HomeMALATTIEMALATTIE INFETTIVELotta alla malaria resistente: verso la sintesi di farmaci diversi dai convenzionali

Lotta alla malaria resistente: verso la sintesi di farmaci diversi dai convenzionali

Proprio come la resistenza agli antibiotici, la resistenza alla malaria è una crisi emergente. I farmaci antimalarici efficaci non sono solo fondamentali per l’individuo infetto, ma sono anche fondamentali per interrompere il ciclo di infezione e un modo importante per gli scienziati di raggiungere il loro obiettivo di eliminare la malaria da regioni altamente endemiche. Una volta che emerge la resistenza dei parassiti, può diffondersi rapidamente in una regione o persino a livello globale. In alcune aree, i parassiti sono resistenti a tutti e tre i trattamenti della malaria in prima linea. Quindi sono urgentemente necessari nuovi farmaci. Negli ultimi anni, il focus degli sforzi internazionali per sviluppare nuovi farmaci per la malaria si è concentrato su due criteri; devono mirare a un nuovo processo o percorso per evitare la resistenza preesistente ai farmaci attuali; e devono essere attivi in ​​più fasi del ciclo di vita del parassita. Ora una nuova classe di composti antimalarici in grado di uccidere efficacemente i parassiti della malaria è stata sviluppata da ricercatori australiani e statunitensi.

Un grave problema con gli attuali farmaci antimalarici è che i parassiti della malaria si evolvono e sviluppano nel tempo resistenza ai farmaci. Il professor Cowman ha affermato che il WM382 ha soddisfatto entrambi questi criteri. Il farmaco prende di mira due enzimi cruciali nel parassita della malaria, bloccandone la funzione e uccidendo il parassita. Nei test preclinici, i composti erano efficaci contro diverse specie di parassiti della malaria, incluso il micidiale Plasmodium falciparum, e in più fasi del ciclo di vita del parassita. I composti hanno come bersaglio un percorso cellulare inesplorato e potrebbero superare i problemi esistenti di resistenza, un problema sempre più urgente. La ricerca, una collaborazione tra Walter ed Eliza Hall Institute e la società farmaceutica globale MSD, è stata pubblicata su Cell Host & Microbe. Il professor Alan Cowman, esperto internazionale di malaria e vicedirettore del Walter and Eliza Hall Institute, ha guidato il team di ricerca australiano, insieme allo scienziato MSD e al capo del team statunitense Dr David Olsen.

Il professor Cowman ha spiegato: “Questa è una nuova eccitante classe di composti antimalarici che potrebbe colmare un vuoto critico e allargante nei nostri sforzi per controllare ed eliminare la malaria. Nei test pre-clinici, il composto leader WM382 ha inibito la crescita del parassita della malaria nell’ospite e ha impedito la trasmissione alla zanzara. Questi risultati indicano che questa classe di composti è molto promettente contro la malaria. Questa nuova classe di composti ha il potenziale non solo di curare le persone con malaria, ma anche di impedire il trasferimento del parassita nella zanzara e, di conseguenza, di interrompere la diffusione della malattia. Questa è una prospettiva entusiasmante, poiché gli attuali farmaci antimalarici uccidono il parassita della malaria nel sangue ma non impediscono completamente la trasmissione. Il WM382 non solo ha ucciso i parassiti della malaria nel sangue, ma ha anche ucciso i parassiti nel fegato e ha impedito ai parassiti nel sangue di essere trasmessi alle zanzare”.

Questo composto ha un duplice approccio per disabilitare il parassita, che aiuta a spiegarne la potenza e l’efficacia. Esso va ad inibire la plasmepsina 9 (PMIX) e la plasmepsina 10 (PMX), due enzimi che sono fondamentali per la sopravvivenza dei parassiti. Delle dieci diverse PM codificate dal genoma di P. falciparum, le quattro PM vacuolari PMI, II, IV e la proteasi isto-aspartica (HAP) strettamente correlata partecipano attivamente al catabolismo dell’emoglobina. L’uso delle plasmepsine come bersagli terapeutici presenta diverse sfide al processo di sviluppo dei farmaci. I rapporti basati sugli studi knockout indicano che l’inibizione simultanea di tutte queste proteasi altamente omologhe (identità di sequenza 50-79%) è essenziale per uccidere il parassita a causa della loro ridondanza funzionale. Prima della comparsa di questi primi inibitori duplici delle plasmepsine 9 e 10, gli sforzi della ricerca si sono focalizzati su queste PM vacuolari, soprattutto le isoforme 2 e 5, per le quali ci sono una decina di studi che sequenzialmente hanno indagato la loro inibizione, da parte di inibitori singoli.

Invece, a differenza delle altre plasmepsine, PMIX e PMX sono coinvolte in più fasi del ciclo di vita dei parassiti e, poiché il composto raggiunge entrambi questi obiettivi, è più difficile per i parassiti sviluppare resistenza. Una caratteristica interessante di WM382 è che uccide il parassita della malaria in un modo molto diverso dagli attuali farmaci antimalarici. Nei test preclinici, i parassiti della malaria che erano resistenti agli effetti letali degli attuali farmaci antimalarici erano completamente suscettibili al WM382. È stato anche molto difficile indurre resistenza a questo composto nei parassiti della malaria in laboratorio. Questo non è comune nella scoperta di farmaci ed è un segno positivo, poiché suggerisce che sarà più difficile per i parassiti della malaria acquisire resistenza sul campo. Secondo l’OMS, mediamente cinquanta milioni di persone ogni anno si ammalano di malaria. Più di 600.000 persone, prevalentemente donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai cinque anni, muoiono ogni anno di malaria. Praticamente un’altra sorta di pandemia delle cui cifre, però, non se ne parli quasi mai nei media.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Favuzza P et al. Cell Host Microbe 2020; 27(4):642-658.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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