Alloro: la pianta officinale che dalla reumatologia entra nelle neuroscienze

Le erbe medicinali sono state di interesse terapeutico per secoli e hanno portato a notevoli contributi allo sviluppo di nuovi farmaci. Le piante medicinali sono fonti utili per l’isolamento di nuove molecole biologicamente attive e successiva sintesi, modifica e ottimizzazione delle proprietà biologiche di tali molecole. Gli alcaloidi sono un gruppo naturale diversificati di metaboliti secondari biologicamente attivi; gli alcaloidi hanno attirato molta attenzione a causa della loro proprietà tossiche e medicinali. Uno di questi alcaloidi interessanti e promettenti sono le dendrogenine, che stimolano la proliferazione delle cellule neuronali, fenomeno che interessa moltissimo ai neurologi per la cura delle malattie neuro-degenerative Dagli alcaloidi sono stati prodotti composti usati come anti-infiammatori, antitumorali, antispastici, attivi sulla circolazione sanguigna. Alcuni di essi sono ancora usati come tali in clinica. La colchicina, isolata dalla freddolina (Colchicum autumnale) è stata usata in passato per trattare la gotta e le sue manifestazioni dolorose. La papaverina è ancora usata negli spasmi viscerali intrattabili, nelle coliche biliari e nei vasospasmi del circolo cerebrale. E chi fuma sa benissimo che la nicotina è l’alcaloide attivo del tabacco.

L’alloro (Laurus nobilis) è in albero aromatico nonché pianta officinale dell’erboristeria tradizionale. Lo si riconosce per l’altezza che può raggiungere i 10 metri, che si ricopre di infiorescenze giallo vivo durante il periodo della fioritura. È diffuso lungo le zone costiere settentrionali del Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia. In Italia cresce spontaneamente nelle zone centro-meridionali e lungo le coste. È stato e continua ad essere utilizzato per le sue proprietà antispastiche, lenitive, digestive: i suoi decotti sono un rimedio popolare ancora utilizzato per i crampi addominali e le indigestioni. In cucina trova impiego per insaporire primi o secondi piatti e le sue bacche venivano usate in passato per proteggere la mobilia di casa dalle tarme. L’alloro contiene un olio essenziale che è responsabile dei suoi effetti medicamentosi. In passato se ne preparava l’unguentum lauri, applicato sul corpo per lenire i dolori reumatici. Questo è stato attribuito in tempi recenti ad uno dei costituenti dell’olio, 1,8-cineolo, assieme al suo componente maggiore eucaliptolo (45%). L’olio essenziale contiene anche altri composti interessanti fra i quali i laureoside B, che i ricercatori stanno vagliando in laboratorio perché risultato attivo contro il  melanoma.

Ma l’alloro produce anche alcaloidi. Ogni pianta è potenzialmente in grado di produrne, sebbene in quantità variabili in dipendenza dalla specie. L’alloro produce la lindoldamina, un alcaloide la cui struttura base compare in altri alcaloidi prodotti da svariate piante del globo. Un gruppo di ricercatori dell’Accademia Russa delle Scienze ha isolato questo alcaloide dal lauro e ne ha caratterizzato le proprietà. Ha confermato il motivo delle proprietà antireumatiche e lenitive di questa pianta, perché la lindoldamina è un inibitore del canale ionico cellulare sensibile all’acidità (ASIC1a). In caso di infiammazione e dolore, il pH del tessuto colpito varia e vira dal neutro verso l’acido. Oltre ai mediatori infiammatori, anche l’acidità può contribuire ai sintomi dolorosi. AЅIC1a svolge un ruolo importante in diversi processi fisiologici e patologici. Questo canale è direttamente coinvolto nella plasticità sinaptica, nell’apprendimento, nella trasmissione della stimolazione nervosa, nella paura e nell’ansia, nei processi epilettici ed ischemici e sensazioni di dolore.  Una cosa interessante è che il tema di ricerca ha confrontato l’effetto di questo alcaloide con altre sostanze o farmaci che possono condizionare il canale ASIC1a.

Fra questi vi sono l’buprofene, un comunissimo antiinfiammatorio, l’amiloride, usato come diuretico e la clorochina, un tipico farmaco antimalarico ed usato nell’artrite reumatoide come modificante della malattia ed antidolorifico. Adesso si capisce perché i ricercatori sono tanto interessati ad approfondire la chimica di questa pianta e della famiglia delle Lauracee. Gli alcaloidi di questa famiglia sono potenti molecole antitumorali, antivirali, sono attive contro il tripanosoma della malattia tropicale del sonno, alcuni di essi sono neuroprotettivi ed altri ancora interferiscono con l’aggregazione delle piastrine, rendendoli preziosi per lo studio di molecole anti-trombotiche. Il campo delle neuroscienze è quello che è maggiormente interessato, visti gli effetti che il canale ASIC1a riesce ad orchestrare sulle cellule nervose e sui fenomeni biologici e comportamentali che riesce ad influenzare. La lindoldamina è in grado di interferire anche con l’acetilcolisterasi, (AChE), l’enzima che distrugge le azioni neurochimiche dell’acetil-colina e che è bersaglio di certi farmaci correnti per il trattamento della demenza di Alzheimer. Secondo antiche credenze, all’alloro era connesso anche il potere della divinazione (Apollo era infatti anche il dio dei vaticini). A Delfi, sede dell’oracolo, la sacerdotessa del dio (la Pizia) usava masticare e bruciare foglie di alloro prima di profetizzare. 

Che fosse la lindoldamina la responsabile delle visioni?

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Osmakov DI et al. Toxins 2019; 11(542):1-12.

Osmakov DI et al. Biomolecules 2019; 9:336-40.

Wemmie JA et al. Nat Rev Neurosci 2013; 14:461.

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2443 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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