Diabete e disturbi tiroidei: è vero che prima o poi uno conduce all’altro?

Il diabete mellito è un disordine metabolico con una prevalenza progressivamente crescente, che nel 2017 conta almeno 450 milioni di persone in tutto il mondo e si prevede che questa prevalenza aumenterà a 650 milioni entro 20 anni. Quasi la metà degli individui (49,7%) con diabete potrebbe non essere diagnosticata. I pazienti diabetici sono ad aumentato rischio di diverse gravi condizioni potenzialmente letali, con conseguenti costi di cure mediche elevate, scarsa qualità della vita e alto rischio di mortalità. I pazienti con ipotiroidismo (bassa attività tiroidea) hanno alti livelli di ormone stimolante la tiroide (TSH) e livelli T4 liberi normali, che rappresentano quasi il 9% degli adulti e il 17% dei pazienti diabetici. Le differenze nella prevalenza tra pazienti diabetici e la popolazione generale potrebbero essere dovute a razza, età, sesso, indice di massa corporea (BMI), assunzione di iodio nella dieta e valori di cut-off diagnostici del TSH. Sebbene possano esserci pochi segni e sintomi di disfunzione tiroidea nei pazienti con ipotiroidismo, i cambiamenti clinici, endocrini e metabolici potrebbero influenzare la prognosi dei pazienti.

Data l’elevata prevalenza di ipotiroidismo tra i pazienti diabetici, la gestione dell’ipotiroidismo è importante per migliorare la prognosi del diabete. Siccome non sono disponibili delle recensioni descrittive o un cumulo di dati organizzati al riguardo, un team congiunto dei Dipartimenti di Endocrinologia dell’Ospedale provinciale di Taiyuan e quello di Linfen hanno steso una recensione di tutti gli studi disponibili per diabete e ipotiroidismo. Di oltre 900 studi trovati riguardanti la connessione, solamente 52 hanno soddisfatto i criteri di significatività, serietà clinica e corposità dei dati. Tuttavia, 44 di questi non erano elegibili per i seguenti motivi: 36 per i pazienti a cui non è stato diagnosticato il diabete, 5 sono stati sottoposti a revisione o meta-analisi e altri 3 non hanno ottenuto i risultati desiderati. Infine, sono stati selezionati otto studi per la meta-analisi. Quattro studi hanno riportato un’associazione tra ipotiroidismo e rischio di eventi cardiovascolari maggiori (MACE) nei pazienti diabetici. I dati finali riepilogativi non indicavano alcuna associazione significativa di ipotiroidismo con il rischio di cardiopatie.

Cinque studi hanno riportato un’associazione tra ipotiroidismo e rischio di mortalità per tutte le cause in pazienti diabetici. i risultati non hanno indicato alcuna associazione tra ipotiroidismo e mortalità per qualsiasi causa. Sebbene i risultati dell’analisi di sensibilità indicassero un aumento significativo del rischio di mortalità per tutti i pazienti diabetici con funzionalità tiroidea inferiore, questo aumento significativo potrebbe essere sopravvalutato a causa di due studi che includevano pazienti con diagnosi di ipotiroidismo, ma non ipotiroidismo subclinico. I risultati di sintesi hanno mostrato che i pazienti diabetici con ipotiroidismo erano significativamente a maggior rischio di retinopatia e malattia renale, mentre le associazioni di ipotiroidismo con i rischi di morte cardiaca, ictus e neuropatia non hanno mostrato alcuna associazione significativa. Quindi il rischio cardio vascolare di questi pazienti diabetici potrebbe non dipendere necessariamente dallo stato tiroideo per sé, ma da alterazioni dei trigliceridi, colesterolo ed altri problemi del metabolismo anche indipendenti dalla salute tiroidea.

Nel complesso, i ricercatori non ritengono, alla base della corposità dei dati, che la ridotta funzionalità tiroidea nei pazienti diabetici possa essere direttamente responsabile della comparsa di cardiovasculopatie. È più verosimile, invece, che concorra alla mortalità per diverse cause, fra cui l’incidenza di retinopatia diabetica e insufficienza renale cronica.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Zhang S et al. Front Endocrinol 2020; 10(889):1-8.

Lin HJ, Lin CC et al. Nephrology 2018; 23:559–64.

Zhou JB, Li HB et al. Medicine 2017; 96:e6519-25.

Pearce EN. J Clin Endocr Metab 2012; 97:326–33.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2450 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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