Acidi biliari: l’ultima trovata naturale contro l’obesità

L’obesità nasce da uno squilibrio tra consumo di energia e dispendio energetico. Di conseguenza, i trattamenti attuali cercano di ridurre l’apporto calorico e/o aumentare il dispendio energetico. Il problema è mantenere gli effetti a lungo termine. Trattamenti non invasivi, come diete e farmaci che riducono l’ingestione intestinale sono ampiamente impopolari tra i pazienti, mentre la chirurgia bariatrica sembra essere l’unico trattamento affidabile per le persone obese, nonostante sia costoso e invasivo. Ma ora, nuove ricerche condotte dal laboratorio Kristina Schoonjans all’EPFL, suggerisce che un gruppo specifico di acidi biliari potrebbe bruciare direttamente i lipidi nei depositi di grasso, rendendolo effettivamente una nuova terapia contro l’obesità. Gli acidi biliari sono importanti costituenti della bile, prodotta nel fegato che viene immagazzinata nella colecisti e secreta nell’intestino durante un pasto. La bile emulsiona il grasso della dieta in piccoli globuli che possono essere metabolizzati dagli enzimi digestivi per essere assorbiti dall’intestino.

Gli scienziati dell’EPFL hanno scoperto che gli acidi biliari possono trasformare le cellule che accumulano grassi in quelle che bruciano i grassi. Questo processo è chiamato termogenesi (produzione di calore) e aiuta a mantenere la temperatura corporea in ambienti freddi. Esistono tre diversi tipi di cellule adipose: le cellule di grasso bianche, che immagazzinano energia; cellule grasse marroni, che consumano energia; e le cosiddette cellule di grasso “beige”, che sono funzionalmente correlate alle cellule marroni mentre si trovano in depositi tipicamente bianchi. Recentemente le cellule beige hanno attirato molta attenzione, soprattutto perché gli adulti hanno un numero molto basso di adipociti marroni attivi che bruciano energia. Ma cosa può trasformare una cellula adiposa bianca in una beige e spostare l’equilibrio dalla conservazione del grasso alla combustione del grasso? Il lavoro del team suggerisce che questo processo può essere coordinato da acidi biliari secondari, metaboliti generati dai nostri batteri intestinali.

Lo studio mostra che l’attivazione del recettore TGR5 per l’acido biliare con molecole che imitano l’azione degli acidi biliari (i cosiddetti “agonisti”), induce un rimodellamento delle cellule di grasso bianco in cellule di grasso beige. Gli acidi biliari si accumulano nel sangue e interagiscono con il recettore TGR5 sulle cellule di grasso bianco per modificare la loro funzione metabolica. Questo è più di un semplice cambiamento di colore, in quanto i ricercatori hanno anche scoperto che questi acidi biliari aumentano il numero di mitocondri nelle nuove cellule adipose. Questo indica un maggiore consumo di energia nelle nuove cellule grasse beige. Gli agonisti degli acidi biliari hanno anche innescato la lipolisi, il primo passo nella degradazione del grasso, consentendo alle cellule grasse di utilizzare gli acidi grassi come principale fonte di combustibile. Lo studio fornisce una connessione diretta tra acidi biliari e perdita di grasso e prevede un nuovo intervento terapeutico nelle persone obese.

Il team della Dr.ssa Kristina Schoonjans ha anche provato che gli acidi biliari non sono semplici “saponi” digestivi: essi sono importanti regolatori diretti e indiretti della secrezione di ormoni che regolano l’appetito e il metabolismo dall’intestino e dal pancreas. Gli acidi biliari stimolano fortemente la secrezione non solo degli ormoni incretina, peptide insulinotropico glucosio-dipendente (GIP) e del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1), ma anche del glucagone e dell’insulina in vivo, a livelli comparabili a quelli risultanti dal carico alimentare di glucosio. I meccanismi della secrezione di GLP-1, neurotensina e peptide YY (PYY) risultano secondari all’assorbimento intestinale e dipendevano nuovamente dall’attivazione del recettore TGR5. La Dr.ssa Schoonjan conclude dicendo che lei è convinta che molto presto bisognerà riscrivere quello che finora si conosce sugli acidi biliari, dalla loro fisiologia fino alle implicazioni nella clinica.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2479 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it