Terapie per il coronavirus: ci sono farmaci, protocolli ed altre cure efficaci?

Nessuna terapia specifica esiste contro il coronavirus COVID-19, ma solo cure sperimentali. A giudizio attuale degli esperti, la malattia va trattata come se fosse una forte influenza. Quindi l’uso massiccio di antibiotici non ha alcun effetto. La profilassi antibiotica costante e controllata dal medico può essere utile per evitare che ci siano complicanze date da sovrapposizioni batteriche, ma non è la prima linea di attacco né difesa, vale a dire che non serve assolutamente imbottirsi di antibiotici in modo indiscriminato. Nei casi più gravi, che si sono verificati nella stragrande maggioranza dei casi in persone anziane e (possibilmente) con patologie debilitanti al seguito, ai pazienti viene praticato il supporto respiratorio. Questo si può fare con la ventilazione meccanica assistita o con ossigenoterapia tramite maschera. I reparti di terapia intensiva utilizzano in questi casi i cosiddetti alti flussi, ovvero un flusso di ossigeno che va dai 6 agli 8 litri/minuto. Sulla base dei dati disponibili, l’OMS ha suggerito una terapia antivirale sperimentale utilizzata anche all’Istituto Nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma.

L’ISS ha dichiarato che questi farmaci sono indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili. A quanto pare il protocollo prevede la somministrazione di una combinazione farmacologica: uno dei farmaci è il ritonavir, un antivirale utilizzato per l’infezione da HIV e che mostra un’attività antivirale anche sui coronavirus; l’altro è il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la malattia da virus Ebola e potenzialmente attivo contro l’infezione da COVID-19. Questi farmaci sono stati utilizzati per trattare il ricercatore italiano e i due coniugi cinesi ricoverati allo Spallanzani. Come riportato dai media, tutti e tre i pazienti sono stati giudicati clinicamente guariti. Non ci sono state indicazioni di utilizzo per l’oseltamivir, l’antivirale più recente utilizzato per il trattamento delle sindromi influenzali pandemiche. E questo ha un razionale, poiché il farmaco inibisce gli enzimi chiamati neuraminidasi, che i coronavirus non possiedono. Quando le neuraminidasi della superficie dei virus influenzali A e B vengono bloccate, il virus non può diffondersi.

Ma questo appunto non è il caso dei coronavirus, anche se la sintomatologia è quasi del tutto sovrapponibile, soprattutto quella respiratoria. In Cina, buoni risultati ha dimostrato pure una terapia che utilizza il plasma dei pazienti guariti ed uno dei malati di COVID-19, curato appunto con il plasma sanguigno raccolto da persone guarite, è stato dimesso nei giorni scorsi dall’ospedale della città-focolaio di Wuhan. In Cina, altri 10 pazienti saranno sottoposti a questa cura, mentre le autorità chiedono a un maggior numero di soggetti guariti di donare il proprio plasma. Il razionale, in assenza di disponibilità di anticorpi neutralizzanti, è di infondere la memoria immunologica data dagli anticorpi elaborati durante l’infezione. Intanto, c’è un’inverosimile corsa contro il tempo per la messa a punto di un vaccino. Questo sarà possibile in tempi relativamente rapidi poiché è notizia di alcuni giorni fa che un team di ricercatori è riuscito a cristallizzare la proteina “spike” della superficie del COVID-19. Gli scienziati hanno ottenuto un modello 3D molto dettagliato al computer, che permetterà anche di identificare “tasche” molecolari” dove imbeccare una molecola interferente, ovvero un potenziale inibitore.

Ma tempi relativamente rapidi non vuol dire questione di qualche settimana: la messa a punto del vaccino richiederà prove di laboratorio consolidate, la prova convincente che la proteina (o un suo frammento molto antigenico) inducano una risposta immunitaria energica. Dall’altra parte, nonostante la QSAR farmacologica (analisi comparative di struttura-attività) e l’HTS (screening molecolare ad elevata resa) hanno raggiunto parametri di affinamento elevatissimi, devono fare i conti con i tempi logistici ed umani che sono pur sempre limitati. Anche se la corsa contro i virus non è al suo picco, tutta la comunità scientifica competente lavora alacremente. Nel frattempo si raccomanda di rispettare quella che dovrebbe essere, senza consultare nessun testo medico, una norma di buon senso universale: lavarsi le mani con sapone, specialmente nei luoghi pubblici. Poi si può ricorrere al disinfettare le superfici casalinghe e con cui si viene più frequentemente a contatto in giornata. Ovvero, dalla maniglia della porta di casa al volante dell’auto, dopo aver fatto rifornimento di carburante e così via. Se si temono colpi di freddo, meglio far cautela a casa ed evitare sbalzi di temperatura. È con questo principio, infatti, con cui si abbassano le difese immunitarie e si spiana la strada ad ogni tipo di virus.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.
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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2450 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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