Caffè e rischio tumori: la ricerca porta buone nuove e rassicura dai dubbi

Il caffè è una delle bevande più popolari e consumate in tutto il mondo grazie ai suoi effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale e al suo gusto e aroma. Il caffè è una miscela complessa di oltre 800 composti volatili mentre la caffeina e gli acidi fenolici sono i suoi composti solubili maggiori. Negli ultimi anni, il caffè si è progressivamente spostato verso una posizione meno negativa sulla salute grazie alla sua farmacologia più conosciuta. La caffeina, ad esempio, sembra esercitare la maggior parte dei suoi effetti attraverso un antagonismo dei recettori dell’adenosina. Nuovi approcci in studi epidemiologici e ricerche sperimentali suggeriscono che il consumo di caffè può aiutare a prevenire diverse malattie croniche, tra cui il diabete mellito di tipo 2 e le malattie del fegato. La maggior parte degli studi prospettici di coorte non ha rilevato che il consumo di caffè sia associato a un rischio cardiovascolare significativamente aumentato. Esistono anche prove del fatto che il caffè decaffeinato può, in qualche modo, avere benefici simili a quelli del caffè normale, indicando che oltre alla caffeina gli altri componenti contribuiscano agli effetti di protezione sulla salute. Ci si riferisce in particolar modo agli acidi fenolici, appartenenti al gruppo dei notissimi polifenoli con la loro azione antiossidante.

Associazioni inverse sono state osservate tra consumo di caffè e cancro del fegato, ma le associazioni per altri tipi di cancri digestivi non sono chiare. Pochi studi precedenti hanno studiato il tipo di caffè (in particolare il caffè istantaneo o macinato) o una gamma di tipi di cancro digestivo all’interno di una coorte. Alcuni scienziati hanno quindi studiato il consumo di caffè per tipo e rischi di cancro all’apparato digerente in una coorte di popolazione. La UK BioBank ha catturato il consumo di caffè auto-segnalato e i cancri digestivi incidenti registrati nel registro del cancro. Il rischio di ogni tipo di cancro digestivo è stato studiato in associazione al consumo di caffè per dose-risposta e per tipo di caffè (decaffeinato, istantaneo e macinato). Oltre 7,5 anni di follow-up, 3567 hanno sviluppato il cancro all’apparato digerente tra 471.779 partecipanti. Ci sono stati 88 casi di tumore epatico e una marcata associazione è stata osservata per carcinoma epatocellulare (epatocarcinoma) nei bevitori di caffè, che era simile per il caffè istantaneo e macinato. Non sono stati osservati significativi rischi consistentemente ridotti di altri tumori digestivi individuali tra i bevitori di caffè. Pertanto, si è concluso che il consumo di caffè era inversamente associato al tumore epatico.

Un altro gruppo di ricerca ha valutato l’associazione tra consumo di caffè e thè con il rischio di cancro del tratto urinario in uomini finlandesi, con un consumo elevato di caffè, utilizzando i dati dello studio ATBC (Alpha-Tocopherol/Beta-Carotene Cancer Prevention). Lo studio ATBC condotto dal 1985 al 1993 ha arruolato 29.133 fumatori maschi ed ha utilizzato i modelli di regressione dei rischi proporzionali di Cox per stimare i rapporti di rischio (HR) utilizzando uomini che hanno bevuto più di 0 ma meno di 1 tazza di caffè / giorno e non bevitori di thè come gruppo di riferimento per analisi di caffè e thè, rispettivamente. Durante 472.402 anni-persona di follow-up, sono stati accertati 835 casi di cancro alla vescica e 366 casi di carcinoma renale. Per il cancro della vescica, non è stata osservata alcuna associazione per il consumo di caffè. Per il carcinoma renale a cellule chiare, non è stata osservata alcuna associazione per il consumo di caffè o thè. Non è stato rilevato alcun impatto della preparazione del caffè sulle associazioni di cancro urogenitale, portando i ricercatori a concludere che il consumo di caffè non era associato al rischio di cancro del tratto urinario.

Il caffè è una miscela di composti legati alla fisiologia di intestino, fegato, reni e cuore. Data la sua popolarità e l’epidemiologia del cancro del colon-retto, l’impatto delle bevande a base di caffè sulla salute pubblica potrebbe essere considerevole. Un team di scienziati ha fornito una sintesi aggiornata della relazione tra consumo di caffè e rischio di cancro del colon-retto. Hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di 26 studi prospettici che non hanno rilevato alcuna relazione significativa. Stratificando per l’etnia, emerse un effetto protettivo nei soggetti statunitensi. Per quanto riguarda il cancro del colon, il caffè ha dimostrato di esercitare un effetto protettivo sia negli uomini che nelle donne. Stratificando per l’etnia, un significativo effetto protettivo è stato notato solo negli uomini europei e solo nelle donne asiatiche. Per quanto riguarda il cancro del retto, non è stata trovata alcuna associazione. Il caffè decaffeinato ha mostrato un effetto protettivo contro il cancro del colon-retto in uomini e donne messi insieme; il che fa pensare che la caffeina centri poco sull’effetto di chemioprevenzione. Tuttavia, si sa poco sulla relazione tra la composizione genetica e il rischio di cancro del colon-retto associato al caffè.

Quello che è stato pubblicato riguardo al tumore della mammella, con riferimento alle ultime meta-analisi di quest’anno, sembra confermare che le donne in menopausa inoltrata non corrono rischio alcuno di sviluppare la malattia dopo consumo moderato o elevato di caffè quotidiano. Ulteriori ricerche saranno sicuramente condotte al riguardo.

Nel frattempo, buon caffè agli appassionati e alla salute!

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2479 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it