Antocianine vegetali: i polifenoli ideali per gestire il diabete a tavola?

Il diabete è una malattia metabolica complessa che colpisce oltre 30 milioni di persone negli Stati Uniti ed è stato stimato che questo numero diventerà circa 48,3 milioni nel 2050. L’incapacità di controllare il glucosio nel sangue aumenta il rischio di gravi complicazioni di salute e quindi il diabete rimane come principale causa di morte negli Stati Uniti. Le strategie di intervento dietetico si sono rivelate utili per controllare l’iperglicemia, in particolare l’assunzione di cereali integrali, frutta, verdura, noci e legumi. I benefici associati a una dieta sana potrebbero essere correlati alla presenza di componenti alimentari, come acidi grassi insaturi, fibre alimentari e alcuni fitochimici. Pertanto, è stata data una notevole attenzione allo sviluppo di ingredienti alimentari che promettono di prevenire e gestire il diabete. Ad esempio, l’aumento del consumo di polifenoli, come le antocianine (ANC), è stato correlato con una minore incidenza del diabete di tipo 2 negli esseri umani.

Gli ANC sono pigmenti presenti in natura ampiamente diffusi in frutta, verdura e cereali dai colori vivaci. Le principali antocianidine sono: pelargonidina, cianidina, peonidina, delfinidina, petunidina e malvidina. È stato dimostrato che un estratto di gel di ANC può aumentare il consumo di glucosio, sopprimere la gluconeogenesi epatica e modulare il metabolismo del glucosio nelle cellule umane HepG2. Un altro studio ha riportato che un estratto arricchito con C3G di succo di arancia e il suo metabolita secondario può migliorare la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina nei topi obesi indotti dalla dieta. Altri estratti ricchi di ANC provenienti da fonti diverse come ribes nero, lampone rosso, riso viola e soia nera hanno anche dimostrato di possedere capacità ipoglicemizzanti. Una nuova fonte ingegnerizzata di antocianine è il mais viola, che è stato oggetto di studi di un team di ricercatori del Food Science and Human Nutrition Department della University of Illinois.

Il team ha provato che l’estratto concentrato di antocianine di mais viola riduce il trasporto di glucosio attraverso una barriera cellulare (epiteli) che simula la mucosa intestinale. Le antocianine, con grande sorpresa, attivano un recettore chiamato FFA1 o GPR40 che riconosce gli acidi grassi come suoi leganti naturali. Di conseguenza a ciò, le cellule attivano l’enzima gluco-chinasi che converte il glucosio in glucosio-6-fosfato; il glucosio così è praticamente intrappolato dentro le cellule ed è costretto ad essere metabolizzato. L’effetto fisiologico ultimo è impedire che il soggetto vada incontro ad iperglicemia.  Le implicazioni di questa scoperta forniscono la comprensione di base per proporre studi futuri, come la ricerca in vivo per confermare questa bioattività e la convalida di una possibile cooperazione allosterica nell’attivazione del GPR40 tra ANC e farmaci. Inoltre, le ANC del mais viola ha aumentato l’assorbimento in vitro del glucosio epatico, che può contribuire a mantenere l’omeostasi del glucosio.

In generale, gli estratti ricchi di antocianine erano più efficaci delle antocianine purificate. I risultati di questo studio suggeriscono che le antocianine del mais viola sono buoni candidati da incorporare nella dieta, durante il trattamento del diabete di tipo 2. Questo vuol dire anche consumare ortaggi scuri (melenzane, cipolle rosse, radicchio, patate viola) e frutta di colore scuro (more, mirtilli, ribes, nespole, susine, ecc.) nella dieta di un soggetto diabetico può avere un effetto complementare alla terapia farmacologica. Ed un altra chicca al riguardo è che sarebbe meglio consumarli crudi: la cottura spinta, infatti, non solo ne degrada parte delle proprietà nutritive, ma potrebbe far perdere parte delle antocianine nel brodo di cottura. La breve cottura al vapore non fa perdere le ANC; inoltre, c’è differenza fra consumare questi alimenti crudi o cotti anche per ristabilire l’equilibrio nelle flora batterica intestinale (microbiota), che i medici sanno essere scompensata in caso di diabete.

Infine, il consumo di frutti di bosco, sebbene spesso non facilmente reperibili o economicamente non accessibili, rappresenta un complemento con la sua gradevole componente di gusto. Proprio lo scorso Dicembre, uno studio ha svelato che le ANC del ribers nero e dei mirtilli, abbassano la glicemia in più di un modo fra cui bloccare alcuni enzimi intestinali che degradano gli zuccheri complessi. Gestire il diabete sicuramente richiede molta disciplina, ma questo non pregiudica il piacere del palato, una componente che non è facilmente correggibile in chi è affetto dalla condizione.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it