Artrite reumatoide: uno studio cinese vede risultati sperimentali con la cannella

L’infiammazione rappresenta il centro di una vasta gamma di malattie muscoloscheletriche progressive, tra cui l’artrosi (OA), l’artrite reumatoide (RA) e la spondilopatia cervicale. È un processo complesso regolato da una serie di mediatori e citochine infiammatorie. I sinoviociti simil-fibroblasti (FLS) si trovano sulla superficie delle articolazioni e sono responsabili della maggior parte delle malattie muscoloscheletriche. Possono rilasciare grandi quantità di citochine infiammatorie come IL-6, IL-8 e TNF-α. L’interleuchina-1beta (IL-1β) è una delle citochine chiave che stimolano le FLS per produrre IL-6 e IL-8; così molti ricercatori usano sinoviociti simil-fibroblasti indotti da IL-1beta per esperimenti di infiammazione. La cannella (Cinnamomum cassia) è spesso usata nella medicina tradizionale cinese (MTC) per curare gastrite, disturbi della circolazione sanguigna e malattie infiammatorie, come lo Jing Shu Ke Li per il trattamento della spondilopatia cervicale. La cinnamaldeide (CYN), come principale componente attivo della cannella, è ampiamente usata come agente aromatizzante nei prodotti alimentari, con molte attività farmacologiche, tra cui antinfiammatorie, soppressione della maturazione degli adipociti e dell’erosione ossea.

È noto che la CYN ha attività antinfiammatoria in una varietà di cellule, come cellule renali umane, macrofagi e cellule gastrointestinali. Inoltre, la CYN mostra effetti inibitori sulle citochine pro-infiammatorie nei macrofagi stimolati da LPS in vitro, sopprimendo certi segnali intracellulari. Sopprime fortemente le produzioni di ossido nitrico (NO), TNF-α e prostaglandine E2 (PGE2) nei macrofagi stimolati da LPS. Ulteriori studi in vivo hanno dimostrato che la CYN inibisce l’attivazione di NF-inB nei tessuti renali di ratto invecchiato e attenua l’infiammazione indotta da prodotti finali di glicazione avanzata (AGEs) mediante segnalazione JAK / STAT nelle cellule tubulari renali umane. Ora un team di scienziati della University of Chinese Academy of Sciences di Pechino, divisione di Ortopedia e Reumatologia ha analizzato gli effetti della CYN nel modello sperimentale di laboratorio di artrite reumatoide. Nel presente studio, l’effetto anti-infiammatorio della CYN è stato esplorato in un modello di ratto di artrite indotta da collagene (CIA) e nella linea di sinoviociti simil-fibroblasti umani trattati con IL-1β. La CYN ha mostrato il potenziale inibitorio contro le citochine pro-infiammatorie attraverso la soppressione della via di segnalazione JAK/STAT nei test in vitro.

La cascata JAK/STAT si sa essere coinvolta nella regolazione di numerosi processi di sviluppo e omeostatici, comprese le risposte infiammatorie. Il legame di IL-1β ai loro recettori può indurre la fosforilazione della JAK2 e poi di STAT1. Le STAT sono attivate dalla fosforilazione del residuo di tirosina, e quindi dimerizzate, traslocate nel nucleo e legano il DNA, iniziando la trascrizione dei geni bersaglio, una parte dei quali sono citochine e altre proteine ​​infiammatorie. Inoltre, la somministrazione sistemica di CYN ha esercitato un effetto anti-artritico come evidenziato da una diminuzione del gonfiore delle zampe e da una significativa riduzione delle alterazioni istologiche delle articolazioni articolari dei ratti. Ulteriori prove hanno anche dimostrato che l’induzione sistemica della terapia con CYN ha ridotto significativamente i livelli sierici di IL-1β. Le concentrazioni di citochine erano correlate a sintomi clinici, indicatori infiammatori, attività della malattia e biomarkers sierici. Pertanto, le produzioni di TNF-α, IL-6 e IL-8 sono state misurate dopo il trattamento con CYN per valutare l’esito antinfiammatorio. L’IL-1β, infatti, è una delle più importanti citochine infiammatorie dell’artrite reumatoide.

Infatti, il blocco dell’IL-1 (con anticorpi monoclonali o terapia biologica) è una terapia protettiva cartilaginea e ossea nell’artrite distruttiva.  I dati del presente studio, indicano che la CYN potrebbe attenuare la gravità della CIA, oltre a sopprimere l’attività delle malattie infiammatorie e prevenire la distruzione ossea. L’obiettivo più importante nella terapia dell’AR è di mantenere la normale funzione articolare attraverso la prevenzione della distruzione cartilaginea e ossea. Gli RA-FLS attivati ​​sono la principale fonte di citochine pro-infiammatorie e mediatori infiammatori nel tessuto sinoviale nell’artrite reumatoide. Pertanto, l’inibizione delle citochine infiammatorie può significativamente ridurre l’invasività della cartilagine da parte delle cellule RA-FLS. A fronte dell’arsenale di farmaci per la gestione dell’AR, quindi, la CYN o la cannella potrebbero diventare terapie complementari per contrastare la progressione della malattia.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 1971 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it