HomeMALATTIEMALATTIE INFETTIVEInfezione da Chlamydia

Infezione da Chlamydia

Introduzione

La clamidia è una malattia infettiva molto diffusa tra gli adolescenti e i giovani adulti. L’agente causale è la Chlamydia trachomatis, batterio gram-negativo intracellulare obblicato ovvero sopravvive soltanto dentro le cellule. Esso si trasmette generalmente attraverso rapporti sessuali vaginali, anali e orali non protetti, ma è possibile anche il contagio materno-fetale. Il problema principale della clamidia è che produce manifestazioni abbastanza vaghe e sfumate.

I sintomi dell’infezione da Chlamydia trachomatis non sono, infatti, sempre riconoscibili da chi ne è affetto oppure vengono confusi per disturbi di altro genere. Per questo la clamidia è definita “malattia silenziosa”. Non esiste un solo sierotipo di Chlamydia, bensì diversi e tutti causanti patologie diverse. Tra le condizioni più comuni causate da questo microorganismo ci sono il linfogranuloma venereo, il tracoma e la malattia infiammatoria pelvica.

Epidemiologia

La clamidia rientra nelle infezioni sessualmente trasmesse più frequenti ed è più diffusa nella popolazione giovanile fra i 15 e i 25 anni, con una percentuale del 7,7% rispetto al 5,5% della popolazione generale. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ogni anno si verificano circa 127,2 milioni di nuovi casi di infezione urogenitale da C. trachomatis. Nel 2018, circa 1,76 milioni di infezioni da clamidia sono state segnalate ai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) negli Stati Uniti e il tasso di casi segnalati è aumentato del 2,9% tra il 2017 e il 2018.

Nella donna questa infezione decorre spesso in maniera sintomatica, ma non trattata, però, l’infezione predispone a complicanze molto serie per l’apparato riproduttivo tra cui:

  • possibili danni alle tube di Falloppio (stenosi)
  • malattia infiammatoria pelvica o PID
  • gravidanza extrauterina
  • insorgenza di infertilità.

Nell’uomo si possono manifestare infezioni dell’epididimo il condotto nello scroto, sul testicolo, che consente il passaggio dello sperma), danno ai testicoli e infezioni alla prostata. Qui la clamidia può provocare uno stato infiammatorio dell’area genitale, che si può estendere ad altre aree genitali con particolare predilezione per la prostata.

Trasmissione

La clamidia si trasmette generalmente attraverso rapporti sessuali vaginali, anali o orali che per via materno-fetale. Una donna gravida infetta può, durante il parto, passare al neonato l’infezione, che si manifesta come un’infiammazione agli occhi e all’apparato respiratorio. La clamidia è una delle prime cause di congiuntivite e di polmonite nei neonati. Occorre precisare che, come tutte le malattie sessualmente trasmesse, la clamidia colpisce soprattutto color che hanno rapporti sessuali non protetti, occasionali e frequenti con più partner.

La diffusione della clamidia è agevolata dal fatto che non causa sintomi di rilievo, per cui anche soggetti asintomatici, apparentemente in perfetta salute, possono comunque trasmettere l’infezione. L’utilizzo del preservativo, dunque, riduce in modo netto il rischio di contagio. In caso di gravidanze, il rischio di contagio per il nascituro è molto elevato al parto, mentre nel post-partum e in gravidanza la possibilità di contagio è molto inferiore. Se dovesse succedere in gravidanza, tuttavia, l’infezione potrebbe determinare l’aborto. Nel neonato, la clamidia determina la comparsa di una grave congiuntivite, di un’otite e/o di un’artrite settica.

Sintomatologia clinica

In genere l’infezione da Chlamydia trachomatis non presenta sintomi. In alcuni casi, però, può dar luogo a bruciore e secrezioni dall’uretra nell’uomo e lievi bruciori e prurito quando nella donna, causando un’infezione della cervice uterina (chiamata cervicite). Nelle donne, la clamidia può essere segnalata da perdite vaginali (leucorrea) o irritazione delle parti intime. Nella grande maggioranza dei casi, i sintomi possono essere facilmente scambiati per cistite o uretrite nella donna ed orchite nell’uomo, spesso quando compare anche febbre, nausea e/o mal di schiena.

Altre manifestazioni cliniche

Periepatite: chiamata anche sindrome di Fitz-Hugh-Curtis, questa sindrome si verifica quando l’infezione da clamidia porta all’infiammazione della capsula epatica e delle superfici peritoneali vicine. Questa sindrome è più comunemente osservata nei pazienti che hanno una malattia infiammatoria pelvica ed è associata al quadrante superiore destro o al dolore pleuritico. A differenza di altre condizioni che possono influenzare il fegato o causare dolore al quadrante superiore destro, le anomalie negli enzimi epatici non si trovano tipicamente.

