Diabete: l’insulina non funziona per prevenire i danni oculari. Il vantaggio spunta con le incretine

La retinopatia diabetica è una delle principali complicanze vascolari del diabete di tipo 2 e la causa più comune di deterioramento visivo negli adulti. La retinopatia diabetica è causata da un danno ai vasi sanguigni del tessuto sensibile alla luce nella parte posteriore dell’occhio. La causa è di solito attribuita a glicemia alta (iperglicemia), ma diversi studi hanno dimostrato che l’infiammazione è anche un fattore importante nella progressione del disturbo. L’infiammazione provoca neurodegenerazione e anomalie microvascolari nella retina. La neurodegenerazione retinica diabetica può verificarsi prima dell’insorgenza di anomalie microvascolari cliniche della retina diabetica. Pertanto, le terapie per la neurodegenerazione possono fornire una nuova strategia interventistica nel periodo tra la diagnosi del diabete di tipo 2 e l’insorgenza della retinopatia diabetica clinicamente manifesta. Un nuovo studio sull’American Journal of Pathology, riporta l’efficacia di un possibile candidato al trattamento che ha mostrato effetti antinfiammatori e neuroprotettivi sulla retina e sulla testa del nervo ottico nella retinopatia diabetica precoce di tipo 2 usando un modello di topo diabetico.

Gli investigatori hanno analizzato e confrontato gli effetti antinfiammatori e neuroprotettivi dell’agonista del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1RA) lixisenatide nella retina e nella testa del nervo ottico con quelli dell’insulina in un modello murino di diabete di tipo 2. Hanno diviso i topi diabetici in tre gruppi; GLP-1RA (LIX); insulina (INS) con iperglicemia controllata basata sulla concentrazione di glucosio di LIX; e un gruppo di controllo (D-CON). Anche i topi di controllo non diabetici sono stati caratterizzati per il confronto. Dopo otto settimane di trattamento, la neuroinfiammazione causata dal diabete di tipo 2 è stata significativamente ridotta nelle retine e nelle teste dei nervi ottici trattati con GLP-1RA rispetto alle retine non trattate o addirittura trattate con insulina dei topi diabetici di tipo 2 precoci, dimostrando che i risultati sono indipendenti dall’effetto ipoglicemizzante di GLP-1RA. Le cellule gangliari della retina iniziano a morire anche prima che si verifichino cambiamenti clinici come emorragie nella retinopatia diabetica. Pertanto, per una migliore prognosi visiva, dobbiamo concentrarci sul trattamento della retina nel diabete di tipo 2 precoce prima dell’inizio clinico della retinopatia diabetica.

Il gruppo di topi diabetici che sono stati trattati con GLP-1RA ha mostrato una morte cellulare significativamente ridotta rispetto a quelli con trattamento con insulina. Ci sono sempre più evidenze scientifiche sul fatto che spesso la malattia diabetica risenta poco della convenzionale terapia farmacologica. Sia ciò dovuto a fattori biologici, ad una cattiva gestione della stessa terapia domiciliare, al libero stile di vita alimentare o qualsiasi altra ragione, la prevalenza del diabete tipo 2 nel mondo è in aumento, Questo porterà inevitabilmente al parallelo aumento percentuale delle sue complicanze. Retinopatia, vasculopatia e malattia renale diabetica sono le più frequenti e quelle con impatto maggiore, sia sulla qualità di vita personale, che sui costi legati alla sanità pubblica. Urge, perciò, ampliare le conoscenze e le disponibilità per contrastare il fenomeno. I derivati del peptide GLP-1 (semaglutide, exenatide e lixisenatide) sono tra le opzioni farmacologiche più recenti e con un elevato impatto sulla progressione della malattia. Sperimentalmente, queste molecole hanno mostrato la maggiore efficacia sul sistema nervoso e, dunque, potrebbero applicarsi meglio alla retinopatia ed alla neuropatia diabetiche.

Il primo autore Yeon Woong Chung, MD, del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università Cattolica della Corea, ha osservato: “Questo studio può fornire una possibile strategia terapeutica per prevenire il deterioramento visivo usando GLP-1RA nella retinopatia diabetica di tipo 2 precoce. GLP- 1RA ha significativamente soppresso la neuro-infiammazione nella retinopatia diabetica precoce, mentre l’insulina ha avuto un effetto soppressivo scarso o nullo in questo studio. Non è un risultato da poco, se si considera che spesso nel diabete tipo 2, accanto ai farmaci tradizionali, molti medici affiancano una terapia insulinica nel tempo. Se questa può influire sulle complicanze vascolari o periferiche, i nostri dati dicono che ciò potrebbe non succedere per quelle alla vista”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Chung YW et al., Choi JA. Amer J Pathol 2020 Apr.

Blonde L et al. Diabetes Ther. 2020; 11(4):1007-1015. 

Handelsman Y et al. Adv Ther. 2020 Feb; 37(2):973. 

Chung YW et al. Biomed Res Int. 2019; 2019:8913582. 

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2449 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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