Cercando di comprendere il coronavirus: adesso si scopre che entra nelle cellule immunitarie come l’HIV

Il sistema immunitario ha molti componenti che lavorano insieme per proteggere il corpo dagli invasori stranieri. Uno dei tipi più importanti di cellule immunitarie sono i linfociti T o le cellule T, un tipo di globuli bianchi che agisce come nucleo dell’immunità adattativa, il sistema che modifica la risposta immunitaria a specifici agenti patogeni. Ora, un team di Stati Uniti e Cina ha rivelato che la coronavirus, causata dalla grave sindrome respiratoria acuta coronavirus (SARS-CoV-2), attacca i linfociti T del sistema immunitario. I risultati preoccupanti evidenziano il potere distruttivo del nuovo coronavirus, che può distruggere il sistema immunitario, lasciando il paziente incapace di combattere l’infezione. I coronavirus causano problemi nell’uomo da molto tempo. Sebbene sia noto che molte versioni del virus scatenano solo sintomi lievi come raffreddori comuni. Tuttavia, tre recenti tipi di coronavirus hanno causato malattie mortali: la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) in Cina nel 2002, la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) in Arabia Saudita nel 2012 e l’attuale pandemia globale, la malattia coronavirus (COVID -19), che è emerso per la prima volta nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, in Cina nel dicembre 2019.

L’impatto dei precedenti focolai di coronavirus nel 2002 e 2012 è stato lieve rispetto al caos scatenato dalla SARS-CoV-2. Nel giro di pochi mesi, il nuovo coronavirus ha spinto la maggior parte dei paesi a entrare in una fase di blocco, riduzione delle economie e travolgente sistema sanitario con oltre 2 milioni di persone infette. Nel frattempo, gli scienziati di tutto il mondo stanno correndo per capire il SARS-CoV-2 nella speranza di trovare un trattamento o una cura. Ora, la scoperta a sorpresa dei ricercatori ha fatto luce sulla potenza del nuovo coronavirus che sta uccidendo potenti cellule immunitarie, che invece dovrebbero uccidere il virus. I ricercatori dell’Università Fudan di Shanghai, in Cina e del New York Blood Center, hanno studiato l’azione del virus sulle linee cellulari dei linfociti T. I linfociti T o cellule T agiscono identificando ed eliminando gli invasori estranei nel corpo. Per arrivare ai loro risultati, pubblicati sulla rivista Cellular and Molecular Immunology, il team ha catturato una cellula infettata dal virus, penetrato nella membrana e iniettato sostanze chimiche tossiche nella cellula. Dopo questo, i prodotti chimici hanno ucciso sia il virus che le cellule infette facendole a pezzi.

Sorprendentemente, il team ha scoperto che quando il coronavirus e la cellula T sono entrati in contatto l’uno con l’altro, la cellula T è diventata preda del coronavirus, in cui una struttura nel picco del coronavirus ha innescato l’attacco di un involucro virale e la membrana cellulare. Successivamente, i geni del virus sono entrati nella cellula T e l’hanno sopraffatto, preso in ostaggio e disattivato la sua capacità di proteggere il corpo. Il team ha quindi cercato di fare lo stesso con il virus SARS e un altro coronavirus, ma questi agenti patogeni non erano in grado di infettare i linfociti T. I ricercatori sospettano che il virus SARS, del 2002-2003, sia privo di una funzione di fusione della membrana. Il virus può infettare solo le cellule che hanno un recettore chiamato ACE2, di cui i linfociti T ne sono molto poveri. È una scoperta importante, conoscendo l’effetto della SARS-CoV-2 sulle cellule T. Questo potrebbe mostrare perché la malattia si sta diffondendo così rapidamente e infettando così tanti in tutto il mondo e perché alcune popolazioni vulnerabili sono ad alto rischio di morire, come ad esempio gli immunocompromessi e quelli con patologie come malattie polmonari, malattie cardiache, diabete e ipertensione.

Ulteriori indagini dimostrano che i pazienti deceduti per COVID-19 avevano danni agli organi simili sia alla SARS che all’HIV. Inoltre, il team ha scoperto che a differenza dell’HIV che replica le cellule T difettose, il coronavirus non si replica, dimostrando che le cellule T e il virus potrebbero finire per morire insieme. In una pubblicazione parallela sulla rivista Cell Research, hanno impiegato un composto che inibisce la fusione di tutti i coronavirus con la membrana della cellula bersaglio. Il composto, chiamato peptide EK1, si lega al cosiddetto dominio HR1 della proteina S principale del virus (NCoV-S), presente dal virus della SARS, attraverso quello della MERS a quest’ultimo causa del COVID-19. I ricercatori lo hanno modificato attaccandogli una molecola di colesterolo e denominandolo EK1C4. Attraverso test sui topi di laboratorio, il team ha provato che questo lipo-derivato è da 150 250 volte più potente e selettivo del composto EK1 originale. Somministrato per via nasale negli animali, ha impedito completamente l’entrata dei coronavirus SARS e MERS nel loro tratto respiratorio. I ricercatori perciò sospettano che questa molecola possa essere altamente efficace nel contrastare l’attecchimento del SARS-CoV2 nell’uomo.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Xia S, Liu M, Wang C et al. Cell Molecular Immunol 2020 Apr.

Xia S, Liu M, Wang C et al. Cell Res. 2020 Apr; 30(4):343-355. 

Xia S, Yan L, Xu W et al. Sci Advance 2019 Apr; 5(4):eaav4580. 

Wang C, Zhao L et al. J Med Chem. 2018; 61(19):8734-8745. 

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2531 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it