Parliamo di astigmatismo: migliori conoscenze sulle cause naturali e sugli approcci per correggerlo

Cos’è l’astigmatismo?

Se consideriamo una sorgente luminosa i cui raggi attraversano una normale lente sferica positiva, che ha un uguale potere lungo tutti i meridiani, l’immagine che si formerà sulla retina sarà puntiforme. Quando invece, le due curvature (meridiano verticale ed orizzontale) si fanno marcatamente diverse, il sistema oculare avrà due fuochi, posti su due piani diversi, ed i raggi luminosi andranno perciò a fuoco non su di un punto ma su due linee perpendicolari l’una all’altra, chiamate linee focali. Questo è l’astigmatismo. L’astigmatismo è definito: a) regolare se lungo uno stesso meridiano la curvatura è sempre la stessa; b) Irregolare se la curvatura cambia.

Se il meridiano più curvo è quello verticale od uno a lui molto vicino, l’astigmatismo viene detto secondo regola; se è il contrario, è detto contro regola. Diversamente da quanto accade nella miopia o nell’ipermetropia, nell’astigmatismo la curvatura della cornea non è uguale in tutti i suoi punti (chiamati meridiani) ma varia. Tale variazione fa sì che la cornea non sia perfettamente sferica; di conseguenza, il potere del diottro oculare non è lo stesso su tutti i meridiani. A causa di ciò gli oggetti, o che si trovino vicino o lontano da chi li osserva appaiono comunque offuscati (annebbiamento).

Va precisato, tuttavia, che esiste un astigmatismo fisiologico (di circa 0,50 diottrie) dovuto al fatto che nel soggetto normale la curvatura della cornea sul meridiano verticale è leggermente più ampia di quella sul meridiano orizzontale. Questo astigmatismo fisiologico viene compensato da una modifica, anch’essa fisiologica, della globosità del cristallino. Quindi, non tenendo conto dell’astigmatismo fisiologico, in un sistema che viene chiamato omocentrico, i meridiani hanno tutti lo stesso raggio di curvatura ed i raggi rifratti convergono in un unico punto. In un sistema astigmatico, invece, i meridiani hanno raggi di curvatura diversi ed i raggi rifratti convergono parimenti in punti diversi.

Tipologie di astigmatismo conosciute

Gli astigmatismi si classificano in base alla posizione che le due linee focali assumono rispetto alla retina:

  • Astigmatismo miopico composto: entrambi i meridiani sono miopi, quindi le due linee focali cadono davanti alla retina.
  • Astigmatismo miopico semplice: un meridiano è emmetrope e l’altro è miope, quindi una linea focale cade sulla retina e l’altra davanti ad essa.
  • Astigmatismo ipermetropico semplice: un meridiano è emmetrope e l’altro ipermetrope, per cui una linea focale cade sulla retina e l’altra dietro.
  • Astigmatismo ipermetropico composto: entrambi i meridiani principali sono ipermetropi e le due linee focali cadono dietro la retina.
  • Astigmatismo misto: i due meridiani principali sono uno miope e l’altro ipermetrope, per cui una linea focale cade davanti alla retina e l’altra dietro.

Cause dell’astigmatismo

Le cause dell’astigmatismo sono legate alla deformazione della cornea o del cristallino. L’accomodazione nell’astigmatico non può modificare l’entità del vizio, ma può soltanto collocare una delle due linee focali sulla retina.

Ma quali potrebbero essere le cause sottostanti a queste deformazioni?

Innanzitutto si intendono screditare del tutto le credenze secondo le quali lo stare troppo vicini al televisore o al computer sin da tenera età possano causare difetti fisici alla cornea o al cristallino. Se cellulari, tablets, portatili e televisione possono causare danni alla vista concreti questi derivano sicuramente dallo spettro di luce blu emesso da tali apparecchi elettronici. Le lunghezze d’onda del colore blu sono particolarmente aggressive per la retina, poiché innescano la comparsa di stress ossidativo cellulare. L’occhio si difende col cristallino, che tramite il suo contenuto di acido ascorbico (vitamina C) e di riboflavina libera (vitamina B2), filtra parte di queste radiazioni e si auto-protegge dall’eventuale danno ossidativo che può ricevere dall’esposizione alla luce blu.

