Albuminuria: un possibile fattore di rischio per la demenza senile nei nefropatici

Vi è una crescente evidenza che anche nelle fasi iniziali, la malattia renale cronica (MRC) è associata ad un aumentato rischio di disturbi cognitivi o sviluppo di demenza. Un forte meccanismo candidato per le loro associazioni potrebbe essere correlato alle somiglianze emodinamiche tra i letti vascolari del rene e del cervello. In effetti, alcuni studi hanno dimostrato che gli individui con MRC hanno più carichi di vasculopatia cerebrale (CVP) tra cui iperintensità della sostanza bianca e lacune. Tuttavia, indipendentemente dalla CVP, diversi studi hanno anche rivelato il legame tra MRC e atrofia cerebrale suggerendo altri potenziali meccanismi. Coerentemente con altre condizioni mediche croniche che si sono sviluppate gradualmente nel tempo, le recenti linee guida per la definizione e la classificazione della MRC ne hanno fatto ottenere il riconoscimento come un problema di salute pubblica mondiale. Gli stadi iniziali della MRC sono definiti in base alla combinazione di ridotta funzionalità renale, quantificata come velocità di filtrazione glomerulare (GFR), e grado di danno glomerulare, rappresentato generalmente dall’albuminuria.

Oltre al ruolo fondamentale della GFR nelle complicanze fisiopatologiche, l’albuminuria può anche essere un segno precoce di malattia glomerulare che porta alla MRC. Studi precedenti hanno dimostrato che l’albuminuria e la GFR stimata ridotta (eGFR) sono fattori di rischio indipendenti per eventi cardiovascolari o mortalità precoce, suggerendo che albuminuria e eGFR ridotto possono essere marker di diversi processi patologici. Pertanto, il pattern di associazione con CVP o atrofia cerebrale potrebbe variare tra eGFR ridotto e albuminuria. Stabilire tali connessioni con certezza permetterebbe di avere ulteriori parametri di confronto e di predizione per le malattie renali, cardiovascolari e cerebrali. Gli ultimi lavori al riguardo sono stati compiuti da ricercatori coreani su una coorte di individui sani e cognitivamente normali, testando l’ipotesi che l’albuminuria e il GFR avessero un ruolo diverso nelle alterazioni cerebrali. Il team di ricercatori congiunto da diverse università coreane ha studiato una coorte di più di 1200 persone cognitivamente normali, a cui è stato eseguito un check-up medico specialistico completo.

Tutti i partecipanti hanno ricevuto una analisi RMN cerebrale 3D per paragonare le variazioni di spessore della corteccia cerebrale; e misurazioni del filtrato glomerulare. In base alle riduzioni di quest’ultimo, i partecipanti sono stati divisi in 5 gruppi, dal più severo (GFR1 <60) al più lieve (GFR5=105ml/min/sc). Il parametro finale da esaminare era il rapporto urinario albumina-creatinina (UACR). I risultati sono stati coerenti con l’ipotesi: rispetto a persone con UACR normale, quelle con Il gruppo UACR elevato aveva le seguenti caratteristiche: età avanzata, maggior numero di maschi e attuali bevitori di alcol, iperglicemia a digiuno, maggiore BMI e aumento dei fattori di rischio vascolare come ipertensione, diabete mellito e iperlipidemia. Il gruppo GFR1 (l’eGFR più basso) era più vecchio e aveva ipertensione più frequente, livelli più alti di BMI e livelli più bassi di colesterolo totale rispetto al gruppo GFR4 (gruppo di riferimento). Il gruppo UACR elevato aveva assottigliamento della corteccia da moderato a grave più frequente rispetto al gruppo UACR normale, soprattutto nelle regioni frontale e occipitale.

I meccanismi per i quali l’albuminuria era associata all’assottigliamento corticale potrebbero essere spiegati dalla fisiopatologia condivisa tra rene e cervello. È stato suggerito che l’albuminuria possa semplicemente rappresentare le manifestazioni renali della disfunzione vascolare sistemica. Questo è il danno endoteliale graduale e la perdita di proteine sieriche potrebbe contribuire. Oppure, la minore albumina plasmatica da perdita (albuminuria) potrebbe condizionare anche il nutrimento delle cellule cerebrali. I ricercatori sanno bene che il mezzo di coltura cellulare di laboratorio è una soluzione nutritiva completa che contiene il 10% di albumina. Questa è essenziale per tenere le cellule in vite o permettere loro di replicarsi. In assenza di albumina, le cellule che possono duplicarsi non lo fanno, e quelle che non si duplicano muoiono entro 24-48 ore. È possibile che l’albuminuria cronica, perciò, possa contribuire nel tempo alla perdita di cellule cerebrali che avviene con l’età. Ovviamente, questo fenomeno sarebbe accentuato nella malattia renale cronica, negli stadi di dialisi e nelle malattie autoimmuni croniche a compromissione renale.

I ricercatori ipotizzano che nel caso della malattia renale, l’elevata azotemia (ammonio, guanidine, altre tossine azotate) possa essere un fattore contribuente che uccide le cellule neuronali, provocando l’assottigliamento della corteccia cerebrale. Questo potrebbe spiegare l’elevata prevalenza di declino cognitivo in pazienti affetti da insufficienza renale cronica.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2445 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it
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