Semi di lino: possono essere usati come complemento nell’ovaio policistico?

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è nota come il disturbo endocrino più comune delle donne in età riproduttiva, con una prevalenza che va dal 6 al 15%. Le manifestazioni cliniche più comuni di questa sindrome includono cicli mestruali irregolari, infertilità, acne, perdita di capelli di tipo maschile, insulino-resistenza e obesità. Secondo i criteri di Rotterdam, la diagnosi di PCOS dipende dall’identificazione di almeno due delle seguenti tre caratteristiche: ovulazione scarsa o assente, iperandrogenismo e ovaio policistico all’esame ecografico. I pazienti con PCOS sono a maggior rischio di sviluppare sindrome metabolica, diabete mellito di tipo II e malattie cardiovascolari. Insieme a farmaci specifici, le modifiche dello stile di vita, come un modello dietetico, l’esercizio fisico e le terapie comportamentali, sono la prima linea di trattamento per la PCOS. Tuttavia, l’attenzione alle erbe medicinali si è recentemente ampliata come trattamento alternativo o di controllo della malattia.

Il seme di lino (Linum usitatissimum) è una ricca fonte di svariati composti biologicamente attivi, tra cui l’acido α-linolenico, lignani che si compostano anche da fitoestrogeni (secoisolariciresinolo, enterolattone, ecc.) e le fibre alimentari. Precedenti studi hanno indicato che i cibi ricchi di lignina aumentavano lo sforzo del testosterone legandolo alla circolazione enteroepatica. I lignani potrebbero anche ridurre la biodisponibilità del testosterone libero aumentando una globulina nel sangue chiamata SHBG. I semi di lino aiutano l’evacuazione intestinale, riducono l’assorbimento del colesterolo e migliorano il profilo del grasso plasmatico. Per questo motivo un team dell’Università Jundishapur di Ahvaz, in Iran, ha testato l’idea che l’integrazione di semi di lino potrebbe migliorare lo stato metabolico e ormonale nelle donne con PCOS. Il team ha eseguito uno studio clinico in cui i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale in due gruppi per assumere 30 semi di lino macinato marrone (n=24) insieme alla modifica dello stile di vita (LM) o solo questa (n=24) per 12 settimane.

La dose di 30 g / die per la polvere di semi di lino è stata scelta in base alle raccomandazioni di tre revisioni sistematiche e meta-analisi, che hanno suggerito che 30 g / die di polvere di semi di lino o dosi maggiori fossero più efficaci nel normalizzare biomarkers infiammatori, profili lipidici e corpo composizione per un massimo di 12 settimane. I risultati del presente studio non hanno rivelato cambiamenti significativi nelle concentrazioni di testosterone e SHBG nel gruppo dei semi di lino rispetto al gruppo di controllo. L’integrazione di semi di lino per 12 settimane ha portato a una significativa riduzione del peso corporeo, della circonferenza della vita e dell’IMC nelle donne con PCOS. Abbiamo dimostrato che il consumo di polvere di semi di lino ha causato un miglioramento significativo nella regolazione del ciclo mestruale in linea con i risultati precedenti. La maggior parte dei soggetti di questo studio presentava disturbi del ciclo mestruale. I risultati del presente studio hanno indicato che l’integrazione giornaliera di semi di lino ha ridotto il livello di leptina e migliorato il livello di adiponectina.

Gli scienziati pensano che il suo effetto benefico potrebbe essere dovuto alle maggiori quantità di lignan e fibre che possono migliorare la sensibilità all’insulina riducendo la velocità di assorbimento del glucosio e il rilascio di insulina. Inoltre, alcuni ricercatori hanno suggerito che gli acidi grassi omega-3 nei semi di lino potrebbero aumentare il livello di adiponectina, che ha proprietà antiaterosclerotiche, antidiabetiche e antinfiammatorie migliorando la sensibilità all’insulina. Gli acidi grassi omega-3 nei semi di lino possono modificare la trascrizione dei geni epatici coinvolti nel metabolismo dei lipidi, in particolare i recettori PPAR-α e SREBP1c. In questo studio, l’assunzione di semi di lino è stata associata a livelli più bassi di proteina C reattiva (PCR), un noto biomarker infiammatorio. Questo risultato era coerente con quelli degli studi precedenti. Il seco-isolariciresinol è un composto attivo nei semi di lino, in particolare un lignano, che ha effetti antinfiammatori.

Pertanto, insieme agli acidi omega-3 e ad alcuni polifenoli, questo composto può esercitare l’effetto antinfiammatorio riscontrato nelle donne con PCOS. I ricercatori non hanno escluso l’ipotesi che le fibre di semi di lino, una volta fermentate nell’intestino, possano originare un composto benefico dal microbiota (specialmente gli acidi grassi a catena corta come il butirrato), sebbene non siano stati condotti esperimenti dedicati su questo argomento. In conclusione, le dosi controllate di semi di lino possono rappresentare un aiuto sicuro e complementare per le donne con ovaio policistico, che possono migliorare il loro profilo metabolico e lipidico attraverso un controllo parziale della componente infiammatoria.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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