La genetica, al contrario, sembra coinvolta in un certo grado. Precedenti studi hanno suggerito che la variazione genetica naturale contribuisce al rischio di astigmatismo. Lo studio più recente condotto su quasi 90.000 persone dall’Università di Cardiff, in Inghilterra, ha potuto appurare che nel continente europeo ci sono almeno quattro loci genetici che sembrano più comunemente associati al rischio di sviluppare astigmatismo: ZC3H11B (1q41), LINC00340 (6p22.3), HERC2 (15q13.1) e TSPAN10 (17q25.3). Questi loci hanno precedentemente dimostrato un’associazione con la miopia (TSPAN10), la lunghezza assiale (ZC3H11B), l’errore di rifrazione equivalente sferico (LINC00340) ed il colore degli occhi (HERC2).

Un altro studio congiunto con università australiane, inglesi e olandesi, ha trovato altri tre loci genetici predisponenti per la condizione vicini ai geni per claudina-7 (CLDN7), recettore del fattore di crescita piastrinico (PDGFRA) e fosfatasi acida lisosomiale (ACP2). Gli esperti, tuttavia sono concordi nel ritenere che da sole queste regioni genetiche sono insufficienti a determinare la comparsa di astigmatismo. È più probabile, invece che varianti di tali loci subiscano l’influenza o la pressione di fattori ambientali che agirebbero nel tempo sulla fisiologia dell’occhio.

Infine i fattori legati alla nascita sono stati analizzati da diversi gruppi clinici. In generale, gli studi hanno dimostrato che nei primi mesi di vita, i bambini mostrano un’alta prevalenza di gradi significativi di astigmatismo, che sembra avere origine corneale. La cornea dei neonati è più lunga e presenta grandi gradi di astigmatismo. Gli studi hanno anche dimostrato che le cornee più ripide e astigmatiche si verificano nei neonati con il peso alla nascita più basso e l’età post-concezionale più bassa. Mentre le ricerche hanno costantemente scoperto che nell’infanzia sono presenti alti livelli di astigmatismo corneale, ci sono alcune prove contrastanti dell’asse più comune di astigmatismo. Gli studi sui bambini in età prescolare mostrano generalmente una prevalenza relativamente bassa di gradi di astigmatismo maggiore di una diottria, che è prevalentemente di natura “in regola”.

Sintomi associati

I sintomi dell’astigmatismo consistono in un calo della vista sia da lontano che da vicino. In particolare, a risentirne è la nitidezza visiva: i soggetti astigmatici sperimentano, infatti, un fastidioso offuscamento di ciò che si osserva. Ogni tentativo o sforzo di aggiustare volontariamente la messa a fuoco si traduce, nel tempo, nella comparsa di astenopia (debolezza) accomodativa che si manifesta con bruciore agli occhi, lacrimazione, mal di testa temporale e nucale, fino alla congiuntivite e dolori permanenti agli occhi. Questi ultimi derivano da uno sforzo dei muscoli laterali dell’occhio che vanno in spasmo per lo sforzo accomodativo. Un peggioramento della condizione può comparire con un calo visivo che si sperimenta durante la lettura nel tardo pomeriggio e nelle ore notturne, nonostante una buona illuminazione. In tal caso, è consigliabile rivolgersi ad un oftalmologo esperto per una consulenza medica.

Come Correggere l’astigmatismo?

La correzione dell’astigmatismo effettua usando delle lenti cilindriche chiamate toriche, sia sotto forma di occhiali che di lenti a contatto, e che hanno la capacità di modificare il potere di uno solo dei meridiani – quello patologico – lasciando intatti tutti gli altri.

È possibile anche il trattamento chirurgico mediante laser, naturalmente, previo consulto specialistico. Prima dell’avvento del software avanzato di tracciamento oculare, i chirurghi utilizzavano la marcatura manuale della cornea per un allineamento accurato degli assi, una correzione precisa del cilindro e migliori risultati visivi nei pazienti con astigmatismo sottoposti a chirurgia LASIK. Numerose evidenze cliniche hanno dimostrato che l’uso di segni di cornea come riferimento per la compensazione della ciclotorsione relativa alla posizione, potrebbe migliorare gli esiti di rifrazione della cheratectomia refrattiva fotoastigmatica (SMILE). Attualmente, con il rapido sviluppo della tecnologia chirurgica refrattiva, la chirurgia laser su piattaforma personalizzata progettata con software di tracciamento della pupilla o di registrazione dell’iride, consente una correzione corneale più precisa, sicura e prevedibile che mai.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2455 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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