Fertilità maschile: quali sono le basi del rischio connesso all’uso di farmaci a base di codeina

I dati attuali suggeriscono una crescente incidenza di infertilità da fattore maschile. Negli ultimi anni, i casi di infertilità derivanti dal fattore maschile sono aumentati drasticamente dal 20 al 30% al 50%. Ciò è comunemente dovuto a riduzione della libido, eiaculazione precoce o scarsa qualità dello sperma. In alcuni casi, la causa sembra poco chiara e quindi diagnosticata come infertilità idiopatica. Diversi casi idiopatici sono stati collegati al danno al DNA dello sperma. Ciò aumenta la prevalenza di infertilità secondaria a scarsa qualità dello sperma. Sebbene la spermatogenesi sia sotto l’influenza dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolare, fattori esogeni come infezioni, esposizione a metalli pesanti, fumo di sigaretta, irradiazione, sostanze chimiche / erbe e farmaci compromettono la spermatogenesi o promuovono il danneggiamento delle cellule spermatiche. L’esposizione a determinate droghe, in particolare le droghe d’abuso, svolge un ruolo vitale nella eziopatogenesi del danno spermatico e dell’infertilità maschile. Non è improbabile che le droghe ricreative spieghino il danno al DNA spermatico osservato nell’infertilità idiopatica.

Ciò ha portato alla considerazione di questi farmaci nel valutare l’eziologia dell’infertilità. È stato segnalato che la cannabis sativa (marijuana), la droga ricreativa più ampiamente utilizzata, ha un effetto spermato-tossico. Alagbonsi et al.  hanno osservato che la Cannabis sativa ha ridotto significativamente la motilità degli spermatozoi e ha aumentato il numero di spermatozoi anomali attraverso lo stress ossidativo. Questi autori hanno anche dimostrato l’effetto del THC, un composto attivo della Cannabis sativa, sulla cinetica degli spermatozoi. Allo stesso modo, il tramadolo, un comune analogo oppiaceo da abuso, ha dimostrato di ridurre significativamente il numero di spermatozoi, la vitalità degli spermatozoi e la morfologia normale. Sebbene la codeina sia l’oppioide più comunemente abusato e spesso indicato come “gateway” per l’abuso di sostanze, l’effetto della codeina sulla qualità dello sperma non è stato riportato. Precedenti studi hanno dimostrato che l’esposizione orale alla codeina nei conigli ha compromesso gli indici di fertilità e ha portato alla degenerazione testicolare e alla soppressione del testosterone.

L’ultimo studio su questo problema ha riportato per la prima volta che l’uso cronico di codeina è fortemente associato alla scarsa qualità dello sperma e alla frammentazione del DNA spermatico. Sorprendentemente, questo effetto negativo sembra più associato al danno ossidativo del DNA rispetto alla morte cellulare programmata. Invero, ci si aspetterebbe che la codeina agisca attraverso dei recettori di superficie, come fanno tutti gli oppioidi. Dall’interazione, gli oppioidi lanciano dei segnali intracellulari che sono poi responsabili della variazione di risposte genetiche e la comparsa di effetti biologici. È con questo meccanismo che gli oppioidi agiscono, ad esempio, sul sistema nervoso, modulando fenomeni come la mediazione del dolore, l’alterazione della coscienza e difetti della memoria. Nell’ultimo studio citato, portato a termine da ricercatori nigeriani, il ridotto numero di spermatozoi osservato a seguito dell’uso della codeina è dovuto, almeno in parte, alle ridotte concentrazioni circolanti e testicolari di testosterone osservate dopo l’uso della molecola attraverso la soppressione della spermatogenesi.

È stato stabilito che livelli ottimali di siero e testosterone testicolare sono essenziali per la spermatogenesi; quindi, la soppressione del testosterone indotta da codeina ha probabilmente portato ad alterazioni della spermatogenesi e di conseguenza alla riduzione del numero di spermatozoi. Ma una parte integrante sembra averla lo stress ossidativo. L’analisi dei biomarkers ossidativi (carbonili, MDA, lipo-perosssidi) dei campioni biologici analizzati ha fatto rilevare un loro raddoppio dopo esposizione cronica alla codeina. Un marker di sicuro danno al DNA, la 8-oxoG, era parimenti raddoppiata rispetto a campioni biologici prelevati da soggetti che non avevano mai avuto esposizione alla codeina. Mentre il danno agli acidi nucleici può spiegare la ridotta capacità degli spermatozoi di fertilizzare, il danno ossidativo alle loro membrane si traduce nella minore mobilità osservata. Maggiore è il danno alle membrane cellulari, maggiore è lo squilibrio ionico fra interno ed esterno dello spermatozoo. E il calcio è essenziale per la motilità di queste cellule.

Minore mobilità vuol dire che il network del calcio ha risentito degli effetti tossici della codeina. Quindi, al pari di antidolorifici ad essa correlata (morfina e morfino-simili) e come le droghe da abuso (la stessa morfina e quindi anche l’eroina), la codeina può avere nel tempo i suoi effetti collaterali insospettati. La codeina figura in svariate formulazioni antidolorifiche, ma anche in preparati liquidi contro la tosse. Negli stati Uniti questi prodotti da banco sono di largo uso e ritenuti generalmente sicuri, almeno alle dosi rispettate. In Italia esistono poche formulazioni antitosse che contengono codeina; la maggior parte sono a base di fluidificanti e al posto della codeina contengono destrometorfano, un oppioide di sintesi con una sicurezza maggiore. Ma esiste una preparazione antidolorifica che associa codeina al paracetamolo, un antidolorifico ed antifebbrile comune. Senza entrare nel merito alcuno o sostituire il parere del medico curante, è sempre consigliabile di usare farmaci a base di codeina in modo oculato. Considerato quello che è stato esposto, si raccomanda cautela per coloro in procinto di pianificare una vita di coppia con prole.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Ajayi AF, Akhigbe RE. Redox Reports 2020; 25(1):33.

Akhigbe R, Ajayi AF. PLoS One 2020; 15(3):e0224052.

Esua IS et al. Asian J Res Biochem. 2018; 3(4):1–6.

Ajayi AF, Akhigbe RE. J Hum Reprod Sci 2017; 10:124.

Harlev A et al. World J Mens Health 2015; 33:143–160.

0 0 vote
Article Rating
Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2376 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
Subscribe
Notificami

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments