Trovato il titanio nel pancreas e nel fegato: ma non è utile, viene dalle contaminazioni quotidiane

Il corpo umano necessita di molti elementi strutturali e funzionali. Proteine, grassi, carboidrati, acidi nucleici e, ovviamente, l’acqua sono quelli fondamentali. Fanno da corollario le vitamine ed i sali minerali, Nel nostro corpo sono presenti normalmente molti tipi di elementi metallici come sodio, calcio, rame, zinco, ferro e magnesio, così come quantità minori di altri elementi metallici che sembra assurdo trovare come presenti come il cobalto, il molibdeno, il nickel, l’alluminio e persino l’arsenico. Per quanto non comune, poi, come metallo c’è anche il silicio, rappresentato nelle ossa, nei tendini, nelle arterie e in organi interni come i reni. Sono persino presenti anche non metalli: zolfo per certi amminoacidi e cofattori e molecole antiossidanti, lo iodio come facente parte degli ormoni tiroidei, il bromo come regolatore di alcune funzioni cerebrali. E ovviamente il cloro, che con sodio e calcio regola la trasmissione degli impulsi nervosi.

Tuttavia, uno studio pilota di tre anni fa, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università del Texas ad Austin, ha trovato in campioni di pancreas con diabete di tipo 2 particelle cristalline di biossido di titanio (anatase), il pigmento bianco più comune nei prodotti di tutti i giorni che vanno dalle pitture alle caramelle, suggerendo quell’esposizione al pigmento bianco sia associata alla malattia. Il biossido di titanio (TiO2) non è un costituente noto di un normale tessuto umano. Il team ha esaminato 11 campioni di pancreas, otto dei quali provenivano da donatori con diabete di tipo 2 (T2D) e tre da donatori in buona salute. Mentre i tre campioni di tessuto pancreatico non diabetico non contenevano cristalli rilevabili di TiO2, i cristalli sono stati rilevati in tutti gli otto campioni di tessuto pancreatico diabetico.

I ricercatori dell’UT Austin hanno trovato oltre 200 milioni di cristalli di TiO2 per grammo di tessuto nei campioni provenienti da donatori di T2D, ma non nei tre campioni da donatori non diabetici. Hanno pubblicato le loro scoperte sulla rivista Chemical Research in Toxicology.  Un altro team olandese, nello stesso anno aveva trovato questo composto anche nel fegato e nella milza. Quest’anno, lo tesso team ha rilevato che oltre all’anatase, il pancreas ed il fegato dei diabetici obesi contiene anche biossido di silicio o silice. La presenza di particelle di SiO2 e TiO2 nel tessuto epatico è stata confermata mediante scansione al microscopio elettronico con spettrometria a raggi X a dispersione. Il biossido di silicio (SiO2) e il biossido di titanio (TiO2) sono prodotti in grandi volumi e applicati in molti prodotti di consumo e alimentari. Di conseguenza, esiste una potenziale esposizione umana e un successivo assorbimento sistemico di queste particelle.

A metà del 20° secolo, il biossido di titanio sostituì i pigmenti a base di piombo (biacca, minio) altamente tossici. È diventato il pigmento bianco più comunemente usato nelle vernici e negli alimenti, nei farmaci, nei dentifrici, nei cosmetici, nelle materie plastiche e nella carta. Senza contare che molte preparazioni farmacologiche correnti lo contengono come eccipiente “presumibilmente interte”. Di conseguenza, la produzione annuale di biossido di titanio è aumentata di 4 milioni di tonnellate dagli anni ’60 in poi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di persone con diabete è quadruplicato negli ultimi quattro decenni, colpendo circa 425 milioni di persone, con T2D che comprende la maggior parte dei casi registrati. L’aumentato uso di biossido di titanio negli ultimi cinque decenni, ha portato i ricercatori a pensare che esso potrebbe essere un fattore nell’epidemia di diabete di tipo 2.

Sebbene l’obesità e l’invecchiamento della popolazione siano ancora considerati i principali fattori causali in tutto il mondo, queste due ricerche suggeriscono che un maggiore uso di biossido di titanio potrebbe anche essere collegato al rapido aumento del numero di persone affette dalla malattia. Per poter raggiungere gli organi interni, inoltre, l’intestino deve avere una permeabilità alterata. Questo fenomeno è molto comune oggi, dato che per gli stili di vita odierni almeno il 70% delle persone è in disbiosi intestinale con “infiammazione silente”. Un maggiore intestino permeabile (leaky gut), perciò, potrebbe essere un fattore favorente del processo. Se i risultati fossero veri, si arguirebbe che l’anatase non è così inerte come si credeva all’inizio. E non lo sarebbe neppure la silice, addizionata a quasi tutte le preparazioni medicinali come eccipiente “inerte”, poichè i suoi microcristalli infiammano l’intestino attraverso il recettore TLR4.

Gli studi, nel complesso, sollevano la possibilità che il crescente uso dell’umanità di pigmenti a base di TiO2, rappresentino parte causale dell’aumento complessivo dell’incidenza del diabete.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2479 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it