I farmaci spasmolitici: il cardine palliativo della colite psicosomatica, ma non solo

Il termine “antispastico”, o tecnicamente spasmolitico, si riferisce a tutti quei farmaci impiegati nel trattamento degli spasmi della muscolatura liscia, in particolar modo presente nel tratto gastrointestinale. Pertanto, tale categoria di farmaci trovano indicazione per il trattamento sintomatico di tutte quelle condizioni caratterizzate da spasmi dolorosi del tratto gastroenterico. In aggiunta, si possono considerare spasmolitici anche quelli impiegati contro gli spasmi di altre strutture interne, come la vescica. così come del tratto genito-urinario. Tali spasmi possono essere provocati da diversi disturbi e patologie, come ad esempio coliche biliari da discinesie, mestruazioni dolore (dismenorrea), sindrome del colon irritabile, colecistite, colangite e coliche vescicali o renali.  La principale patologia dolorosa cronica intestinale è sicuramente la colite psicosomatica o sindrome del colon irritabile, che non riconosce apparentemente cause organiche, ma si verifica in concomitanza di eventi stressanti di tipo fisico o psicologico. E’ talmente comune che interessa in media il 15% della popolazione di qualsiasi nazione si prenda in esame.

Le molecole appartenenti alla categoria degli antispastici sono svariate. Tali principi attivi agiscono con differenti meccanismi d’azione, dettati dal bersaglio cellulare cui sono indirizzati.

Antispastici antimuscarinici

Com’è facilmente deducibile dal loro stesso nome, i farmaci antispastici ad azione antimuscarinica fungono da inibitori dei recettori per l’acetilcolina di tipo muscarinico, presenti a livello del tratto gastrointestinale. L’altro tipo di recettore per l’acetilcolina si definisce nicotinico, ed è diffuso più a livello muscolare e dei vasi sanguigni. L’attivazione di questi recettori, infatti, causa l’eccitazione, quindi la contrazione delle cellule della muscolatura liscia gastroenterica. Appartengono a questa categoria di antispastici, principi attivi quali la scopolamina (principio attivo del Buscopan), l’ottatropina (Valpinax), l’ottilonio bromuro (Spasmomen) il cimetropio bromuro (Alginor), la rociverina (Rilaten) e la trimebutina (Debridat e Debrum). Infatti, queste molecole sono in grado di esercitare un’azione antagonista competitiva sul legame dell’acetilcolina, nei confronti dei recettori muscarinici della muscolatura liscia gastrointestinale. Gli effetti indesiderati tipici di questa classe di antispastici sono: secchezza della bocca, midriasi, stipsi e sonnolenza. In rari casi è stata riportata anche tachicardia.

Antispastici inibitori delle fosfodiesterasi

A questa classe di farmaci antispastici appartengono la papaverina e le sostanze ad azione papaverino-simile. Questo particolare alcaloide, infatti, è in grado di inibire a livello gastrointestinale l’enzima fosfodiesterasi definita PDE4. Tale inibizione porta a un aumento dei livelli di un mediatore cellulare (secondo messaggero) noto come AMP ciclico), la cui conseguenza è il rilascio della muscolatura liscia gastroenterica. Per il trattamento di questo genere di disturbi, la papaverina, di solito, si trova in associazioni farmaceutiche con estratti di Belladonna (ad esempio, Antispasmina Colica). La belladonna è una pianta che produce atropina, un alcaloide famosissimo che è fondamentalmente un antimuscarinico. Fra i principi attivi ad attività antispastica  papaverino-simile, invece, si cita ancora una volta la rociverina che, come detto prima, è ha anche un effetto additivo di tipo antimuscarinico. I principali effetti indesiderati che possono manifestarsi in seguito all’utilizzo di papaverina o farmaci analoghi sono: nausea, vomito, stipsi, difficoltà della minzione, disturbi della vista e vertigini.

Antispastici inibitori delle COMT

Le COMT (Catecol-O-Metil-Transferasi) sono particolari enzimi deputati alla degradazione dei neurotrasmettitori definiti catecolammine, quali adrenalina e noradrenalina. Queste molecole sono in grado di stimolare i recettori adrenergici presenti nel tratto gastrointestinale, favorendo in questo modo il rilassamento della muscolatura liscia. Pertanto, attraverso l’inibizione degli enzimi responsabili del metabolismo di queste catecolammine, questo gruppo di antispastici aumentano, seppur indirettamente, il segnale dell’adrenalina facendo così rilassare la muscolatura liscia gastroenterica. Il maggiore rappresentante di questo gruppo di antispastici è la floroglucina (principio attivo dello Spasmex). Questa molecola risulta essere particolarmente ben tollerata, tanto che gli unici effetti collaterali derivanti dal suo utilizzo finora riportati riguardano solamente reazioni simil-allergiche sulla cute.

Antispastici dedicati

A questa categoria appartiene un farmaco derivato da una molecola naturale, l’imecromone o metil-umbelliferone. Esso agisce come antispastico selettivo delle vie biliari tanto che trova indicazione nelle discinesie biliari e nello spasmo dello sfintere di Oddi, responsabile di dolori sottoepatici e del classico dolore localizzato all’apice inferiore della scapola destra. Essendo anche un coleretico vero, stimola il deflusso di eccesso di bile e può essere impiegato nella dispepsia secondaria a insufficienza della produzione di bile. Non ha però effetto colagogo (cioè che spinge la fuoriuscita di bile), non provoca spasmo dell’sfintere di Oddi e quindi dolore secondario riflesso. L’unica preparazione farmaceutica diffusa a base di imecromone è il Cantabilin.

Un secondo antispastico dedicato è la mebeverina, che è il principio attivo del Duspatal e del Duspatalin. Uno dei meccanismi d’azione riportato da questa molecola è quello di agire come gli antimuscarinici, anche se la sua struttura se ne distanzia in parte. Tuttavia, esso assomiglia ad alcuni farmaci usati nelle cardiopatie che interferiscono con i flussi ionici attraverso i canali del sodio e del calcio. Si pensa, perciò, che parte dell’effetto del farmaco possa dipendere da un antagonismo dei flussi cellulari di calcio che attivano la contrazione delle fibre muscolari lisce. Il farmaco viene usato nel trattamento delle complicanze dolorose gastriche ed intestinali, su base nervosa, provocate dalla sindrome del colon irritabile.

Vi sono, infine, gli antispastici diretti del tratto urinario. A causa di problemi legati alla prostata nell’uomo e da cistite ricorrente nella donna, è possibile che si sviluppi difficoltà alla minzione che a volte necessita di una molecola antispastica per favorire lo svuotamento della vescica. Uno dei primi antispastici urinari elaborato, ancora in commercio, è il flavossato (principio attivo del Genurin e del Cistalgan). In caso di problemi minzionali derivati da situazioni neurologiche più complesse (es. vescica neurologica da paraplegia), viene solitamente usata l’ossibutinina (costituente nel Ditropan e nel Lyrinel). E’ un anticolinergico molto efficace che ha altri meccanismi d’azione, fra cui alcuni simili agli anestetici locali ed a certi calcio-antagonisti.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2445 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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