Tumore alla mammella: il colesterolo protegge o favorisce?

Il carcinoma mammario è il tumore ginecologico più diffuso fra le donne. A livello mondiale, è il tumore più comune fra le donne e la quinta causa più comune di morte per cancro. Nel 2013, un milione e 700 mila casi sono stati diagnosticati in tutto il mondo, un quarto di tutti i nuovi casi di cancro fra le donne. Tutte le cellule necessitano di colesterolo per espletare certe loro funzioni, senza contare che è un componente delle membrane cellulari stesse. Dal colesterolo derivano la vitamina D, gli acidi biliari e gli ormoni sessuali. Comunque, l’ipercolesterolemia è un fattore di rischio ben riconosciuto per le malattie cardiovascolari e l’ictus cerebrale. Dopo aver investigato 4 anni di dati derivati da una coorte di oltre 1 milione di persone, i ricercatori hanno trovato che le donne con colesterolo alto avrebbero una probabilità inferiore di sviluppare carcinoma mammario, rispetto alle donne con livelli normali di colesterolo.

Una speculazione su cui gli studiosi hanno fatto leva è che l’assunzione di statine, potrebbe proteggere dal tumore alla mammella, fatto che necessita di ulteriori conferme. Hanno inoltre tenuto conto delle prove riguardanti altri studi che hanno associato un maggiore introito di colesterolo con l’aumento del rischio per certi tumori. Loro stessi, avevano già investigato un’associazione tra avere il colesterolo alto e sviluppare carcinoma mammario; perciò, hanno progettato il loro studio per seguire i pazienti in modo longitudinale, cercando di trovare delle relazioni più convincenti. I ricercatori hanno usato i dati dello studio ACALM (Algoritmo per Comorbidità, Lunghezza di degenza e Mortalità), dopo aver fondato la Unità ACALM alla Aston Medical School. Lo studio ha raccolto informazioni da oltre 1 milione di pazienti ricoverati in tutti gli ospedali nel Nord-Ovest dell’Inghilterra fra il 2000 ed il 2013.

Sono state prese informazioni da donne dai 40 anni in su, che erano state diagnosticate con ipercolesterolemia o meno all’inizio dello studio, ma non avevano diagnosi di tumore mammario. Il gruppo interessato è stata una coorte di 16.000 donne con diagnosi di colesterolo alto, ed un gruppo di pari età dello stesso numero di donne con colesterolo normale. L’età media delle donne era di 66 anni. Dopo aver paragonato 14 anni di dati “follow-up” sui due gruppi, i ricercatori hanno trovato una proporzione minore di soggetti del gruppo con colesterolo alto che hanno sviluppato carcinoma mammario, rispetto al gruppo che non aveva ricevuto diagnosi iniziale (0.5% contro 0.8%). Dopo aver considerato età, etnìa ed altri fattori noti per influire sulla morte prematura, il team ha scoperto che il gruppo con colesterolo alto aveva probabilità di morte significativamente minori (odd ratio di 0.60).

Questi dati hanno portato i ricercatori a pensare che il loro studio longitudinale, corposo e retrospettivo, mostri che la diagnosi di ipercolesterolemia ha un effetto protettivo sullo sviluppo successive di tumore mammario. Anche se essi non hanno indagato le ragioni sottostanti ai loro risultati, gli studiosi suggeriscono che la terapia con statine o uno stile di vita più sano possano contribuire. Il colesterolo come tale è stato suggerito rappresentare un fattore di rischio per la comparsa di neoplasie. Come precursore degli ormoni sessuali questo giustifica la correlazione fra maggiore introito di colesterolo e la comparsa di tumori per utero, ovaie e mammella. Una diretta correlazione fra colesterolo e rischio di altri tipi di tumore è anche possibile. Le prove più convincenti al riguardo sono a carico del carcinoma del colon e del colon-retto, per il fattore di rischio più invocato è l’alimentazione ricca di grassi/colesterolo e povera di fibre.

Diverse ricerche hanno evidenziato che certi tumori hanno una attiva sintesi di colesterolo a livello cellulare e che trattando le cellule tumorali con statine, queste esercitano un effetto ritardante o bloccante sulla replicazione cellulare.  Un gruppo separato di ricercatori ha provato che il metabolismo delle lipoproteine non solo non è lo stesso fra cellule mammarie normali e tumorali, ma differisce persino fra tipologie di carcinoma mammario. Sembra infatti, che le proteine apo-A1 ed ApoE stimolino la crescita e la migrazione di cellule di carcinoma mammario sensibile agli ormoni (MCF-7). Effetto completamente opposto lo mostrano sulle cellule di carcinoma triplo negativo (MDA-MB-231). Altri dati indipendenti indicherebbero che un rischio maggiore di carcinoma mammario sarebbe conferito dal colesterolo HDL e non da quello LDL. C’è poi il tema della vitamina D, che deriva dal colesterolo e che molto recentemente è stato provato avere un effetto sia preventivo che terapeutico sui carcinomi della mammella.

Oppure c’è dietro un meccanismo ancora sconosciuto che attende di essere svelato.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2480 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it