Niclosamide: dalla leucemia al cancro mammario, il vecchio farmaco si testa anche per il tumore ovarico

Il carcinoma ovarico è un tumore maligno comune degli organi riproduttivi femminili con un tasso di incidenza secondo solo ai tumori cervicali ed endometriali. La mortalità del carcinoma epiteliale ovarico è al primo posto tra i vari tumori ginecologici e costituisce una grave minaccia per la vita delle donne. La scarsa prognosi di questa malattia è dovuta a difficoltà nella diagnosi precoce a causa della posizione anatomica delle ovaie in profondità nella cavità pelvica, delle piccole dimensioni delle ovaie e della mancanza di sintomi tipici di questo tumore. Negli ultimi anni, la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma ovarico è stata prolungata dall’adozione di una terapia mirata per proteine ​​come PARP1 e VEGFR. Gli approcci immunoterapici sono principalmente finalizzati all’utilizzo dei cosiddetti inibitori del checkpoint immunologico. Tuttavia, il tasso effettivo di un singolo farmaco è ancora solo del 10% circa. In particolare, gli effetti collaterali e la resistenza ai farmaci durante il trattamento, rimangono questioni importanti che richiedono una maggiore considerazione.

Sono chiaramente necessari farmaci con pochi effetti collaterali e alta sicurezza. Così un gruppo di ricerca dell’Università di Singapore ha focalizzato perciò il suo interesse su farmaci esistenti, approvati e con profili di tossicità molto contenuti. La scelta nello screening farmacologico del team guidato dal professor Qizhi Cao, è caduto sulla niclosamide, un farmaco usato per le infezioni da vermi. La niclosamide, oltre, che come antielmintico, sembra funzionare anche come farmaco antileucemico. Ci sono gruppi di ricerca che stanno studiando i suoi effetti nella leucemia mieloide. Esso interferisce con proteine segnale chiave per la replicazione tumorale (es. Wnt, mTORC2, JAK2). Ma ha anche un effetto pronunciato sulla produzione di energia da parte delle cellule tumorali, interferendo con la funzione dei mitocondri cellulari. Tuttavia, una domanda senza risposta è se la niclosamide ha un ruolo nella regolazione di altre vie del segnale con coinvolgimento noto nella progressione del cancro.

Pertanto, nel presente studio, il team ha studiato il possibile ruolo della niclosamide nella regolazione della bioenergetica cellulare e ha identificato un potenziale meccanismo per l’inibizione del carcinoma ovarico da parte della niclosamide. Il farmaco ha mostrato attività di soppressione della crescita nelle cellule di carcinoma ovarico SKOV3 e HO8910, come confermato da una riduzione dose-dipendente della vitalità cellulare. La niclosamide ha anche iniziato la morte programmata in un pool di cellule tumorali, suggerendo un ulteriore meccanismo per spiegare la soppressione della niclosamide della crescita delle cellule tumorali. Invero, i ricercatori hanno trovato interferenza con proteine chiamate MEK1, Msk-1 ed ERK2, che fanno parte della catena di segnali cellulari nota come MAP-chinasi, essenziale alla duplicazione cellulare sia per le cellule normali che cancerose. Ma il farmaco ha anche danneggiato i mitocondri, provocando la comparsa di frammenti della proteina locale OPA-1.

A seguito del danno ai mitocondri, le cellule hanno visto impennare la quota di radicali liberi ossidanti (lo stress ossidativo), che ha mediato la morte cellulare postuma. Questo effetto è stato maggiore quando alle cellule tumorali in coltura veniva levato il glucosio come nutrimento. La riprogrammazione metabolica è una delle caratteristiche importanti delle cellule tumorali. Le cellule tumorali devono soddisfare i nuovi requisiti di materiali, energia e forze ossido-riduttive (redox) per supportare la loro rapida proliferazione, quindi le cellule tumorali mostrano comunemente riprogrammazione delle vie metaboliche. È questo fenomeno che spesso guida la comparsa di resistenza alla chemioterapia convenzionale. Ciò indica che la niclosamide è più efficace nell’indurre morte cellulare sotto restrizione di glucosio; e i ricercatori pensano che una nuova strategia per la terapia del carcinoma ovarico potrebbe essere una combinazione di Niclosamide e un inibitore della glicolisi.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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