Bambini senza voglia di frutta e verdura? Con l’esempio dei genitori cambia tutto

Un esempio positivo dato sia dalla madre che dal padre promuove il consumo di verdure, frutta e bacche tra i bambini di 3-5 anni, secondo un nuovo studio dell’Università della Finlandia orientale. Lo studio ha esplorato l’associazione dell’ambiente alimentare domestico e l’influenza dei genitori con il consumo di verdure tra i bambini dell’asilo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Food Quality and Preference. I bambini mangiano quantità inadeguate di verdure, frutta e bacche in Europa e altrove. Poiché i benefici per la salute e la nutrizione di questi alimenti sono noti, aumentare il loro consumo tra i bambini è una sfida con cui molti paesi stanno lottando. Le abitudini alimentari seguono anche dall’infanzia all’età adulta e il periodo della prima infanzia è fondamentale per adattarsi a una dieta ricca di verdure. L’Istituto di Salute Pubblica e Nutrizione Clinica dell’Università della Finlandia orientale studia come l’educazione alimentare nella prima infanzia possa supportare una buona alimentazione tra i bambini, promuovendo l’instaurazione di sane abitudini alimentari.

I ricercatori hanno studiato il consumo di verdure, frutta e bacche e l’ambiente alimentare della famiglia, attraverso un sondaggio condotto dai genitori. Lo studio ha esaminato 114 bambini in età prescolare e i loro genitori in Finlandia. Verdure crude e cotte e frutta e bacche sono state analizzate separatamente. I ricercatori hanno scoperto che, in una certa misura, il consumo di verdure è influenzato da fattori diversi rispetto al consumo di frutta e bacche. L’esempio materno era associato al consumo di verdure crude e cotte, nonché al consumo di frutta e bacche. L’esempio paterno, d’altra parte, era il più forte per le verdure cotte. Secondo la dott.ssa Kaisa Kähkönen, ricercatrice e nutrizionista dell’Università della Finlandia orientale, ciò dimostra che insegnare ai bambini a mangiare le loro verdure non è qualcosa che le madri dovrebbero fare da sole. Un esempio positivo dato da entrambi i genitori è importante, così come il loro incoraggiamento per il bambino. Lo studio ha anche dimostrato che la cena è il pasto più importante a casa quando si tratta di insegnare ai bambini a mangiare verdure.

Le famiglie che partecipano allo studio hanno spesso cenato insieme, evidenziando il ruolo dell’influenza dei genitori sullo sviluppo delle scelte e delle preferenze alimentari dei bambini. La cena costituisce un’opportunità quotidiana per servire le verdure in una varietà di forme diverse: come piatto principale, come contorno e come insalata. Quando si tratta di mangiare frutta, gli spuntini serali sono stati il pasto più importante. Lo studio mostra che molte famiglie mangiano ancora meno verdura, frutta e bacche in media di quanto sarebbe utile in vista della promozione della salute. Le verdure e le bacche cotte erano gli alimenti meno consumati tra la popolazione dello studio. Due anni fa, il team della Dr.ssa Kahkonen ha studiato l’associazione tra l’educazione alimentare basata sui sensi implementata nei centri di educazione e cura della prima infanzia, e la disponibilità dei bambini a scegliere e mangiare verdura, bacche e frutta, e se il livello di istruzione della madre e la neofobia alimentare dei bambini c’entrassero col legame.

L’educazione alimentare basata sui sensi era associata alla volontà dei bambini di scegliere e mangiare verdura, bacche e frutta. Questa associazione era più forte tra i figli di madri con un basso livello di istruzione. Un alto livello medio di neofobia nel gruppo di bambini ha ridotto la volontà dei bambini di scegliere verdure, bacche e frutta. Nessuna tendenza simile è stata osservata nel gruppo che aveva ricevuto un’educazione alimentare basata sui sensi. Nel nuovo studio, a differenza dell’indirizzo materno, è stato provato che entrambi i genitori possono contribuire col buon esempio. È questo dovrebbe essre il punto di partenza di ogni coppia di genitori per far evitare l’obesità ai loro figli. La Dr.ssa Kahkonen ha concluso: “Non è necessario però essere monotoni per ottenere risultati. Padre e madre possono intercambiarsi. La variazione può essere creata servendo verdure crude, come il sempre popolare cetriolo e pomodoro, accompagnate da quelle cotte. In effetti, molte verdure a radice, cavoli e zucche sono servite meglio se cotte”.

Insomma il “vecchio buon esempio dei genitori a tavola” viene confermato anche a livello scientifico.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Pearson N et al. BMC Public Health. 2020 Jan 29; 20(1):122.

Blomkvist EAM et al. BMC Pediatr. 2018 Jul 14; 18(1):232.

Kahkonen K et al. Public Health Nutr. 2018; 21(13):2443-53.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2450 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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