Proctite: l’infezione rettale da clamidia può essere asintomatica se causata da sierotipi genitali da D a K. Tuttavia, se i sierotipi L1-L3 di LGV sono la causa della proctite, i pazienti possono lamentare dolore rettale, secrezione e sanguinamento nel contesto di rapporti anali recettivi. I pazienti possono anche presentare febbre o malessere. Questo è visto quasi esclusivamente nei maschi che hanno rapporti sessuali con maschi; tuttavia, il rapporto anale non è raro nei rapporti eterosessuali.

Polmonite: i neonati nati da madri che hanno un’infezione cervicale da Chlamydia trachomatis possono sviluppare polmonite il 5-30% delle volte. Il riconoscimento di solito avviene tra le 4 e le 12 settimane di età, anche se quasi tutti i bambini hanno sintomi prima delle otto settimane. La congestione nasale e la tosse sono comuni e alcuni bambini possono avere secrezioni nasali dense. I neonati di solito non hanno febbre o solo una febbre minima, possono avere tachipnea, alcuni rantoli e possono avere una caratteristica tosse “staccato” parossistica.

Diagnosi di laboratorio

Per la diagnosi della clamidia, si eseguono dei tamponi uretrali nell’uomo e vaginali nella donna. Sebbene siano ancora eseguiti in alcuni contesti con poche risorse, i metodi di rilevamento dell’antigene non sono raccomandati come screening di routine e test diagnostici per l’infezione da C. trachomatis a causa dell’accuratezza diagnostica non ottimale. La sierologia può essere utile nella diagnosi delle infezioni croniche e nella previsione delle complicanze. Tuttavia, poiché gli anticorpi sono rilevabili con un ritardo di diverse settimane o addirittura assenti dopo l’infezione da C. trachomatis in alcuni individui, i test sierologici hanno scarso valore nello screening per l’infezione urogenitale da C. trachomatis non complicata e non sono raccomandati come strumento di screening.

Si può eseguire, inoltre, la ricerca del DNA specifico per la Clamidia, tramite amplificazione degli acidi nucleici o NAAT (Nucleic Acid Amplification Testing) sia su tampone vaginale, endocervicale, rettale e orale per la donna che su tampone uretrale, rettale, orale per l’uomo e per entrambi anche su campione di urina. Una semplice analisi del sangue permette di verificare una pregressa infezione, ricercando la presenza di anticorpi (immunoglobuline IgM) anti-clamidia.

Terapia medica

La terapia efficace per l’infezione da clamidia è quella antibiotica. La terapia va stabilita in base ai risultati dell’antibiogramma; con questo test si valuta la suscettibilità del batterio a vari tipi di antibiotici, in modo da identificare il farmaco più efficace. L’assunzione della terapia, non appena fatta diagnosi di infezione, è basilare per evitare l’insorgenza di complicanze. I regimi terapeutici più utilizzati prevedono la somministrazione o di azitromicina in singola dose o di doxiciclina per una settimana.

Il trattamento del partner e dei partner avuti fino a 60 giorni prima dell’insorgenza dei sintomi è molto importante, per evitare la diffusione dell’infezione. Farmaci di seconda linea sono l’amoxicillina e i fluorochinoloni (ciprofloxacina ed ofloxacina). È frequente la coinfezione da Chlamydia in pazienti con infezione da gonococco o Trichomonas; per questo motivo è sempre opportuno un trattamento anti-chlamydia anche in caso di gonorrea.

Prevenzione

L’unica forma di prevenzione possibile è l’attuazione di rapporti protetti e la diffusione dell’informazione sulla frequenza di questa infezione, soprattutto nei giovani, e sulle gravi conseguenze che può avere sulla fertilità di coppia, se non viene opportunamente trattata. Proprio per la mancanza di sintomatologia evidente, si raccomanda una politica di screening nella popolazione giovanile sotto i 25 anni di età o anche in soggetti in età superiore se vi siano fattori di rischio come partner multipli.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Adamson PC et al. Arch Pathol Lab Med. 2020; 144(11):1344. 

Lemly D, Gupta N. Pediatr Rev. 2020 Oct; 41(10):522-537. 

Neeki M, Dong F, Lowe L et al. Cureus. 2020; 12(6):e8446. 

Rowley J et al. Bull World Health Organ. 2019; 97(8):548–62.

Tavares E et al. Am J Emerg Med. 2018;36(10):1918–1919.

Witkin SS et al.  Clin Vaccine Immunol. 2017; 24(10):e00203–17.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
- Advertisment -
spot_img

ARTICOLI PIU' LETTI