Emicrania: il colpevole sottostante è lo stress ossidativo

L’emicrania colpisce circa il 14% della popolazione mondiale, ovvero 1 miliardo di persone. Solo negli Stati Uniti, l’emicrania causa circa 36 miliardi di dollari all’anno in perdita di produttività, tra cui 113 milioni di giorni di lavoro persi. Un nuovo articolo di prospettiva evidenzia una convincente teoria sugli attacchi di emicrania: che sono un meccanismo integrato grazie al quale il cervello protegge e ripara se stesso. Recenti scoperte penetranti, con potenziali modi per usarli per aiutare chi soffre di emicrania, sono stati pubblicati sulla rivista Headache. Ricerche precedenti hanno suggerito che le persone che soffrono di emicrania hanno livelli più elevati di stress ossidativo. Jonathan Borkum, PhD in Psicologia dell’Università del Maine, osserva che i fattori scatenanti dell’emicrania, tra cui stress, disturbi del sonno, rumore, inquinamento atmosferico e stress ossidativo del cervello, causano uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità del corpo di contrastare i loro effetti dannosi.

Ed ha dichiarato: “Lo stress ossidativo è un segnale utile di danno imminente perché un numero di condizioni sfavorevoli nel cervello può darle origine. Pertanto, neutralizzare lo stress ossidativo potrebbe aiutare a  prevenire l’emicrania”. Nel suo articolo Views and Perspectives, il Dr. Borkum esamina individualmente i componenti di un attacco di emicrania. Nel contesto di una minaccia nota al cervello – un’interruzione nell’afflusso di sangue o ischemia – ognuno dei componenti è protettivo: rafforzare le difese antiossidanti, ridurre la produzione di ossidanti, ridurre il fabbisogno energetico. Successivamente, avverrà il rilascio di fattori di crescita nel cervello, che proteggono i neuroni esistenti e supportano la nascita e lo sviluppo di nuovi neuroni. Pertanto, ogni fenomeno cellulare presente nell’emicrania (rilascio di serotonina, sintesi di ossido nitrico, stravaso di proteine ​​del plasma, ecc.). È un pezzo di un tentativo coordinato di difendere il cervello dallo stress ossidativo.

Lo stress ossidativo viene trasdotto in un segnale neurale dal canale ionico TRPA1 sui recettori del dolore meningeo, provocando l’infiammazione neurogena, un evento chiave dei sintomi che compaiono nell’emicrania. Per anni, la tentazione è stata quella di vedere l’attacco di emicrania – il dolore, la nausea e la sensibilità alla luce e al suono – come il disturbo. Di solito, però, i sintomi di una malattia, ad esempio febbre, gonfiore, dolore o tosse non sono la malattia in sé, ma piuttosto parte della difesa del corpo contro di essa. Pertanto, l’emicrania può essere una risposta allo stress ossidativo cerebrale. Sembra probabile, perciò, che gli attacchi di emicrania non siano semplicemente innescati dallo stress ossidativo, ma proteggono e riparano attivamente il cervello da esso. La teoria è confermata da una pubblicazione sulla rivista International Journal of Neuroscience, realizzata da un gruppo del Sanjay Gandhi Institute of Medical Sciences, in India.

I ricercatori hanno osservato su 150 pazienti arruolati con 4 attacchi di emicrania al mese, una diminuzione del glutatione (GSH), l’enzima GST e l’attività antiossidante totale (TAC) del plasma sanguigno durante l’attacco stesso. Il recupero delle difese antiossidanti nel plasma è avvenuto o per trattamento con amitriptilina (30 pazienti) o tramite stimolazione magnetica ripetitiva (120 pazienti). Quindi, la teoria ci dice che per risolvere veramente l’emicrania dobbiamo guardare sotto l’attacco per capire la vulnerabilità sottostante, cioè, ciò che dà origine allo stress ossidativo. Non a caso, è stato appeno pubblicato un articolo da ricercatori australiani sui risultati di un trial clinico di profilassi dell’attacco emicranico a mezzo di una combinazione di acetilcisteina + vitamina C + vitamina E su una quarantina d soggetti sofferenti di emicrania ricorrente. Da una media di 8-10 attacchi mensili, buona parte dei soggetti trattati ha ridotto al frequenza a circa 3 attacchi al mese.

Questo conferma che il principio di base proposto dal Dr. Borkum è fondato. Chissà cosa hanno ancora da imparare gli scienziati da questo ammasso spugnoso di un chilo e mezzo chiamato cervello…

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2484 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it