014 a 686.000 nel 2018. In Italia, sono stati stimati 34.655 casi tra i migranti (916.865 nella popolazione generale), pari al 3,8% dei residenti di origine straniera nel nostro paese.

Il numero di casi di MCI nei migranti anziani (60 anni) residenti nei 28 paesi dell’UE e in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera a gennaio 2018 è stato calcolato moltiplicando il numero di migranti forniti da Eurostat, aggiornato al 2019, e i tassi di prevalenza MCI specifici per età derivati ​​dai dati armonizzati prodotti dalla collaborazione COSMIC. Marco Canevelli, ricercatore dell’ISS, coordinatore dello studio, ha spiegato e commentato: “L’MCI e la demenza rappresentano, e presumibilmente, costituiranno sempre più una questione rilevante in termini di salute pubblica nei migranti che vivono in Europa. Queste stime, oltre alla loro particolare rilevanza in la luce dei cambiamenti socio-demografici in atto, conferma la necessità di sviluppare e adottare modelli di cura e assistenza sensibili alla diversità e inclusivi nei confronti di una popolazione che, dal punto di vista etnoculturale, è estremamente varia. Per questo motivo, è necessario sviluppare e adottare strumenti che consentano una valutazione cognitiva interculturale. A tale proposito, sarebbe opportuno considerare il possibile coinvolgimento di professionisti come interpreti e mediatori culturali.

Nicola Vanacore, direttore scientifico dell’Osservatorio sulla demenza dell’ISS, ha commentato ulteriormente: “Bisogna considerare, infatti, che l’identificazione di MCI può essere influenzata e complicata da vari determinanti etnoculturali che possono influenzare anche la percezione personale e sociale del funzionamento cognitivo individuale come affidabilità della valutazione cognitiva. In un contesto di un chiaro aumento dei flussi migratori dai paesi in via di sviluppo ai paesi occidentali, il che implica anche un cambiamento delle disposizioni in materia di sanità pubblica, il “conteggio” diventa importante. In questo senso, le stime prodotte in questo studio rappresentano la base su cui basarsi nel progetto “ImmiDem – Demenza in immigranti e minoranze etniche: aspetti clinico-epidemiologici e prospettive di salute pubblica – le prime dedicate alla prevalenza della demenza nell’immigrato popolazione e minoranze etniche, coordinate dall’ISS, con l’obiettivo di valutare l’uso di risorse e servizi sanitari dedicati e promuovere percorsi terapeutici adeguati”. Le parole dei due esperti hanno implicazioni che possono passare inosservate ai più, ma non è così.

Come si sa, la provenienza da ogni paese o nazione ha una radice culturale che la stragrande maggioranza dei migranti porta con sé per buona parte, se non per il resto delle loro vite. L’adattarsi al nuovo ambiente di vita, con le sue abitudini lavorative, quotidiane ed alimentari modifica sicuramente il terreno biologico e genetico di chi si trasferisce in un’altra parte del mondo. Sebbene lentamente, questi cambiamenti avvengono e non sono visibili se non quando si ha la comparsa di problemi di salute che l’individuo non si aspettava, o per cui non era in verità predisposto. Non considerando il fumo di sigaretta o l’assunzione di alcolici, che è potenzialmente equiparabile ovunque, lo stile alimentare diverso, lo stress psicologico dovuto allo spostamento stesso (specie se drammatico per coloro che fuggono da nazioni in guerra) ed altri fattori di rischio sono sicuramente influenti su chi immigra in un’altra nazione. Per di più, non si hanno dato di come i diversi fattori di rischio fra nazione e nazione si possono integrare o equiparare, per permettere una visione d’insieme ed elaborare una strategia unitaria che comprenda la pozione di immigrati per ogni paese.

Sarà necessario uno sforzo collaborativo multidisciplinare da parte di ricercatori di tutto il globo, per due motivi principali: primo, l’immigrazione è un fenomeno che non potrà mai essere arrestato; secondo, il declino cognitivo lieve è una realtà medica accertata che conduce al declino cognitivo senile comunque. Il fattore culturale è il ponte da costruire fra queste due drammatiche realtà.

A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1957 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it